Gestione attiva vs passiva, Lyxor alla ricerca del punto di equilibrio

Livia Caivano
Livia Caivano
11.12.2018
Tempo di lettura: 5'
Secondo le ricerche della Lyxor Dauphine Research Academy, l'introduzione dei fondi passivi ha accentuato la competizione nell'industria del risparmio gestito in maniera significativa. Nonostante questo, la gestione passiva stenta ancora a decollare

Gli studi commissionati da Lyxor dimostrano che la gestione attiva trae beneficio dalla maggiore disponiblità e utilizzo degli strumenti a gestione passiva

L'accresciuto ruolo degli strumenti passivi rappresenta più un'opportunità che una minaccia per i gestori attivi e crea un equilibrio più efficace

I risultati delle ricerche avvalorano la conclusione che una combinazione di gestione attiva e passiva è cruciale per la performance a lungo termine

"Non vi è dubbio che la gestione passiva abbia registrato una crescita impressionante nell'ultimo decennio. Tuttavia, i fondi passivi rappresentano ancora un'esigua parte nell'industria del risparmio gestito”. Esordisce così Marlène Hassine Konqui, head of etf research di Lyxor Asset Management, presentando ai giornalisti i risultati della ricerca di Lyxor Dauphine Research Academy, un'iniziativa di Lyxor Asset Management e della House of Finance dell'Università Paris-Dauphine, il cui obiettivo è commissionare a ricercatori universitari di tutto il mondo la produzione di paper accademici su argomenti selezionati in materia di investimenti.

Se da una parte, infatti, il ruolo della gestione passiva è più che raddoppiato negli ultimi 15 anni (nel 2003 rappresentava solo il 9% dell'intera industria, nel 2017 è arrivato al 20% dei prodotti a livello globale), questo rimane ancora limitato rispetto alla preponderante gestione attiva (al 57% nel 2003, al 32% nel 2017). Va però precisato che per il gestore attivo l'avvento di Etf e simili non è così negativo: “Il loro impiego rende gli investitori più sensibili a complessi parametri di misurazione delle abilità dei gestori attivi. Quindi, per quanto gli Etf contribuiscano ad alimentare la concorrenza nell'industria del risparmio gestito, non sostituiranno i gestori attivi che registrano le migliori performance", ha dichiarato Hassine Konqui, aggiungendo che "i due stili di gestione manterranno pertanto una quota di mercato distinta, in quanto entrambi hanno un ruolo distinto da svolgere nella costruzione del portafoglio di investimento”.
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Marlène Hassine Konqui - head Etf research Lyxor Asset Management
L'introduzione dei fondi passivi ha quindi favorito gli investitori, alimentando la competizione nell'industria. D'altra parte l'idea della gestione passiva nasce proprio dal dato per cui il rendimento del gestore attivo solo nel 25% dei casi sovraperforma rispetto al benchmark. Tra i fondi passivi, in particolare, la crescente disponibilità di fondi Smart Beta sta inducendo sempre più i gestori attivi a dover dimostrare di essere in grado di generare vero alpha per continuare a raccogliere flussi di capitali. La ricerca Lyxor si spinge poi a dire che il crescente impiego di fondi passivi potrebbe generare ulteriori opportunità per i gestori attivi, aiutandoli a migliorare le loro performance e, di conseguenza, ad alimentare gli afflussi di capitali verso i fondi a gestione attiva. Specie sfruttando le inefficienze della passiva.

Nel complesso, i dati indicano che nell'industria del risparmio gestito si raggiungerà un punto di equilibrio tra la quota detenuta dagli investimenti passivi e quella detenuta dagli investimenti attivi.

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