Fondi monetari Usa ai massimi dal 2009

Livia Caivano
Livia Caivano
22.8.2019
Tempo di lettura: 3'
Le preoccupazioni per un futuro finanziario incerto, costellato da rallentamento economico globale e tensioni commerciali hanno spinto gli investitori verso i fondi di liquidità. Nella prima metà dell'anno infatti i flussi sono cresciuti di 357 miliardi di dollari

Da dicembre 2018 la crescita è stata del 12%

Le attività complessive si attestano ora a 3,332 mila miliardi di dollari

Secondo il Money Fund Report i fondi monetari americani nella prima metà dell'anno hanno accumulato il loro più alto livello di attività dall'ottobre 2009. Gli investitori, spinti dai timori di una guerra commerciale e dal generale rallentamento dell'economia, hanno spostato la liquidità in prodotti a basso rischio.

I fondi di liquidità tassabili, considerati sicuri quasi quanto i conti bancari, offrono rendimenti più elevati rispetto alla maggior parte dei titoli del Tesoro Usa. I rendimenti del Treasury a 10 anni la settimana scorsa sono scesi all'1,475%, il valore più basso degli ultimi tre anni.

Le attività dei fondi monetari, da dicembre 2018, sono cresciute di 357 miliardi di dollari, pari al 12%. Solo nella settimana conclusa il 20 agosto, gli asset dei fondi monetari statunitensi sono cresciuti 17,11 miliardi, portando così il bilancio a 3,332 mila miliardi di dollari, il livello massimo dall'ottobre 2009, secondo quanto riportato nel report.

Le attività dei fondi del mercato monetario tassabili sono aumentate da 17,37 miliardi a 3,192 mila milairdi di dollari, ma le attività esentasse sono diminuite di 261,90 milioni a 135,69 miliardi, secondo un rapporto pubblicato da iMoneyNet.

L'inversione della curva dei rendimenti


I rendimenti dei titoli del Tesoro Usa a 2 e 10 anni si sono invertiti per la prima volta dal 2007 la scorsa settimana, facendo subito pensare all'arrivo della recessione negli Stati Uniti.

Un rapido inasprimento della curva ha poi fatto tirare un respiro di sollievo agli investitori. Ma potrebbe trattarsi di un recupero destinato a non durare, e che anzi precede un ribaltamento ancora più intenso del precedente.

Catalizzatore per una nuova inversione potrebbe essere il verbale della Federal Reserve sulla riunione di luglio o il discorso del presidente della Fed Jerome Powell venerdì a Jackson Hole se dovesse emergere una reticenza ad un taglio aggressivo dei tassi.

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