TikTok: al via la stagione dei contenziosi. Privacy va tutelata

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Pietro Pouchè e Giulia Maienza, avvocati di Herbert Smith Freehills (8° studio più grande al mondo) commentano quanto successo nella vicenda Tik Tok - Italia

Il tutto parte a dicembre 2020, quando il Garante della privacy  avvia un procedimento formale contro la piattaforma TikTok

Nei giorni scorsi è arrivata la decisione finale, quando l'Autorità ha comunicato il blocco della piattaforma

“L'accesso illimitato dei minori alle app, social networks e games online può essere molto pericoloso: oltre ai terribili, recenti eventi di cronaca, non si possono tralasciare le implicazioni sulla privacy dei soggetti e di come queste app e social networks possono sfruttare i consensi non particolarmente informati dei giovani per trattare in modo illecito i dati personali e porre in essere attività di profilazione e marketing non autorizzate, fino a fenomeni ancora più critici come data breach o furto di dati, con effetti molto pregiudizievoli specie nei casi in cui i dati personali divulgati siano sensibili e riguardino dettagli famigliari che non dovrebbero essere trasmessi” dichiarano gli avvocati Pietro Pouchè e Giulia Maienza di Herbert Smith Freehills, l'8° studio più grande al mondo.
Il Garante della Privacy aveva già avviato lo scorso dicembre un procedimento formale contro la piattaforma Tik Tok a seguito di indagini che avevano evidenziato le criticità connesse proprio all'utilizzo del social dai giovanissimi. E nei giorni scorsi è arrivata la decisione finale, dove il Garante della privacy aveva comunicato il blocco della piattaforma. TikTok, dopo quanto comunicato dall'Autorità ha dichiarato che adotterà misure per bloccare l'accesso agli utenti minori di 13 anni e valuterà l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell'età. Inoltre, lancerà una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli.

E dunque, a partire dal 9 febbraio, dando attuazione alle richieste del Garante, TikTok bloccherà tutti gli utenti italiani e chiederà di indicare di nuovo la data di nascita prima di continuare ad utilizzare l'app. Una volta identificato un utente al di sotto dei 13 anni, il suo account verrà rimosso.
Per identificare con ragionevole certezza gli utenti sotto i 13 anni, successivamente a questa prima verifica, la società si è impegnata a valutare ulteriormente l'uso di sistemi di intelligenza artificiale. Poiché l'individuazione di tali soluzioni richiede un bilanciamento tra la necessità di accurate verifiche e il diritto alla protezione dei dati dei minori, la società si è impegnata ad avviare con l'Autorità privacy dell'Irlanda, Paese nel quale la piattaforma ha fissato il proprio stabilimento principale, una discussione sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale a fini di “age verification”.
A seguito dell'intervento del Garante, dal 25 gennaio TikTok ha anticipato l'introduzione direttamente nell'app di un pulsante che permette agli utenti di segnalare rapidamente e facilmente altri utenti che sembrano avere meno di 13 anni. Tutto ciò sarà in aggiunta alle attuali misure esistenti.

TikTok si è anche impegnata a duplicare il numero dei moderatori di lingua italiana dei contenuti presenti sulla piattaforma.

Inoltre, al 4 febbraio la piattaforma lancerà una campagna informativa sia sulla app che su altri canali. Sulla app, la società invierà notifiche push agli utenti prima di bloccarli, e li informerà sul requisito dell'inserimento dell'età. Verranno pubblicati anche dei banner per fornire link con informazioni sugli strumenti di sicurezza e su come cambiare le impostazioni del profilo da “pubblico” a “privato”. Sul web e sulla carta stampata la campagna si rivolgerà specificamente ai genitori, ribadendo, tra l'altro, il limite di età per l'iscrizione alla piattaforma.

“Il comportamento collaborativo tenuto da Tik Tok, così come le misure adottate per attenuare i danni sono fattori fondamentali che verranno presi in considerazione nei procedimenti sanzionatori dal Garante. I problemi connessi all'utilizzo di Tik Tok hanno indubbiamente una portata europea come dimostrato dallo stesso Garante della privacy che, pochi giorni fa, ha chiesto allo European data protection board di attivare una task force ad hoc proprio per occuparsi a livello coordinato e paneuropeo delle criticità causate dalla piattaforma soprattutto in casi di utilizzo da parte di giovanissimi. Tecnologie innovative potranno giocare un ruolo primario in questa battaglia, poiché potranno essere implementati software sempre più sofisticati che individuino e blocchino contenuti vietati, violenti, volgari, discriminatori, oppure essere sviluppati sistemi di machine learning che utilizzano algoritmi per analizzare dati al fine di identificare comportamenti sospetti e segnalarli in modo celere ed efficace” concludono gli avvocati

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