Goldman Sachs, S&P500: il peggio è passato

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
14.4.2020
Tempo di lettura: 5'
Secondo gli analisti della banca d'affari, l'S&P500 ha già toccato il fondo ed è pronto a ripartire grazie al “whatever it takes” americano

Goldman Sachs abbandona la sua view bearish sull'S&P500

Secondo gli analisti è  improbabile che il mercato azionario raggiunga nuovi minimi alla luce dell'approccio ‘do whatever it takes' dei policy maker

Per l'S&P 500 il peggio è passato. Secondo Goldman Sachs l'indice statunitense avrebbe già toccato il fondo. Questa la nuova view della banca d'affari, espressa in una nota ai clienti inviata lunedì dal team guidato da David Kostin, chief U.S. equity strategist di Goldman Sachs. Il nuovo scenario cancella la previsione dello scorso 22 marzo, secondo cui l'indice Usa sarebbe sceso fino a toccare i 2000 punti entro la metà del 2020, per poi  invertire il trend. Un ‘worst case scenario' che secondo gli esperti “non è più probabile” alla luce delle recenti misure fiscali e monetarie messe in campo dalle autorità americane. La banca d'affari ha inoltre confermato le sue precedenti previsioni per la fine del 2020 sulla chiusura dell'indice americano a quota 3000 punti.
“La combinazione di un sostegno senza precedenti da parte dei policy maker e l'appiattimento della curva del virus (ndr, Covid-19) hanno ridotto in modo significativo il rischio al ribasso per l'economia e i mercati finanziari degli Stati Uniti, permettendo all'indice S&P 500 di uscire dal territorio del bear market (ndr, mercato ribassista)” si legge nel report, in cui si sottolinea che “se gli Stati Uniti non sperimenteranno un secondo balzo dei contagi, una volta che l'economia riaprirà, l'approccio ‘do whatever it takes' dei policy maker renderà improbabile che il mercato azionario raggiunga nuovi minimi”.

Ad oggi l'indice benchmark americano ha guadagnato  circa il 25% rispetto ai minimi del 23 marzo (in cui aveva toccato quota 2237 punti). Nel report, gli analisti spiegano come le numerose e “sempre più potenti” azioni di politica monetaria e fiscale abbiano spinto gli investitori ad adottare una “risk-on view”, ovvero un atteggiamento ottimista nei confronti del mercato azionario. Tra le misure citate da Goldman Sachs, il taglio dei tassi da parte della Fed di 50 pb in data 15 marzo, il Commercial Paper Funding Facility (CPFF) messo in campo dalla banca centrale americana il 17 marzo per fornire liquidità a imprese e famiglie, il bazooka della Fed da 2.300 miliardi di dollari annunciato il 9 aprile e, non ultimo, lo stimolo fiscale da 2.000 miliardi di dollari con la firma del Cares Act lo scorso 27 marzo.

 

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