Lady D. non smette di far sognare: all’asta suoi biglietti

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Si è tenuta in Cornovaglia un’asta di beneficenza per alcune istituzioni culturali molto supportate dalla principessa quando era in vita. In vendita, carte autografe di Diana, rivelatrici del suo carattere e della sua personalità

Quando si tratta della principessa Diana (1961-1997), ogni cimelio diventa prezioso oggetto da collezione. È accaduto anche per un gruppo (39) di biglietti autografi – risalenti agli ultimi sette anni della sua vita e messi in vendita da David Lay auctioneers a Penzance, Cornovaglia. Qualcuno il 18 marzo ha pagato 82mila sterline (inclusi i diritti d’asta) per averli.
La carta è quella intestata di Kensington Palace, con monogramma e corona, e bordo rosso scuro. In uno dei cartoncini, Lady D si riferisce alla regina Elisabetta come “The boss”, il capo. La principessa ringrazia il destinatario (l’amico Roger Bramble) per averla portata fuori a colazione, augurandosi di non averne causato un ritardo per l’abbazia di Westminster dove lo attendeva per l’appunto il “capo”. In caso affermativo, «spero tu mi abbia citata nelle scuse». In un altro biglietto, lo ringraziava per averlo portata a pranzo fuori, «una distrazione molto gradita», nelle settimane precedenti il suo divorzio dal principe Carlo.

L’acquirente degli oggetti è un anonimo collezionista britannico di cimeli della principessa. Tuttavia molte delle offerte sono arrivate da collezionisti americani. Il fascino di Diana non si affievolisce.

«Le persone adorano Diana, era straordinariamente popolare. E leggendo queste lettere impari moltissimo di lei, del suo carattere, della sua personalità, della sua intelligenza», comunicano dalla casa d’aste.

I proventi della vendita dei biglietti andranno a beneficiare quattro istituzioni tra quelle patrocinate dalla principessa. Primo, l’English National Ballet, poi Opera Rara, quindi la Young Musicians Symphony Orchestra e infine il Benesh International Endowment Fund.

Tra le lettere vendute ne figura una in cui la mamma di Diana, Frances Shand Kydd, raccontava di come Diana avesse ballato felice a piedi nudi durante una vacanza a Venezia nel 1990. E di come le guardie del corpo italiane le guardassero «con bramosia» le belle gambe.

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Fonte: David Lay Auctioneers

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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