Assicurazioni italiane Vs Usa

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Il mondo assicurativo non sta reagendo allo stesso modo all'impatto del coronavirus. Da una parte ci sono realtà come quelle italiane che hanno messo in campo soluzioni ad hoc, e dall'altra le statunitensi che non vogliono pagare per un'estensione di polizza non sottoscritta in tempi non sospetti

In Italia quasi tutte le assicurazioni hanno offerto estensione delle polizze già sottoscritte o prodotti ad hoc per fronteggiare il coronavirus

Negli Usa il Congresso sta lavorando per cerca di convincere gli assicuratori ad aiutare le società che hanno dovuta chiudere causa virus

Il Covid-19 sta costringendo tutti i governi del mondo ad imporre una quarantena preventiva, con la chiusura delle attività, per cercare di rallentare il più possibile l'avanzata del virus. Se in alcuni paesi come l'Italia e anche la Spagna le compagnie assicurative stanno cercando di aiutare il settore produttivo nazionale, con polizze ad hoc o estensione di quelle esistenti. Ci sono anche società assicurative che non hanno la minima idea di venire in contro a quelle attività che sono state costrette a chiudere in via preventiva. E in questo caso parliamo delle assicurazioni statunitensi.
In Italia secondo un recente report pubblicato dall'Ivass si è registrata una massiccia mobilitazione delle compagnie assicurative. Diverse società hanno “esteso, gratuitamente e in via temporanea, garanzie e servizi presenti nelle polizze sanitarie, per riconoscere agli assicurati colpiti dal virus diarie giornaliere in caso di quarantena domiciliare e indennizzi in caso di ricovero in terapia intensiva” si legge nel report dell'Ivass. E dunque sul mercato hanno iniziato ad esserci polizze che cercano di dare sostegno alle attività commerciali chiuse. E altre che si rivolgono direttamente al singolo, ampliando pacchetti che magari aveva già sottoscritto con la società assicuratrice. Molte altre hanno anche dato il via ad app per il teleconsulto medico o uno sportello legale.

Negli Usa la situazione è diametralmente opposta. E dunque le società di assicurazione non avrebbero intenzione di aiutare le società che sono state costrette a chiudere. Proprio per questo il Congresso sta lavorando per cercare di convincere gli assicuratori al pagamento dei sinistri connessi alla diffusione del Covid-19. Le compagnie continuano però a sostenere che si tratta di una tipologia di sinistro non compreso nella polizza. Molte attività non hanno infatti stipulato una polizza che contiene anche l'estensione chiusura per virus. Secondo le società, concedere in maniera postdatata questo tipo di soluzione costituirebbe un precedente pericoloso, per il futuro.
I membri del Congresso Usa stanno però discutendo sulla necessità di un intervento legislativo che imponga agli assicuratori di procedere al pagamento degli indennizzi in favore delle aziende che hanno dovuto chiudere a causa del virus.

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