Abi: crescono i depositi bancari degli italiani

Redazione We Wealth
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15.12.2020
Tempo di lettura: 2'
Secondo l'ultimo report mensile dell'Abi a novembre 2020 sono aumentati i depositi italiani dell'8,3%

I prestiti a imprese e famiglie che a novembre sono aumentati del 5,1% rispetto a un anno fa

I tassi di interesse legati alle operazioni di finanziamento rimangono su livelli particolarmente bassi

Crescono i depositi italiani dell'8,3% arrivando ad oltre 109 miliardi di euro rispetto al 2019. La raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è invece scesa, negli ultimi 12 mesi, di oltre 22 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -9,3%).
Secondo l'ultimo rapporto mensile dell'Associazione bancaria italiana (Abi) le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad ottobre 2020 sono state di 24,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 31,2 miliardi di ottobre 2019 (-6,7 miliardi pari a -21,5%) e ai 38,2 miliardi di ottobre 2018 (-13,7 miliardi pari a -35,9%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 64 miliardi (pari a -72,4%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è dell'1,41% ad ottobre 2020 (era 1,79% ad ottobre 2019, 2,26% ad ottobre 2018 e 4,89% a novembre 2015).

Per quanto riguarda i tassi di interesse sulla raccolta il report sottolinea invece come a novembre 2020 il valore medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia è stata lo 0,49%, (0,50% nel mese precedente) ad effetto:

• del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), 0,32% (0,32% anche nel mese precedente);

• del tasso sui Pct, che si colloca allo 0,90% (0,90% anche il mese precedente);

• del rendimento delle obbligazioni in essere, 1,93% (1,97% a ottobre 2020.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente infimi, a novembre 2020 risulta di 176 punti base (177 punti base nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007). Altro tema affrontato nel report sono i prestiti a imprese e famiglie che a novembre sono aumentati del 5,1% rispetto a un anno fa. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d'Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

E i tassi di interesse legati alle operazioni di finanziamento rimangono su livelli bassi, minimi storici, e registrano le seguenti dinamiche:

• il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,25% (2,27% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007);

•  il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l'1,10% (1,29% il mese precedente; 5,48% a fine 2007);

• il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l'1,26% (1,26% anche a ottobre 2020, 5,72% a fine 2007).

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