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Christine Lagarde: Lady Euro sarà una colomba

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Lady Euro prenderà il testimone di Mario Draghi alla guida dell’Eurotower il prossimo 31 ottobre 2019

  • Molti ritengono che Christine Lagarde non devierà dalle politiche di Mario Draghi alla Bce. Il che rinforza le attese del “ritorno” (in realtà la porta non era mai stata chiusa de tutto) del Qe

  • Il “doppio rosa” di Bce e Commissione

Solo un anno fa rispondeva quattro volte “no”, a chi le domandava se avrebbe preso il posto di Mario Draghi alla fine del suo mandato. Poi qualcosa è cambiato. La direttrice dell’Fmi, Christine Lagarde, sarà Lady Euro. E gli asset manager? Alcuni la reputano “inesperta” di politiche monetarie. Ma l’ex nuotatrice non sarà un facile bersaglio

Il fatto è noto: Christine Lagarde sarà Lady Euro e prenderà il testimone di Mario Draghi alla guida dell’Eurotower il prossimo 31 ottobre 2019. La prima direttrice donna del Fondo monetario internazionale (dal 5 luglio 2011), già ministra delle Finanze del governo Chirac, deve ancora vedere formalizzato il suo incarico, ma si tratta appunto solo di formalità. Non tutti plaudono a questa nomina, ma l’ex membro della nazionale francese di nuoto sincronizzato, c’è da scommetterci, sarà un osso duro.

Christine Lagarde è la prima Lady Euro: i commenti degli asset manager

Per molti commentatori, l’unica cosa a cambiare nella presidenza della Bce, sarà il sesso. Si ritiene infatti che Christine Lagarde non devierà dalle politiche di Mario Draghi alla Bce. Il che rinforza le attese del “ritorno” (in realtà la porta non era mai stata chiusa de tutto) del Qe. La presidente del Fmi è infatti considerata da analisti e commentatori una “colomba”, nonché una fautrice dello stimolo fiscale. La pensa così ad esempio Salman Ahmed, chief investment strategist di Lombard Odier IM. Secondo lo strategist, Christine sarà un Draghi due. “Secondo noi la Banca Centrale Europea dovrebbe tagliare i tassi di 10 o 15 punti base, e alla fine iniziare nuovamente il programma di Qe con un focus più forte però sui corporate bond”.

Qualche perplessità

Andrea Iannelli, investment director per l’obbligazionario di Fidelity International, esprime qualche perplessità quando dice che “La nomina di Christine Lagarde come successore di Mario Draghi al timone della Bce sembra poco convenzionale se pensiamo al suo background”. Aggiungendo che “Lagarde non ha esperienza nella gestione delle funzioni di una banca centrale, avendo ricoperto nella sua carriera incarichi di carattere più politico che inerenti alla politica monetaria”. Iannelli però poi aggiunge che “Prendere il posto di Draghi sarebbe sicuramente difficile per qualsiasi successore”.

Lagarde dovrà probabilmente concentrarsi sul fatto che le politiche monetarie siano ora più intense che in passato, piuttosto che sulla definizione di un quadro di politica monetaria ed economica. Ammette poi che il ruolo del presidente del Consiglio Direttivo è meno incentrato sulla definizione di una posizione di politica monetaria quanto piuttosto sulla creazione di un consenso tra i membri del Consiglio stesso, i quali a volte possono avere delle opinioni profondamente contrastanti.

Per questo motivo anche secondo Iannelli la nomina di Lagarde difficilmente porterà un grande cambiamento rispetto alla posizione della Bce. Sarà dunque caratterizzata da continuità, seguendo il percorso impostato precedentemente da Draghi.

La donna giusta al momento giusto?

Secondo Andrew Bosomworth, head of portfolio management in Germania di Pimco, Christine Lagarde dovrebbe concentrarsi più sull’efficacia dello stimolo fiscale che sulla politica monetaria classicamente intesa. Questo per far fronte alla recessione che quasi sicuramente arriverà durante il corso del suo mandato. In che modo Lady Euro dovrà fare questo? Attraverso l’acquisto di asset sul mercato secondario. Azione decisamente in linea con le sue preferenze di politica economica: mentre alla guida del Fondo Monetario infatti, ha sempre auspicato più semplicità e simmetria negli obiettivi di inflazione. Perché adesso dovrebbe cambiare idea? Non ce n’è motivo, e questo fa di Christine Lagarde la persona giusta al momento giusto.

Un’alba rosa per l’Europa

Intanto, sul versante della Commissione, dopo Junker sarà la volta della tedesca Ursula Gertrud von der Leyen. Un’altra “lady di ferro”: è la ministra della Difesa in Germania, molto vicina ad Angela Merkel.

Ursula Gertrud von der Leyen
Teresa Scarale
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