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Nexi, si avvicina la più grande Ipo del 2019

Nexi, si avvicina la più grande Ipo del 2019

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Francesca Conti
Francesca Conti

27 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La forchetta di prezzo fissata dal cda oscilla tra un minimo di 8,5 e un massimo di 10,35 euro ad azione

  • Il valore d’impresa dovrebbe essere compreso tra i 7,1 e gli 8,1 miliardi di euro

  • L’operazione avverrà attraverso una Opvs destinata esclusivamente agli investitori istituzionali

  • È prevista la vendita di azioni esistenti e l’emissione di nuove azioni per un controvalore complessivo di circa 700 milioni)

Nexi si prepara a sbarcare in Borsa in quella che si preannuncia come la più grande Ipo del 2019 in Italia. Il valore di impresa dovrebbe valere fino a 8,1 miliardi di euro

È destinata ad essere la più grande quotazione in Europa degli ultimi anni e – se la domanda andrà come previsto – l’Ipo più importante in Italia per il 2019. È iniziato il conto alla rovescia per lo sbarco a Piazza Affari di Nexi, la società italiana leader nei sistemi di pagamento digitali controllata dai fondi Advent, Bain Capital e Clessidra. La società ha diffuso ieri, 26 marzo, i dati definitivi del collocamento, e in base ai conti per la quotazione, i pos e le carte di Nexi potrebbero valere fino a 8,1 miliardi di euro.

Il consiglio di amministrazione della società di gestione dei pagamenti ha infatti fissato l’intervallo di prezzo a cui saranno vendute le sue azioni. La forchetta oscilla tra un minimo di 8,5 e un massimo di 10,35 euro ad azione e si traduce in un valore d’impresa (enterprise value) compreso tra i 7,1 e gli 8,1 miliardi di euro, inclusi gli 1,7 miliardi di debito finanziario netto che continueranno a gravare sull’ex Cartasì dopo la quotazione.

L’operazione avverrà attraverso una Opvs (Offerta pubblica di vendita e sottoscrizione) destinata esclusivamente agli investitori istituzionali. È prevista la vendita di azioni esistenti e l’emissione di nuove azioni per un controvalore complessivo di circa 700 milioni). L’aumento di capitale, spiega la stessa società, è funzionale alla riduzione dell’indebitamento finanziario di Nexi, che quindi “alla chiusura dell’offerta – al netto degli oneri per il processo di quotazione e per il rifinanziamento del debito pari a circa 70 milioni di euro e all’aumento di capitale di euro 700 milioni – risulterà pari a circa 1,7 miliardi”.

Il via libera di Borsa Italiana, secondo quanto riferito da Milano Finanza, potrebbe arrivare già oggi (27 marzo ndr), mentre per l’inizio della prossima settimana è atteso l’ok di Consob. Per le due settimane successive dovrebbe invece prendere avvio il roadshow che farà tappa nelle principali piazze europee, con un approdo negli Usa. Se non ci saranno imprevisti, lo sbarco a Piazza Affari è previsto per la settimana di Pasqua e sempre secondo Mf, la data esatta potrebbe essere quella del16 aprile. Per il momento la società conferma solo che si terrà il prossimo mese.

Gli analisti ragionano intanto su un flottante che dovrebbe aggirarsi intorno al 35-40% a seconda che si eserciti o meno la greenshoe option, per una raccolta che potrebbe oscillare tra i 2,48 e i 3,24 miliardi. In base a quanto riferito dal Sole 24 Ore, a cedere le azioni in Ipo dovrebbero essere Banco Bpm (1,6%) e il Credito Valtellinese (1,3%), ma la stessa scelta potrebbe essere fatta anche dalla Popolare di Sondrio (1,3%) e Ubi Banca (0,6%). Quote di minoranza sono invece in mano a Banca di Cividale, Iccrea, Banca Sella Holding, Popolare del Frusinate e Popolare Vesuviana. Alcune di queste banche, con bassi valori di carico, potrebbero approfittarne per spuntare una plusvalenza.

Francesca Conti
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