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Petrolio e gas, le indicazioni di Ubp per investire nel 2019

06 Marzo 2019 · Teresa Scarale · 2 min

  • Malgrado l’ultimo trimestre dell’anno sia storicamente il peggiore per il settore energetico, i risultati del 4° trimestre 2018 sono stati buoni

  • L’aumento del Wti è stato di oltre 11 dollari in meno di due mesi, raggiungendo i 56 dollari verso la fine di febbraio

Pierre Melki, equity analyst advisory services di Union Bancaire Privée, fa il punto su gas e soprattutto petrolio per il 2019

Diversificare con gas e petrolio secondo Ubp

Pierre Melki, equity analyst advisory services di Union Bancaire Privée, Ubp, ricorda che i prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 23% nell’ultimo anno. L’aumento del Wti è stato di oltre 11 dollari in meno di due mesi, raggiungendo i 56 dollari verso la fine di febbraio. Il rally è poi arrivato quando gli investitori hanno valutato l’efficacia dell’Opec nel mantenere la promessa di ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno. I numeri della produzione Opec secondo Bloomberg hanno inoltre mostrato una diminuzione di 1,5 milioni di barili al giorno tra dicembre e gennaio, innescando il deciso rally Wti.

Ad oggi, i tagli rispecchiano quanto annunciato a novembre 2016 e poi attuato nel 2017, quando il prezzo del petrolio è aumentato di oltre il 30%.

Il calo di produzione

Secondo l’analista, è importante notare che una parte del calo della produzione dell’Opec non è stata pianificata. Il calo non intenzionale della produzione è stato di 400.000 barili da parte di Iran, Libia, Nigeria e soprattutto Venezuela, in preda al disastro politico.

I rischi globali

La sensibilità dei prezzi del petrolio alla domanda globale rimane elevata. La minaccia di un rallentamento della domanda cinese di petrolio, unita all’incertezza che circonda la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, dovrebbe continuare a sostenerne la volatilità.

Malgrado l’ultimo trimestre dell’anno sia storicamente il peggiore per il settore energetico, i risultati del 4° trimestre 2018 sono stati buoni. La maggior parte delle aziende ha superato le aspettative sui principali dati chiave. Le super major europee hanno mostrato una forte generazione di cassa e una solida riduzione dei bilanci. Mantenendo al contempo un forte slancio positivo sulla crescita dei dividendi e sui buyback di azioni. La generazione cash flow, il controllo delle spese in conto capitale e la crescita dei dividendi dovrebbero continuare ad essere i temi dominanti per le grandi società europee anche nel 2019.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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