PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Banco Bpm, utile a quasi 600 mln spinge le azioni in Borsa

Banco Bpm, utile a quasi 600 mln spinge le azioni in Borsa

Salva
Salva
Condividi
Francesca Conti
Francesca Conti

07 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • I primi sei mesi del 2019 di Banco Bpm si chiudono con un margine di interesse di 1,02 miliardi

  • Il Cet1 ratio sale al 13,7% rispetto al 12,05% di inizio anno. Il Tier 1 ratio cresce dal 12,9% al 14,4%

  • A brillare sono soprattutto i risultati del secondo trimestre, che Banco Bpm chiude con un utile netto di 442,6 milioni

I buoni risultati del primo semestre fanno volare le azioni di Banco Bpm in Borsa. Il gruppo chiude i primi sei mesi dell’anno con un utile di 593 milioni di euro. Brillano i risultati del primo trimestre

I conti del primo semestre danno slancio al titolo di Banco Bpm. A circa un’ora dall’apertura dei mercati di mercoledì 7 (il giorno dopo la pubblicazione dei risultati semestrali) le azioni del gruppo guadagnano oltre il 5% posizionandosi a quota 1,78 euro. L’istituto guidato dall’ad Giuseppe Castagna chiude i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 593 milioni di euro. Un risultato in aumento del 68% rispetto ai 353 milioni al 30 giugno 2018, che batte le stime degli analisti.

“Finalmente possiamo dedicare la nostra attenzione e il nostro focus sull’azione commerciale”, ha indicato il ceo Castagna durante la conference call di presentazione dei conti, sottolineando come per la banca sia venuto il momento di beneficiare dalla importante azione di derisking condotta in questi anni. Il numero uno di Banco Bpm ha aggiunto che entro la fine del 2019 sarà presentato il nuovo piano industriale e che i numeri dei primi sei mesi consentono alla banca di valutare la possibilità di tornare a distribuire il dividendo.

I numeri del primo semestre

I primi sei mesi del 2019 di Banco Bpm si chiudono con un margine di interesse che si attesta a 1,02 miliardi e si confronta con il dato di 1,18 miliardi del corrispondente periodo del precedente esercizio. Le commissioni nette sono pari a 888,2 milioni, con una contrazione del 5% rispetto ai 935,2 milioni dei primi sei mesi dello scorso anno. La flessione, spiega Banco Bpm, è dovuta essenzialmente al minor apporto delle commissioni upfront che avevano invece fornito un contribuito rilevante nella prima parte del 2018 a seguito dei maggiori collocamenti allora effettuati e al venir meno delle commissioni relative all’attività di banca depositaria ceduta nel secondo semestre del 2018.

Guardando ai coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 ratio (Cet1 ratio) è salito al 13,7% rispetto al 12,05% di inizio anno. Il Tier 1 ratio è cresciuto dal 12,9% al 14,4% e il Total Capital ratio dal 15,1% al 16,5%. Gli altri proventi netti di gestione sono pari a 22,9 milioni rispetto al dato di 154,2 milioni del primo semestre 2018, che includeva la plusvalenza, pari a 113,6 milioni, derivante dalla cessione ad Anima Sgr dei mandati di gestione in delega degli attivi assicurativi. Escludendo tale componente dal dato dell’esercizio precedente, l’aggregato evidenzia una riduzione dovuta principalmente alla progressiva contrazione delle commissioni di istruttoria veloce (-51,9% rispetto al 30 giugno 2018). Il risultato netto finanziario è pari a 83 milioni rispetto a 101,8 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Brillano i risultati del secondo trimestre

A brillare sono soprattutto i risultati del secondo trimestre, che Banco Bpm chiude con un utile netto di 442,6 milioni. Nel primo trimestre l’utile era stato pari a 150,5 milioni. La società mette quindi a segno un incremento del 194,1%. Il risultato supera ampiamente anche il corrispondente periodo dello scorso anno, quando l’utile era stato pari a 129,3 milioni. Nel secondo trimestre, ricorda ancora Banco Bpm, si sono perfezionate le operazioni di riorganizzazione del comparto del credito al consumo e di cessione a Credito Fondiario del 70% della società Cf Liberty Servicing, che hanno permesso di rilevare utili da cessione di partecipazioni e investimenti per 336,6 milioni (+0,2 milioni il dato del primo trimestre).

Migliora la qualità del credito

Lo stock di crediti deteriorati netti, fa sapere il Banco, è pari a 6,2 miliardi con una contrazione di 537 milioni rispetto a fine 2018 (-8%) e di 3,3 miliardi rispetto al 30 giugno 2018 (-34,8%).

Francesca Conti
Francesca Conti
Condividi l'articolo