Bofa, gli investitori credono nella crescita

Rita Annunziata
23.1.2020
Tempo di lettura: 3'
Le aspettative sulla crescita globale crescono, ma non troppo: rispetto al mese di dicembre la percentuale degli investitori ottimisti è salita di sette punti percentuali. La Bank of America ne coglie gli umori nel nuovo report mensile

La percentuale degli investitori che credono nella crescita dell'inflazione è salita di 14 punti percentuali nell'ultimo mese

Il 19% dei gestori di fondi ritiene che l'economia globale subirà una crescita superiore all'inflazione

Tra i rischi principali: le elezioni presidenziali statunitensi e la guerra commerciale (passata al secondo posto)

Se si parla di crescita globale, gli investitori sono fiduciosi ma tendono a trattenere gli entusiasmi. Secondo il nuovo report mensile della Bank of America, la percentuale degli ottimisti è salita di sette punti percentuali, raggiungendo con il 36% il livello più elevato dal mese di febbraio 2018.
Il sondaggio è stato condotto dal Bofa Global Research dal 9 al 16 gennaio e ha riguardato un totale di 249 gestori di fondi con 739 miliardi di dollari di asset under management.

Sulla stessa linea d'onda anche le aspettative relative all'inflazione, aumentate di 14 punti percentuali rispetto al mese scorso. In particolare, i gestori mondiali prevedono che l'indice dei prezzi al consumo (lo strumento che calcola le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi) crescerà al punto tale da raggiungere il dato più alto da novembre 2018. Se da un lato, però, il 62% degli intervistati prevede una crescita e un'inflazione al di sotto della tendenza, il 19% sostiene che l'economia globale sarà caratterizzata da una crescita superiore rispetto all'inflazione. “Gli investitori sono fiduciosi, ma non euforici”, commenta infatti Michael Hartnett, managing director and chief investment strategist del Bofa Merrill Lynch Global Research.
Inoltre, dall'ultimo mese del 2019 anche le aspettative sui profitti aziendali risultano in positivo: il 27% degli intervistati si attende dei miglioramenti nei prossimi 12 mesi, la percentuale più alta dal marzo 2018. L'allocazione nell'azionario globale è aumentata di un punto percentuale, contro l'allocazione nelle materie prime cresciuta del 4% rispetto a dicembre (il livello più elevato da marzo 2012).

Come principale rischio emerge l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi (per il 29%), scavalcando di fatto la guerra commerciale che, con il 22%, passa al secondo posto per la prima volta dal 19 maggio 2019.

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