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Aipb, Paolo Langè nuovo presidente

12 Aprile 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Le direttici chiave nel programma del neo presidente sono: la distintività, la sostenibilità e la reputazione per una crescita sana

  • Il nuovo Consiglio di amministrazione ha nominato: Paolo Langé Presidente Aip, Claudio Devecchi (Asam) Vice Presidente Vicario, Saverio Perissinotto (Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking) e Stefano Vecchi (Credit Suisse Italy) Vice presidenti

Il Consiglio di amministrazione ha eletto Paolo Langé presidente dell’Associazione italiana private banking (Aipb)

Distintività, sostenibilità e reputazione per una crescita sana. Questi gli obiettivi programmatici per il triennio 2019-2022 annunciate dal nuovo presidente dell’Associazione private banking italiana (Aipb) Paolo Langé. “L’obiettivo ora è quello di ottenere un maggiore riconoscimento delle caratteristiche peculiari del settore private, che sono tali da rendere il nostro mercato diverso sia da quello degli investitori istituzionali sia da quello dei risparmiatori retail – dichiara Langé– Tale riconoscimento consentirebbe agli operatori private di soddisfare al meglio le esigenze di investimento della loro clientela, grazie alla disponibilità di una gamma più ampia di prodotti finanziari.” Per quanto riguarda invece il secondo obiettivo “la sostenibilità” il neo presidente sottolinea la necessità di tener conto degli impatti “dell’evoluzione normativa e dell’intensificazione della concorrenza”. Fattori che hanno messo sotto pressione il settore.

Infine la terza linea guida: la “reputazione” dell’industria del private banking: “In un Paese dove l’andamento della ricchezza privata è dipeso negli ultimi anni prevalentemente dalle performance dei mercati finanziari, le opportunità di espansione reale del private banking vanno di pari con lo sviluppo dell’economia reale e, per questa via, con la crescita del reddito disponibile e del risparmio – sottolinea Langé– Come industria private, abbiamo la possibilità di contribuire attivamente affinché questo processo sia virtuoso. In primo luogo, possiamo rendere il nostro modello sempre più attrattivo e rafforzare la fiducia dei nostri clienti nella consulenza olistica che possiamo offrire su tutto il patrimonio: dagli immobili, all’arte, alla filantropia ma anche alle iniziative imprenditoriali. In questo quadro possiamo dare un importante contributo nel conciliare la tutela e lo sviluppo dei patrimoni dei clienti con aspetti legati al supporto dell’economia, come ad esempio indirizzare gli investimenti verso eccellenze italiane meritevoli di raccogliere capitali di rischio, oppure verso progetti che favoriscono l’occupazione e consentono di perseguire obiettivi sociali. Dall’altro lato, possiamo supportare i nostri clienti imprenditori nel prendere decisioni nei momenti di discontinuità aziendale, a partire dai passaggi generazionali e, per questa via, contribuire alla sostenibilità nel tempo del tessuto industriale del Paese”.

Infine Langé ha sottolineato l’importanza che il private banking sta assumendo tra le famiglie italiane. “Il patrimonio gestito dal private banking ha raggiunto il rilevante traguardo di 800 miliardi di euro e le previsioni, nonostante le possibili ripercussioni di una congiuntura economica sulla carta non troppo favorevole, sono per un’ulteriore crescita – dichiara Langé– La quota di mercato del private banking è salita nell’ultimo triennio dal 25% al 27% del totale delle attività finanziarie delle famiglie ed è cresciuto il numero dei clienti che riconosce nella figura del private banker professionalità ed esperienza tali da considerarlo, in molti casi, come interlocutore principale tra i diversi professionisti di riferimento”.

Paolo Langé

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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