Effetto Draghi: obbligazioni mon amour, è boom di Btp

Teresa Scarale
Teresa Scarale
16.2.2021
Tempo di lettura: 2'
Il Tesoro non perde l'occasione e colloca due emissioni straordinarie (al 2031 e al 2051) di Btp, con rendimento leggermente superiore alle obbligazioni analoghe. E lo spread? Ci sono due scenari

Il Mef coglie al volo l'occasione dell'ottima performance dei buoni del Tesoro poliennali ed emette 14 miliardi di euro in obbligazioni Btp sull'onda del boom

Il Btp decennale ha ricevuto ordini per 65,5 miliardi di euro, con un rendimento dello 0,604%. Il trentennale indicizzato all'inflazione europea ha invece ha incassato oltre 16,6 miliardi, con un rendimento dello 0,177%

Lo spread ha iniziato la sua corsa verso il basso dal momento in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato Mario Draghi di formare il nuovo governo. Dai 113 punti base (che pure erano un ottimo livello per i titoli italiani) di fine gennaio, è arrivato intorno ai 90 punti base

Il Mef coglie al volo l'occasione dell'ottima performance dei buoni del Tesoro poliennali ed emette 14 miliardi di euro in obbligazioni Btp sull'onda del boom. 10 miliardi sono in scadenza ad agosto 2031 e 4, indicizzati all'inflazione europea, al maggio 2051 (Btpei).
Il collocamento straordinario (al di fuori del regolare calendario) si deve alla chiusura dello spread con il Bund tedesco, il primo effetto dell'insediamento del governo Draghi. Un restringimento del differenziale di rendimento comporta un aumento del valore dell'asset, diventato improvvisamente «pari al Bund per qualità» per citare un analista sentito da We Wealth, «ma ancora positivo per quanto riguarda il rendimento». L'ultima transazione obbligazionaria porta l'emissione annuale ad oggi al 18% del totale previsto per il 2021. Il Btp decennale ha ricevuto ordini per 65,5 miliardi di euro, con un rendimento dello 0,604%. Il trentennale indicizzato all'inflazione europea ha invece ha incassato oltre 16,6 miliardi, con un rendimento dello 0,177%.

Alcuni strategist obbligazionari (Mizuho) osservano che il ministero delle Finanze ha intenzione di sfruttare - finché dura - il contesto favorevole dovuto a Draghi. Gli stessi analisti aggiungono poi che gli scambi futuri di queste obbligazioni saranno un «barometro» della forza dei nostri titoli di Stato in futuro.

Lo spread ha iniziato la sua corsa verso il basso dal momento in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato l'ex governatore della Bce Mario Draghi di formare il nuovo governo, all'inizio di febbraio. Dai 113 punti base (che pure erano un ottimo livello per i titoli italiani) di fine gennaio per lo spread Btp-Bund a 10 anni è arrivato intorno ai 90 punti base. Dal momento dell'incarico lo spread è sceso di 24 punti base. E nello stesso momento il calo del rendimento, complici le variabili macroeconomiche, è stato più limitato, dallo 0,65% allo 0,57%.

Nota tecnica: lo spread sul Btp all'agosto 2031 è stato fissato a 4 punti base al di sopra del benchmark all'aprile 2031. Lo spread sul BTPei del 2051 invece è stato fissato a 22 punti base al di sopra del rendimento reale del Btpei al settembre 2041.

Sui mercati c'è chi scommette che l'effetto Draghi è destinato a perdurare, fino a far scendere lo spread a 75 punti alla fine del terzo trimestre. Le previsioni si basano sulla prospettiva di un rientro di capitali tra i 50 e i 90 miliardi di euro di capitali esteri, fuoriusciti dall'Italia dopo la prima ondata della pandemia (analisti Unicredit). Con la ritrovata (almeno momentaneamente) serenità politica, gli analisti si attendono che «gli investitori riempiano questo gap». Ma, come affermato qui, lo spread potrebbe scendere addirittura a 50 punti base (con un ritorno sui Btp di 100-150 miliardi di euro dall'estero). Questo scenario particolarmente roseo si avrebbe in caso di riforme coraggiose ed efficienti, senza ostacoli politici. In caso contrario, se dovessero prevalere logiche «eterogenee» frenanti l'azione riformatrice, si tornerebbe a uno spread di 100-115 punti base.

Queste le banche lead manager della transazione: Citi, Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe, Nomura e Mps Capital Services.

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