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Aipb, nel futuro del private banking la centralità del cliente

15 Maggio 2019 · Livia Caivano · 5 min

  • Per il private è attesa una crescita del 2,5% per il 2021

  • Per le piccole boutique sono previste aggregazioni, specializzazioni e outsourcing

Le boutique del private banking per coprire tutta la gamma di servizi in futuro potranno fare ricorso all’outsourcing. Secondo il segretario generale di Aipb, Antonella Massari, questo comporta dei costi che dovranno essere compensati, ad esempio, con la messa a fattor comune di alcuni servizi con altri player del mercato

 

Le realtà più piccole del private banking potranno decidere di allearsi con realtà più grandi oppure si attiveranno per fare outsourcing delle competenze che mancano. Sul lungo termine potremmo assistere, secondo Antonella Massari, segretario generale Aipb, nel settore del private banking ad aggregazioni e specializzazioni, trend che si sono già sperimentati nel settore attiguo dell’asset management. Boutique che si sono specializzate troveranno fuori le competenze che non hanno all’interno”. Per i grandi gruppi è diverso. “Le grandi banche cercano le competenze che gli mancano e le internalizzano ma le piccole o si alleano con le grandi realtà oppure lasciano fuori competenze che attivano solo quando c’è bisogno. A mio avviso – continua Massari – le boutique potranno compensare l’acquisto all’esterno di competenze con maggiore tempo da dedicare alla clientela.  “A liberare tempo per servire la clientela, comunque, non sarà l’outsourcing ma il diffondersi capillare della digitalizzazione del customer journey, che snellisce i processi e lascia più tempo alla cura della clientela”.

foto di Antonella Massari in bianco e nero
Antonella Massari - segretario generale Aipb

Private banking in Italia

Il private italiano è vario. “Ha tanti modelli di servizio e tanti tipi diversi di offerta – prosegue il segretario generale – il nostro compito, come associazione, è quello di definirne sempre meglio gli ambiti, con un asse portante rappresentata dall’affermarsi del servizio di consulenza evoluta, che comporta dei costi per il cliente a fronte però di un’offerta ad alto valore aggiunto”.

Si tratta comunque di un modello di servizio che negli ultimi anni ha avuto successo. “Un numero interessante è quello relativo al peso del private banking all’interno dei canali distributivi, che è salito. Il private banking ha infatti aumentato il suo peso tra i diversi canali: retail banking, reti retail di consulenza finanziaria, Poste e agenti assicurativi.

Crescita dell’industria

“La previsione è di una crescita del mercato Private del 2,5% medio tra il 2019 e 2021”. Per arrivare a questo risultato, bisogna partire da quanto crescerà l’Italia. “Due sono i fattori da tenere in considerazione; la crescita attraverso nuova raccolta e quella dovuta alle performance di mercato. Stando ad esempio alle previsioni di Prometeia dobbiamo aspettarci una crescita del Pil dello 0,6%, questo andamento – precisa Antonella Massari – sommando l’inflazione porta a una crescita attesa del reddito disponibile dell’1%”. Di questo reddito, a causa di incertezza e volatilità, le famiglie ad alto patrimonio risparmieranno di più di quanto consumeranno, portando quindi allo sviluppo atteso delle attività gestite del private banking.

Livia Caivano
Livia Caivano
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