Orologi, a Basilea 2018 il tempo non si ferma

Teresa Scarale
Teresa Scarale
27.3.2018
Tempo di lettura: 3'
Orologi come sempre protagonisti a Baselworld 2018, al di là delle polemiche degli ultimi anni. L'organizzazione della fiera non molla, e punta sulla qualità.

L’edizione 2018 ha registrato già nei primi due giorni un aumento del flusso di visitatori dell’8%, un piccolo segnale di ripresa rispetto al drenaggio di espositori degli ultimi due anni, dovuto anche ai costi elevati di partecipazione.

Rolex e Patek Philippe come sempre protagonisti, ma Bulgari continua a stupire con il suo Octo Finissimo.

Si chiude oggi 27 marzo l'evento più importante in Europa per l'orologeria di lusso e l'alta gioielleria: Baselworld. L'edizione 2018 (22 – 27 marzo) ha fatto registrare già nei primi due giorni un aumento delle visite dell'8%. Una risposta tangibile alle polemiche delle edizioni 2016 e 2017, avvelenate dalle proteste per i costi di partecipazione elevati e per la troppa importanza data agli espositori degli orologi a discapito dei gioiellieri. Gli ultimi due anni hanno visto nei fatti un drenaggio di partecipanti, con un calo del 50%. Quest'anno gli assenti eccellenti sono stati Eberhard & Co, Hermès, Locman, il Gruppo Festina (Festina, Jaguar, Lotus, Candino, Calypso) Ebel, Perrelet, LeRoy, Dior, Cuervo y Sobrinos e U-Boat. Restano però marchi pilastro come Rolex e Patek Philippe. Il primo ha presentato il suo Rolex Oyster Perpetual GMT-Master II, il “doppio fuso orario” ripensato però ergonomicamente e con un nuovo calibro automatico della famiglia “32”, adattato per la funzione GMT. Con un tocco di sentimentalismo: il rosso e il blu della lunetta in Cerachrom sono quelli del primo modello del 1955.
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Courtesy rolex.com
Patek Philippe ha invece presentato il suo primo cronografo della linea sportiva, Aquanaut Chronograph 5968A-001. Cassa in acciaio, colore sul quadrante e doppio cinturino intercambiabile nero o arancio in materiale composito anti UV e anti trazione, con funzione flyback.
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Courtesy watchesbysjx


Restano i marchi del gruppo Swatch (Omega, Breguet, Longines, Blancpain, ma anche da Rado, Mido, Hamilton, Glashütte Original, Jaquet Droz e Calvin Klein). Nomi non necessariamente eclatanti, ma attenti a non abbandonare il terreno di una vetrina in via di trasformazione (quest'anno la manifestazione è stata accorciata e si è data maggior attenzione agli imprescindibili social). Resta anche il gruppo LVMH, con Hublot, TAG Heuer , Zenith, ma soprattutto Bulgari. Ed è proprio dal marchio leggendario nato nella Capitale che forse può trarsi una filosofia da seguire per Baselworld, che rischia di essere dilaniato dalle tenzoni fra gioiellieri e orologiai. Bulgari nasce come fabbrica di gioielli nel 1884. Gli orologi sono arrivati solo in seguito, e sono arrivati primi, verrebbe da dire. L'ultrapiatto Bulgari Octo Finissimo continua a fare di Baselworld il palco da cui stupire. Per il quarto anno, si è meritato gli applausi grazie al suo Tourbillon Automatico ultrapiatto: 3,95 mm di sconfinata maestria.




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Bulgari Octo Finissimo Automatico, courtesy A Timely Perspective
caporedattore

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