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Italia: investimenti in M&A a picco causa Covid-19

Italia: investimenti in M&A a picco causa Covid-19

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • “In Italia già nel secondo trimestre del 2020 abbiamo notato una certa ripresa in termini di transazioni e ci attendiamo che questo trend prosegua anche nella seconda metà del 2020”, dichiara Marco Daviddi, Mediterranean Leader dell’area Strategy and Transactions

  • I driver della ripresa dell’attività M&A sono rappresentati dall’enorme ammontare di liquidità da investire a disposizione nei fondi di private equity (soprattutto quelli esteri), e dalle opportunità di consolidamento nei settori tipici del Made in Italy

L’ultimo report pubblicato da EY mostra come nel primo semestre del 2020 a causa della pandemia globale il volume di M&A ha registrato il dato più basso dal 2009

Investimenti in M&A a picco. Il volume registrato in Italia di queste operazioni, nel primo semestre del 2020 (circa 9,3 miliardi) è il dato più basso registrato dal 2009. Secondo l’ultima analisi fatta da EY strategy and transactions, service line di EY dedicata alla consulenza, l’attività M&A ha subìto una battuta d’arresto a livello globale nel primo semestre 2020 a causa della pandemia di Covid-19 e del conseguente periodo di lockdown in tutte le principali economie. La pandemia globale ha portato i fondi di private equity, a concentrarsi nella gestione delle attività che avevano già in portfolio, rimandando i piani di acquisizione e interrompendo i processi di cessione in corso.

Stando però alla ricerca di EY, le aziende che subito dopo una crisi utilizzano velocemente la leva delle operazioni straordinarie per ridefinire il proprio posizionamento di mercato e le proprie operation sono quelle che ne traggono i maggiori benefici nel lungo medio e lungo termine. Da un’analisi delle transazioni realizzate tra il 2008 e il 2010 (dopo la crisi finanziaria globale), è emerso come le aziende early-mover, che hanno fatto scelte coraggiose in merito a operazioni di M&A e trasformazione del proprio portafoglio, hanno visto un aumento del rendimento nel decennio successivo, rispetto agli altri operatori del mercato. “In particolare, le aziende che in quella fase hanno effettuato acquisizioni hanno registrato un rendimento totale degli azionisti (total shareholder return) più elevato del 26%, mentre le aziende che hanno ridefinito gli asset in portafoglio tramite disinvestimenti hanno ottenuto in seguito rendimenti più alti del 24%”, si legge dal report. Inoltre, la ricerca ha rilevato che queste aziende hanno registrato rendimenti due o tre volte superiori rispetto a quelle che hanno adottato un approccio più prudente.

“In qualsiasi tempesta la reazione istintiva è quella di correre ai ripari e aspettare, ma l’evidenza dimostra che restare fermi non è un’opzione percorribile. Come ci insegna la crisi finanziaria del 2008, in queste fasi straordinarie il mercato consente alle aziende di effettuare acquisizioni strategiche, in grado di sostenere poi una crescita più rapida nel periodo di ripresa. Allo stesso tempo, la crescita organica attraverso piani d’investimento mirati è altrettanto cruciale.”, commenta Andrea Guerzoni, EY Global Vice Chair dell’area Strategy and Transactions

M&A nel primo semestre

Il primo semestre 2020 si è chiuso con un valore aggregato di transazioni M&A effettuate su target italiane pari a circa 9,3 miliardi. Il dato risulta minore non solo rispetto al periodo 2015-2018 di elevata attività M&A, ma fin dalla crisi finanziaria del 2009, e sconta l’effetto dei mesi di lockdown imposto in Italia e nelle principali economie a livello mondiale da marzo a maggio 2020, a seguito del propagarsi del Covid-19.

“In Italia già nel secondo trimestre del 2020 abbiamo notato una certa ripresa in termini di transazioni e ci attendiamo che questo trend prosegua anche nella seconda metà del 2020. Le aziende, gli imprenditori e i fondi hanno effettivamente compreso che questa crisi legata al Covid-19 è destinata a ridisegnare mercati, comportamenti di consumo e operation delle aziende e in questo contesto le operazioni straordinarie sono viste come opportunità per accelerare i processi di trasformazione. I settori più difensivi e resilienti, che hanno subito in misura minore l’effetto del periodo di confinamento, in alcuni casi traendone opportunità di crescita, sono quelli considerati più appetibili dagli investitori: infrastrutture digitali e fisiche, settore farmaceutico, healthcare, agroalimentare, packaging”, spiega Marco Daviddi,Mediterranean Leader dell’area Strategy and Transactions

Ripresa di M&A

I driver della ripresa dell’attività M&A sono rappresentati dall’enorme ammontare di liquidità da investire a disposizione nei fondi di private equity (soprattutto quelli esteri), e dalle opportunità di consolidamento nei settori tipici del Made in Italy, in cui molte famiglie sono desiderose di ricercare un affiancamento nella gestione per agevolare il passaggio generazionale.

“Man mano che l’economia mondiale andrà incontro a una progressiva ripresa nel 2021, le transazioni e i piani d’investimento emergeranno come uno strumento fondamentale per le aziende per ridefinire il proprio futuro. La necessità di evolvere il proprio modello di business per garantire la crescita nel new normal porterà i manager a ricercare modalità per ripensare, ridefinire e reinventare il business per creare valore a lungo termine” , conclude Guerzoni.

Giorgia Pacione Di Bello
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