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Libra, una moneta a carattere sovranazionale

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Libra sarà sganciata da tutte le regole delle Banche centrali e permetterà di effettuare pagamenti anche a chi non ha un conto corrente

  • Il prossimo passo sono i negozianti. Si spera dunque che nel breve i rivenditori inizino a stabilire i prezzi in Libra

E’ arrivata la moneta virtuale di Facebook: Libra. Le sue potenzialità sono infinite, così come la sua ambizione di diventare una valuta sovranazionale in competizione con dollaro ed euro

Una moneta sovranazionale che non risponde alle regole delle Banche centrali. Questa è Libra, l’ultima creazione del colosso del web Facebook. “Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere soldi proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto”. Scrive su Facebook il fondatore Mark Zuckerberg che spiega come il “denaro mobile” aumenta la sicurezza e “questo è particolarmente importante per le persone che non hanno accesso alle banche tradizionali” (ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca ma hanno un cellulare).

La missione di Libra è dunque quella di creare una semplice infrastruttura finanziaria globale che abiliti miliardi di persone in tutto il mondo. “Essere in grado di utilizzare il denaro virtuale – dichiara Zuckerberg – può avere un importante impatto positivo sulla vita delle persone perché non si deve sempre portare denaro contante, che può essere insicuro, o pagare commissioni extra per i trasferimenti”. Libra ha però anche l’ambizione di scardinare il sistema finanziario globale, posizionandosi come moneta sovranazionale. “Il progetto è interessante – dichiara Thomas Bertani Amministratore delegato di  Eidoo, società che ha raccolto 28 milioni di dollari con una Ico- anche perché (Libra) da una parte prende in prestito le tecnologie blockchain ma dall’altra si allontana dalle classiche criptovalute”. L’obiettivo di Libra e dei suoi ideatori è dunque quello di dare stabilità alla valuta digitale. E per cercare di renderla immune dalle forti oscillazioni del mercato si è studiato un sistema che vede dietro ad ogni token emesso un paniere di asset stabili.

Ma l’aspetto più dirompente della nuova valuta è proprio l’uso della blockchain. Questa infatti consentirà di pagare facendo transitare Libra sulla “catena di blocchi” e non sui classici sistemi di pagamento (paypall, circuito Visa, ecc). Inoltre, il vantaggio è anche il fatto che potrebbero esserci zero costi di commissione. E dunque nel trasferimento di moneta digitale da un soggetto ad un altro non si dovrebbe pagare neanche una Libra extra. Il prossimo passo della neo-nata è l’uso all’interno dei negozi, virtuali e non. L’obiettivo è dunque quello che i commercianti stessi inizino a stabilire i prezzi in Libra e non più in dollari o euro.

Ma chi è coinvolto nel progetto di Libra?

Facebook ha deciso di affidare la gestione di Libra ad un’entità indipendente, con sede a Ginevra (Svizzera). I membri fondatori di Libra sono Mastercard, PayPal, PayU, Stripe e Visa nel settore dei pagamenti. Nel settore delle tecnologie troviamo Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft, Mercado Pago, Spotify Technology S.A e Uber Technologies. Per quanto rigurada le tlc tra i fondatori ci sono Iliad e Vodafone Group, mentre nella tecnologia blockchain Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Xapo Holdings risultano tra i fondatori. Il settore finanziario vede invece la partecipazione di Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures, mentre tra le Ong e istituzioni accademiche figurtano Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps e Women’s World Banking. Ma la squadra potrebbe ampliarsi ulteriormente dato che Zuckerberg spera di “avere oltre 100 membri co-fondatori della Libra Association entro il momento in cui verrà lanciato il network il prossimo anno”.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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