Economia italiana in grigio secondo gli investitori

Francesca Conti
Francesca Conti
4.2.2019
Tempo di lettura: 3'
Gli investitori professionali italiani sono pessimisti. Secondo il sondaggio di Cfa e Il Sole 24 Ore Radiocor, il 73% circa degli operatori finanziari ritiene negativa la situazione attuale dell'economia Italiana

Il 27% degli intervistati da Cfa e Radiocor crede che la situazione sia sostanzialmente stabile rispetto a gennaio

Per i prossimi sei mesi solo il 7,7% si attende un miglioramento, il 7,3% in meno rispetto a gennaio

Gli operatori stimano un deprezzamento del dollaro statunitense contro euro, mentre lo yen potrebbe apprezzarsi per il suo aspetto di ‘valuta rifugio'

Una nube di pessimismo circonda gli investitori professionali italiani. Secondo il consueto sondaggio di Cfa, in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, il 73% circa degli operatori finanziari ritiene negativa la situazione attuale dell'economia Italiana, mentre il 27% crede che la situazione sia sostanzialmente stabile rispetto al mese scorso. Un quadro a tinte grigie, dunque, che non migliora rispetto a una prospettiva di più lungo periodo.

Per i prossimi sei mesi, infatti, si riduce di cinque punti la percentuale di coloro che si attendono un peggioramento delle condizioni macroeconomiche, pari al 50% del totale. Il 42,3% stima invece condizioni invariate (+12,3% rispetto al mese di gennaio) ed il 7,7% si attende un miglioramento, il 7,3% in meno rispetto al mese scorso). La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell'economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a -42,3, un valore che rappresenta il Cfa Italy Radiocor Sentiment Index per il mese di febbraio 2019. Il dato di sintesi scende leggermente rispetto al -40 di gennaio, ma lontano dal minimo storico di novembre 2018 (-55).

Tinte fosche avvolgono la percezione degli investitori per tutto l'Occidente. I partecipanti al sondaggio Cfa prevedono un peggioramento delle condizioni economiche sia nell'Eurozona che per l'economia degli Stati Uniti. Per la prima volta da febbraio 2015, i rischi di inflazione sono visti al ribasso in Italia ed Europa mentre solo negli Stati Uniti si attende stabilità dei prezzi, sebbene anche in Nord America, fino al mese scorso, le aspettative fossero per un incremento dei prezzi al consumo. Nonostante questo, la normalizzazione della politica monetaria comporta il mantenimento di aspettative di incremento dei tassi di interesse a breve ed a medio-lungo termine, sebbene le attese siano di minore entità rispetto al mese scorso.

Sui mercati azionari, sono previsti ribassi dagli attuali livelli per tutti i listini, aspettative che risultano anche in peggioramento rispetto alla passata previsione. Sulle valute, gli operatori stimano un deprezzamento del dollaro statunitense contro euro, una repentina variazione rispetto a gennaio, mentre lo yen potrebbe apprezzarsi, probabilmente per il suo aspetto di ‘valuta rifugio'. Sul petrolio, infine, si attende che i prezzi rimangano sostanzialmente invariati tra sei mesi, rispetto alle quotazioni attuali.

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