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Rivalutazione delle partecipazioni: riapertura dei termini

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Roberta Moscaroli
Roberta Moscaroli

28 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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La Legge di bilancio 2020 ha riaperto i termini per l’affrancamento del valore dei terreni e delle partecipazioni. Ecco cosa disciplina

La legge di bilancio per il 2020, intervenendo sull’articolo 2, comma 2, del Dl n. 282 del 2002, riapre i termini per l’applicazione delle agevolazioni in tema di rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni, inizialmente recate dagli articoli 5 e 7 della legge n. 448 del 2001 (legge finanziaria 2002) e più volte riproposte nel corso degli anni.

Ricordiamo, in proposito, che le agevolazioni in commento consentono alle persone fisiche non agenti nell’esercizio di attività commerciali, alle società semplici, agli enti non commerciali (per l’operatività non connessa all’esercizio di imprese) e ai soggetti non residenti privi di una stabile organizzazione in Italia di ridurre o azzerare la tassazione possibilmente loro derivante dalla cessione a titolo oneroso di terreni o di partecipazioni in società diverse da quelle con titoli negoziati sui mercati regolamentati, mediante “rivalutazione” e “affrancamento” del relativo valore.

La suddetta riapertura dei termini, pertanto, costituisce un’agevolazione – temporanea, per quanto si spiegherà, ma – estremamente interessante, da valutare attentamente rispetto a tutta una serie di operazioni, che vanno dalla monetizzazione di quote o titoli (non quotati) plusvalenti, alla riorganizzazione del patrimonio familiare che implichi atti dispositivi su partecipazioni non negoziate, fino a interessare iniziative imprenditoriali più complesse, che richiedano l’ingresso di terzi nella compagine sociale della partecipata.

La rivalutazione delle partecipazioni per il 2020

Entrando nel dettaglio della disciplina de quae limitando l’analisi all’ambito delle partecipazioni, la suddetta riapertura dei termini porta all’assetto normativo di seguito brevemente descritto.

Con riferimento a titoli, quote e diritti non negoziati nei mercati regolamentati, posseduti alla data del 1° gennaio 2020, ai fini della determinazione dei redditi diversi di natura finanziariadi cui all’articolo 67, comma 1, lettera “c-bis)” del Tuir, può essere assunto, in luogo del relativo costo o valore di acquisto, il valore a tale data della frazione del patrimonio netto della società o dell’ente, determinato sulla base di una perizia giurata di stima, alle seguenti condizioni:

  • che detta perizia, redatta da soggetti qualificati (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e revisori contabili), sia asseverata entro il 30 giugno 2020;
  • che entro la medesima data del 30 giugno 2020, inoltre, il valore così rideterminato sia assoggettato ad un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, stabilita nella misura dell’11%. L’imposta sostitutiva in commento può essere versata in un’unica soluzione o rateizzata fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo (e in tal caso, sull’importo delle rate successive alla prima, sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo, da versarsi contestualmente a ciascuna rata).

Vale peraltro osservare che detta rivalutazione del costo della partecipazione non consente, tuttavia, la deduzione di eventuali minusvalenze (e cioè, in occasione delle successive cessioni delle partecipazioni rivalutate, il confronto tra il corrispettivo di vendita e il valore di perizia non può dar luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti).

Ancora, si ricorda che qualora la perizia sia predisposta per conto della società, il costo della stessa può essere addebitato alla società medesima ed essere dedotto dal reddito d’impresa della società (in quote costanti nell’esercizio e nei quattro successivi), mentre qualora la perizia sia predisposta per conto dei soci, il relativo costo incrementa quello (rivalutato) della partecipazione.

Infine, giova rammentare che, per i soggetti che si siano già avvalsi della disciplina sulla rivalutazione ma che abbiano interesse a rivalutare ulteriormente la propria partecipazione, che è comunque possibile avvalersi dei nuovi termini, recuperando l’imposta sostitutiva già versata (mediante detrazione della stessa o mediante istanza di rimborso dei versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 38 del Dpr. n. 602 del 1973).

Conclusioni

La disciplina sull’affrancamento del valore delle partecipazioni non quotate (oltre che dei terreni) si è rivelata, negli anni, funzionale all’effettuazione di una vasta gamma di operazioni. La riapertura dei termini operata dalla Legge di bilancio per il 2020, pertanto, non può – a nostro avviso – che essere salutata con favore, anche se la previsione di un’imposizione sostitutiva generalmente più elevata di quella prevista negli anni precedenti richiederà una maggiore attenzione nello svolgimento delle analisi di convenienza.

Roberta Moscaroli
Roberta Moscaroli
È partner dello studio legale Dentons, nella sede di Roma. Dottore commercialista e revisore contabile, si occupa di fiscalità a 360°, pianificazione fiscale, tax ruling e interpelli, private wealth management, fiscalità dei trust, piani di incentivazione, fiscalità delle banche, delle assicurazioni e dei Ias/Ifrs Adopter. Segue procedimenti di voluntary disclosure e patent box.
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