Mifid 2: la Consob richiama gli intermediari

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La Mifid2 impone più trasparenza sui costi ai diversi intermediari. Se questi ultimi non sono in grado di fornire questi dati sui propri prodotti, devono astenersi dall'inserirli nella propria gamma

La Mifid2 impone in modo incondizionato agli intermediari di fornire agli investitori informazioni sugli oneri connessi ai servizi offerti

La Consob vigila sin dall'entrata in vigore della Mifid2 sulla corretta applicazione della disciplina da parte degli intermediari

La Consob richiama l'attenzione degli intermediari sul rispetto della nuova disciplina Mifid2. Questa richiede infatti un grado di trasparenza sia ex ante sia ex post più alto rispetto a quello previsto dalla normativa passata (Mifid1). L'obiettivo è di assicurare che gli investitori siano consapevoli di tutti i costi e degli oneri per la valutazione degli investimenti, anche in un'ottica di confronto fra servizi e strumenti finanziari. Gli intermediari, nell'ambito delle comunicazioni periodiche, devono informare la Consob sulle modalità adottate per conformarsi alla normativa e sugli esiti dei controlli svolti dalla funzione di compliance.

La norma


La Mifid2 impone in modo incondizionato, chiaro ed esplicito agli intermediari di fornire agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati ed agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento. Su richiesta del cliente, tali informazioni devono essere presentate anche in forma analitica.

Se le informazioni sugli strumenti finanziari non sono pubblicamente disponibili, gli intermediari distributori dovrebbero mettersi nelle condizioni di ottenere i dati necessari dai produttori.

Nel caso in cui l'intermediario non riesca a ottenere i dati dal produttore, in tempo utile, dovrebbe prima di tutto valutare se può fornire informazioni adeguate al cliente sui costi e gli oneri dello strumento finanziario. Se l'intermediario distributore ritiene di non essere in grado di ottenere informazioni sufficienti sui prodotti offerti per adempiere agli obblighi Mifid2, dovrebbe evitare di inserirli nella propria gamma prodotti.

Le informazioni ex ante sui costi e gli oneri vanno rese in tempo utile prima della prestazione del servizio. È quindi necessario che l'intermediario, prima di commercializzare uno strumento finanziario, si assicuri di poter effettuare, in assenza di costi puntualmente determinabili, almeno stime ragionevoli e sufficientemente accurate da rappresentare ex ante al cliente nei termini richiesti dalla normativa.

Le informazioni sui costi e gli oneri vanno anche rendicontate ex post su base periodica almeno annuale.

La Consob – si legge nella nota - sin dall'entrata in vigore della Mifid2, vigila sulla corretta applicazione della disciplina da parte degli intermediari e contribuisce alla definizione in sede Esma di chiarimenti idonei ad assicurare l'armonizzazione nell'applicazione delle norme, anche ai fini di una convergenza delle prassi di vigilanza.

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