Protocollo Consob – Ocf: cosa cambia nel mondo della consulenza?

Livia Caivano
Livia Caivano
29.6.2018
Tempo di lettura: 3'
Via libera al protocollo d'intesa tra Consob e Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei consulenti finanziari sull'avvio di operatività dell'organismo

Nella giornata di ieri la firma che sancisce nuove funzioni per l'organismo dei consulenti finanziari

Raccolta istanze di iscrizione, attività di vigilanza e avvio procedimenti sanzionatori

Piena operatività di Ocf si avrà entro fine 2018

Ocf è il primo esempio in Italia di associazione che svolge un'attività pubblica. Ne viene prevista la creazione nel 2005 all'interno della legge di Risparmio con lo scopo di alleggerire lo Stato di una parte dei costi della Consob. Nelle intenzioni, non solo la tenuta dell'albo professionale ma anche il controllo delle attività degli operatori.

2008: nasce l'Apf


Ci vogliono 3 anni perché nasca ufficialmente l'Associazione per la tenuta dell'albo dei Promotori Finanziari. Si parla, all'epoca della sola gestione e nessun compito di vigilanza, che rimane in campo alla Consob. Seguono poi l'Organismo per gli Agenzi in attività finanziaria e Mediatori creditizi, e quello per gli Agenti Assicurativi, controllati entrambi da Banca d'Italia (la seconda tramite Ivass). La visione del legislatore è quella di riunire tutti gli operatori finanziari e assicurativi sotto la gestione dei soli organismi.

2016: Apf diventa Ocf


Nella legge di Stabilità del 2016, si aboliscono le figure dei promotori finanziari e nascono i consulenti abilitati all'offerta fuori sede. L'Apf si trasforma quindi in Organismo di tenuta e vigilanza dell'albo unico dei Consulenti Finanziari. Si tratta, in effetti, di una ridenominazione solo formale ma nei fatti non cambia molto perché l'organismo rimane ancora scoperto del ruolo di vigilanza.

Inizia però qui il lungo percorso di Consob e Ministero dell'Economia per l'adeguamento alla normativa che culminerà nella firma, nella giornata di ieri, del protocollo di intesa sull'avvio del protocollo di (parziale) operatività.  Che significa, in pratica, il primo passo verso il trasferimento di funzioni dall'autority all'Ocf.

2017: più poteri all'Ocf


Dal 2 luglio, quindi, l'Ocf potrà svolgere nuovi funzioni. Potrà raccogliere le domande di iscrizione all'albo dei consulenti autonomi e delle società di consulenza; potrà avviare i procedimenti sanzionatori; potrà vigilare su entrambe le categorie e ovviamente sui consulenti abilitati all'offerta fuori sede. E' infatti doveroso fare una precisazione. Quando nel 2008 viene istituito l'Apf, si prescrive che solo i promotori finanziari o consulenti abilitati possano continuare a operare in attesa dell'implementazione dell'intera normativa. Per le nuove figure, di consulenti autonomi e società di consulenza, si permette di proseguire l'attività lavorativa grazie a una proroga ma solo a chi effettivamente fosse già attivo. Per tutti gli altri, porte sbarrate. Con la firma del protocollo, l'Ocf potrà accogliere, formalizzandole, le istanze di iscrizione degli operatori attivi già prima del 2008, ma non dei nuovi. Per questi ultimi, si dovrà aspettare l'operatività completa dell'Ocf.

Entro fine 2018


Con una norma del 2017 il legislatore ha prescritto che entro dicembre di quest'anno l'organismo debba essere pienamente operativo. Potrà quindi deliberare sull'iscrizione non solo dei consulenti autonomi e delle società operative prime del 2008, ma anche sulle nuove, finalmente ammessi. E, a quel punto, vigilare su tutti.

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