I mercati temono la svolta della Fed. Come raddrizzare i portafogli

5 MIN

L’occupazione e l’aumento dei prezzi, entrambi solidi, rappresentano un tandem che anticipa mosse più dure dalla Fed: cosa fare

Indice

L’orientamento della politica monetaria americana non potrà ignorare che le condizioni per un rallentamento esteso negli aumenti dei prezzi non sembrano essersi ancora presentate. L’attesa testimonianza del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha illustrato ai senatori Usa che l’ampiezza delle categorie di beni e servizi che continuano ad rincarare potrebbe giustificare una revisione al rialzo del tasso terminale. Ovvero, il livello raggiunto il quale la Fed concluderà i rialzi dei tassi che, fino allo scorso dicembre, i membri del Fomc proiettavano a 5-5,25%. “Gli ultimi dati economici sono risultati più forti del previsto”, ha affermato Powell ai senatori, “il che suggerisce che il livello finale dei tassi di interesse sarà probabilmente più alto di quanto previsto in precedenza”.

Alcuni analisti hanno indicato l’eventualità che il tasso terminale possa raggiungere o superare il 6%, accrescendo di molto le potenziali conseguenze sull’economia e i mercati.

Attualmente, il range dei tassi sui fondi federali è nel range 4,50-4,75%, in seguito all’ultimo rialzo da 25 punti base operato dalla Fed – che è andato a rallentare il ritmo rispetto ai precedenti aumenti da 50 e 75 punti base. L’economia americana, rimasta più forte del previsto, con una disoccupazione vicina ai minimi storici, suggerisce spazio per nuovi inasprimenti dei tassi. “Nulla suggerisce che abbiamo aumentato troppo i tassi”, ha dichiarato Powell nella sua testimonianza, probabilmente riferendosi anche alle conseguenze ancora modeste sul fronte occupazionale.

“Al momento, non si può escludere che la Federal Reserve possa decidere di alzare i tassi di 50 punti base nella riunione del Fomc del 21 e 22 marzo in caso di un mercato del lavoro ancora molto forte (come dimostrato nel report di gennaio) e con pressioni inflazionistiche crescenti”, ha commentato il senior market strategist di IG Italia, Filippo Diodovich, “il nostro scenario base rimane ancora invariato su quattro rialzi consecutivi dei tassi d’interesse da parte della Fed di 25 punti base nelle prossime riunioni di marzo, maggio, giugno e luglio, portando il costo del denaro negli Stati Uniti a un terminal rate di 5,50%-5,75%”.

Dopo Powell, la reazione di mercato

Le immediate conseguenze di una Federal Reserve costretta a diventare più “falco”, si sono viste nelle ore successive alla testimonianza di Powell: l’S&P 500, con un calo dell’1,53% è tornato ai minimi dal 2 marzo, vanificando i rialzi di inizio mese. L’euro ha perso quota sul dollaro portandosi a 1,0543 (con un calo da inizio anno dell’1,49%).

Nel frattempo, il Treasury Usa a sei mesi, ha visto un aumento nei rendimenti, il 7 marzo, dall’area 5,14% a un massimo di giornata a 5,35%. Il rendimento dei Treasury a breve termine indica una revisione al rialzo delle aspettative sull’andamento dei tassi di riferimento, che sta incoraggiando un posizionamento di portafoglio più prudente sull’azionario e decisamente più orientato al cash. Si tratta di una postura difensiva che anticipa le conseguenze potenzialmente negative di tassi più elevati sugli utili delle aziende e sull’economia nel suo complesso – tradizionalmente, si ritiene che la disoccupazione bassa e un’economia forte incoraggino ulteriori aumenti di prezzi. E’ “molto probabile”, ha ammesso Powell, che la lotta contro l’inflazione che la Fed sta combattendo implichi un aumento della disoccupazione – che ancora non si è mostrato.


Perché l’andamento dell’inflazione è così importante, oggi, per orientare il portafoglio? Come proteggersi in modo efficace, senza rinunciare a guadagnare?
Con il servizio Chiedi agli esperti di We Wealth puoi contattare gratuitamente un professionista che ti potrà guidare nella scelta dei migliori investimenti e nella gestione del tuo patrimonio. Fai una domanda a uno dei 300 esperti disponibili su We Wealth.

Non-farm Payroll e inflazione Usa: dati cruciali in arrivo

Da qui l’importanza del dato in uscità venerdì 10 marzo sui non-farm payroll, che offrono un’immagine dell’andamento occupazionale nei settori non agricoli dell’economia americana. A gennaio il dato aveva mostrato una forza molto superiore alle attese. Per il dato relativo a febbraio gli economisti sondati da Reuters si aspettano un incremento di 200mila posti di lavoro, contro i 517mila del mese precedente.

Martedì 14 marzo, invece, sarà il turno dei nuovi dati sull’inflazione Cpi, dai quali sarà possibile osservare se l’incremento costante dell’inflazione di fondo – quella che rappresenta i beni e servizi che si adeguano più lentamente alle condizioni di domanda e offerta – mostrerà finalmente segni di rallentamento. In particolare nel settore dei servizi, il più influenzato dal costo del lavoro e quindi dall’andamento dei salari, Powell ha notato “che ci sono pochi segni di disinflazione”. Se la rotta dell’occupazione e dell’inflazione di fondo dovesse rimanere invariata, il recupero del mercato azionario potrebbe farsi ancora attendere e incoraggiare le strategie di portafoglio “di contenimento”. La previsione di una Fed più “falco”, inoltre, ha invertito da qualche tempo la tendenza favorevole agli afflussi di capitale sui mercati emergenti, che normalmente beneficiano di un orientamento più morbido della banca centrale americana e un dollaro più debole.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth