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Ubs: l’84% degli investitori italiani teme il futuro finanziario

Ubs: l’84% degli investitori italiani teme il futuro finanziario

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

13 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • “Il covid-19 ha costretto molti investitori a rivedere le proprie priorità a causa delle ripercussioni che la pandemia ha generato sul proprio stile di vita e sulla situazione finanziaria”, dichiara Paolo Federici, market head di Ubs global wealth management Ubs Italia

  • “Mentre affrontano la crisi legata al covid-19, gli investitori sono alla ricerca degli approfondimenti più recenti e desiderano una maggiore consulenza personalizzata per raggiungere i propri obiettivi finanzi”, dichiara Tom Naratil, co-presidente di Ubs global wealth management e presidente di Ubs America

L’84% ha paura di non avere sufficienti risparmi se dovesse arrivare un’altra pandemia. Il 77% teme di dover lavorare più a lungo per recuperare i risparmi pensionistici persi. E l’81% non vorrebbe diventare un peso per la propria famiglia se dovesse ammalarsi. Queste sono le maggiori preoccupazioni finanziarie degli investitori facoltosi italiani rilevati dall’Investor watch di Ubs wealth management

Liquidità, longevità ed eredità. Queste sono le maggiori preoccupazioni finanziarie per gli investitori facoltosi italiani rilevati dall’Investor watch  di Ubs wealth management. Secondo la ricerca l’84% ha paura di non avere sufficienti risparmi se dovesse arrivare un’altra pandemia. Il 77% teme di dover lavorare più a lungo per recuperare i risparmi pensionistici persi. E l’81% non vuole diventare un peso per la propria famiglia se dovesse ammalarsi.

Il futuro non è sempre più incerto tanto che l’81% teme un ulteriore declino dei mercati, mentre il 79% vede nella volatilità un’opportunità da cogliere. In questo contesto la consulenza assume sempre di più un valore strategico. Tanto che per l’86% degli intervistati in periodi di incertezza e instabilità, come quello che stiamo vivendo, la figura dell’advisor diventa un punto di riferimento fondamentale.

 

“Il Covid-19 ha costretto molti investitori a rivedere le proprie priorità a causa delle ripercussioni che la pandemia ha generato sul proprio stile di vita e sulla situazione finanziaria. Tuttavia questa situazione sta generando anche diverse opportunità, infatti il 79% degli investitori italiani vede la volatilità come una proficua occasione per riallocare i propri investimenti. I millennial italiani poi, nonostante la preoccupazione per la situazione economica, sono sempre più proiettati verso gli investimenti sostenibili. In linea generale, la consulenza”, dichiara Paolo Federici,market head di Ubs global wealth management Ubs Italia.

Se si amplia la ricerca a livello globale si nota come il 75% degli investitori facoltosi a livello mondiale ritiene che la pandemia abbia trasformato profondamente il modo di vivere delle persone a causa del covid-19. La ricerca, che ha coinvolto oltre 3.750 investitori in 15 mercati a livello mondiale, ha fatto emergere come gli investitori stiano già pensando di rivedere il proprio stile di vita in seguito alla pandemia:

  •  7 investitori su 10 in futuro ridurranno viaggi e spostamenti verso i luoghi di lavoro
  •  La metà ha intenzione di stabilirsi in prossimità della famiglia
  •  Il 46% potrebbe rinunciare a vivere in città, optando per delle zone meno popolate
  •  Per l’88% la massima priorità è il mantenersi in buona salute

Ma non solo perché il 67% degli investitori sostiene che la pandemia ha inciso sulla percezione della propria situazione finanziaria.  Il 56% teme di non aver sufficienti risparmi nel caso in cui si verificasse un’altra pandemia. Il 58% si preoccupa di dover lavorare più a lungo per compensare minori introiti contributivi pensionistici. Il 60% teme di diventare un peso economico per la famiglia, in caso di malattia. E il 54% si preoccupa di non lasciare sufficienti risorse finanziarie per le generazioni future Nel complesso, l’83% degli investitori desidera ricevere più assistenza del solito da parte del consulente finanziario di riferimento, in termini di gestione patrimoniale durante la pandemia.

“Mentre affrontano la crisi legata al covid-19, gli investitori sono alla ricerca degli approfondimenti più recenti e desiderano una maggiore consulenza personalizzata per raggiungere i propri obiettivi finanziari. A causa della pandemia, molti investitori stanno riconsiderando le modalità in base alle quali finanziare in futuro i loro bisogni in termini di liquidità, longevità e successione. Di conseguenza i gestori patrimoniali hanno la possibilità di svolgere un ruolo ancor più decisivo nella vita dei loro clienti, preparandoli allo scenario post- pandemia.”, dichiara Tom Naratil,co-presidente di Ubs global wealth management e presidente di Ubs America.

Stati Uniti

Mentre gli Stati Uniti sono ancora impegnati nella fase di contenimento della pandemia, l’82% degli investitori a stelle e strisce prevede un cambiamento duraturo del proprio stile di vita tradizionale, un dato superiore alla media globale pari al 75%. Tuttavia, solo il 22% afferma di aver subito ripercussioni significative a causa della pandemia – una quota inferiore rispetto alla media globale del 25%.

America Latina

Gli effetti della pandemia sono percepiti in misura maggiore dagli investitori dell’America Latina, sia sul versante finanziario che in termini di stile di vita. Nonostante questo gli stessi risultano i più propensi a scorgere un aspetto positivo nella volatilità dei mercati connessa al covid-19. Infatti, l’84% di loro percepisce la volatilità dei mercati come un’opportunità di investimento, rispetto a una media globale del 79%.

Europa

L’impatto della pandemia sugli investitori europei è stato essenzialmente in linea rispetto alla media globale. L’unico dato in controtendenza risulta essere collegato al loro orientamento a favore degli investimenti a impatto sociale. Il 42% dei millennial europei ha infatti aumentato il proprio sostegno economico a familiari e amici, a fronte del 34% degli omologhi su scala globale.

Svizzera

Il virus ha avuto minori ripercussioni sugli investitori svizzeri. Solamente il 56% intravede un mutamento permanente del proprio stile di vita, rispetto a una media globale del 75%; il 68% sostiene che continueranno i timori legati agli effetti della pandemia, a fronte di una media globale pari all’81%. Infine, solo l’11% afferma di essere stato notevolmente penalizzato sul versante finanziario.

Asia-Pacifico

Il 71% degli investitori in questa regione prevede cambiamenti durevoli a causa del virus, 4 punti percentuali in meno rispetto alla media globale. Tuttavia, tra di essi l’89% desidera ricevere più assistenza del solito da parte del consulente finanziario di riferimento durante la pandemia stessa, a fronte di una media globale dell’83%.

Giorgia Pacione Di Bello
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