BNY Mellon: come scalare i mercati senza rischiare di cadere

Livia Caivano
Livia Caivano
5.4.2018
Tempo di lettura: 3'
Oggi per investire sui mercati azionari globali, guidati da alti rendimenti, è necessario metodo e disciplina: la strategia dell'americana BNY Mellon

I mercati hanno retto ai cambiamenti globali nell'ultimo anno

Ai picchi delle Borse e alla crescita dei rendimenti non corrispondono però dati di bilancio solidi

La strategia di BNY Mellon si fonda sulla statistica e sulla logica, poco sull'intuito

Il gestore deve garantire stabilità e infondere fiducia

Investire in borsa è come scalare una montagna: è difficile raggiungere la vetta ma lo è ancora di più affrontare la via del ritorno, a valle. Quando tutte le energie vengono utilizzate nella salita, per la discesa non rimangono risorse sufficienti a fronteggiare la fatica.

Secondo BNY Mellon Investment Management, il gruppo americano di gestione degli investimenti con oltre 230 anni di storia, la strada della gestione patrimoniale è tanto più tortuosa, quanto più preferiamo affidarci all'intuito invece che alla statistica.

In un momento storico caratterizzato da ‘politiche miopi' e distorsione di sistemi economici e mercati finanziari, la parola d'ordine negli investimenti diventa ‘resilienza'. Secondo Nick Clay, lo specialista dell'azionariato globale di casa BNY Mellon, intervenuto alla prima giornata del Salone del Risparmio di Milano, è necessario rimanere ancorati alla logica per evitare di perdere la prospettiva, soprattutto sul lungo termine.

 

La capitalizzazione dei dividendi


Shake it off” non è solo il titolo di una canzone di Taylor Swift, prosegue Clay. Si tratta di un'attitudine propria del mercato: nonostante i cambiamenti anche molto turbolenti che il mondo occidentale ha attraversato nell'ultimo anno, le borse reggono. Il mercato è in grado di scrollarsi di dosso qualsiasi intemperia. Ma per non perdersi in questo mondo in evoluzione, bisogna tenere bene a mente quello che davvero conta: la capitalizzazione dei dividendi.

 

Quali sono i titoli "dracula"


Il buon osservatore dei cicli di mercato non si farà ingannare dai picchi dell'ultimo anno: il sentiment degli investimenti globali è stato guidato non dalla logica ma dall'avidità, secondo lo specialista, cercando il guadagno a breve termine. In molti, moltissimi, sono caduti nel tranello dei cosiddetti titoli ‘dracula': i quattro big del tech americani noti come FANG, in inglese zanna, (Facebook, Amazon, Netflix e Google) e asiatici, BAT, pipistrello ,(Baidu, Alibaba e Tencent). Sono questi i titoli che hanno guidato i mercati al rialzo, con guadagni in media del 50% in termini di dollari USA, a fronte di una crescita dell'indice S&P 500 del solo 23%; per i titoli BAT si parla di rialzi dell'80% nello stesso periodo. Sono molti gli investitori che sono spinti a esporsi con questi titoli e partecipare ai guadagni, contribuendo così alla creazione di una bolla. Se però a sostenere i risultati azionari non ci sono dati di bilancio, flussi di cassa e utili all'altezza, non può che trattarsi di un gioco falsato. Quello che sembra il momento più opportuno per investire, diventa invece il più sbagliato.

 

Al netto di questi titoli dracula, i mercati come l'S&P 500 non sarebbero stati poi così esuberanti nell'ultimo anno. I titoli hi-tech hanno distorto le performance e le metriche dei mercati, incoraggiando la corsa al rendimento e spingendo gestori e investitori a cavalcare l'onda della tecnologia. Il risultato è che oggi la liquidità è ai minimi degli ultimi 5 anni e i gestori stanno allocando sempre più fondi su questo settore.

L'essere umano è dotato di logica a volte fallace e la propensione al rischio talvolta ci trae in inganno. I maggiori picchi di mercato si registrano in occasione di grandi IPO o M&A: siamo spinti dall'entusiasmo di una realtà che funziona. Ma dobbiamo essere in grado di proteggerci da intuizioni sbagliate.

 

La strategia BNY Mellon


BNY Mellon punta a contrastare questo fenomeno con una strategia ferrea:

  • acquistare titoli che garantiscono dividendi più alti della media di mercato e che sono sostenuti dai dati di bilancio

  • reinvestire i dividendi ottenuti

  • vendere i titoli nel momento in cui scendono al di sotto della media di riferimento


 

E' giusto investire in un titolo solo quando il dividendo è interessante: tempo e costanza faranno il resto.

“Gli investimenti sono potenzialmente molteplici ma se sei concentrato su uno è difficile vedere gli altri. Decidere di cavalcarli tutti insieme non è possibile: l'investimento riguarda prendere una serie di decisioni che a volte funzionano e altre no: statisticamente è impossibile vincere ogni singola scommessa. Il nostro lavoro consiste nel portare la statistica il nostro favore”, conclude Clay.

Gli investitori, oggi più che mai, hanno bisogno di fiducia e stabilità ma anche di innovazione e dinamismo, per avere successo in un mondo in costante cambiamento”.

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