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Fonditalia Equity Millennials: investire al ritmo dell'experience

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

01 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I Millennials rappresentano il 31% della popolazione mondiale: il gruppo demografico attualmente più numeroso. Riceveranno un’eredità monetaria che nei soli Usa è pari a 40 miliardi di dollari

  • Il loro comportamento di consumo è totalmente cambiato rispetto alle generazioni precedenti: conta di più vivere e fare esperienze che possedere

  • Il generico settore Millennials è diventato molto competitivo. E’ importante quindi investire in un fondo che non raccolga una pletora di società, ma imprese solide, dalle condizioni finanziarie stabili anche anche nei prossimi anni. E’ un veicolo di abitudini di consumo che durerà a lungo

Esiste un fondo dedicato agli stili di vita dei Millennials, per investire nelle loro passioni. Una fetta di mercato decisiva: è il gruppo demografico più numeroso della popolazione attuale, quello che riceverà l’eredità monetaria più corposa dalla generazione precedente. We Wealth ha intervistato Gianni Errico, head of global equities di Fideuram Asset Management Ireland e gestore del fondo

“Sono il gruppo demografico più corposo che la Terra abbia mai visto, pari al 31% della popolazione mondiale”. E’ così che Gianni Errico, head of global equities di Fideuram Asset Management Ireland e gestore di Fonditalia Millennials Equity, introduce i Millennials. Una catergoria che definire solo rilevante per l’asset management è riduttivo. Oltre ad essere infatti “la generazione che per prima si è interfacciata con il tech, è quella che riceverà una delle più grosse eredità dalle generazioni precedenti in termini monetari: 40 miliardi di dollari nei soli Usa”. Fonditalia Millennials Equity investe dunque in società il cui modello di business è meglio posizionato per cogliere i benefici socioeconomici del ruolo crescente di questa generazione.

Investire nei Millennials: essere, più che avere

Per un millennial, quel che conta non è tanto il possesso di un bene, quanto l’esperienza. “Il comportamento di consumo è totalmente cambiato rispetto alle generazioni precedenti. E’ più importante fare un viaggio, partecipare ad un concerto, mangiare del cibo di qualità a casa che possedere cose”.

Ecco quindi rappresentate nel fondo compagnie aeree low cost, società organizzatrici di concerti (LiveNation), società collegate alle nuove abitudini di consumo alimentare (Grub Hub).

“Il generico settore Millennials è diventato molto competitivo. E’ importante quindi investire in un fondo che non raccolga una pletora di società, ma imprese solide, dalle condizioni finanziarie stabili anche anche nei prossimi anni. E’ un veicolo di abitudini di consumo che durerà a lungo”. Il comparto investe prevalentemente in titoli azionari di emittenti senza limitazioni geografiche, inclusi gli emergenti (fino al 10% del patrimonio), anche in divise diverse dall’euro. Il benchmark è l’indice Msci World Growth.

Si tratta di un fondo per cui i criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) sono molto importanti. “Non si tratta solo di un’etichetta ma di un forte elemento caratterizzante: è un aspetto cui i Millennials tengono molto. Basti pensare magari ad alcune gaffes solo di comunicazione pubblicitaria che poi portano a perdite di valore del titolo a causa del battage social, ad esempio”.

“Le società del nostro fondo sono facilmente identificabili e comprensibili per un investitore: sono titoli di società con cui si ha dimestichezza tutti i giorni. Ecco quindi Amazon, i pagamenti elettronici con Paypal. Ma anche componentistica collegata allo stile di vita come Shimano e Technogym. Si tratta di materiali a bassa emissione di inquinamento”. Vi sono poi società che investono nelle abitudini alimentari veg, nella pet economy, Spotify, Netflix. “In generale scegliamo di investire in società che cambiano le regole di ingaggio del proprio settore”. Ossia in quelle che mettono in atto una sorta di disruption endogena.

Qual è l’orizzonte temporale da preferirsi? “Sicuramente il lungo periodo è preferibile, essendo noi all’inizio di un grande cambiamento epocale”.

Gianni Errico Intesa Sanpaolo
Gianni Errico. Courtesy Intesa Sanpaolo
Teresa Scarale
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