Ania : rischio spread coinvolge risparmio assicurativo di 20 milioni di clienti

Tempo di lettura: 3'
L'allarme arriva dall'assemblea annuale dell'assemblea nazionale imprese assicuratrici, tenutasi a Roma questa mattina

Le imprese assicuratrici hanno chiuso l'esercizio 2017 con oltre 6 miliardi di utili

Le compagnie possiedono 310 miliardi di titoli di stato italiani sottoposti ai saliscendi degli spread. Le compagnie chiedono di alleggerire le regole contabili sui bilanci individuali delle imprese quando le perdite sono frutto di “situazioni straordinarie e transitorie"

Un aumento di due punti nella quota di investimenti assicurativi nelle infrastrutture libererebbe risorse aggiuntive per 15 miliardi da impiegare per l'ammodernamento del paese

Necessaria una riforma dei criteri di tariffazione della Rc auto per giungere ad un metodo maggiormente coerente agli effettivi stili di guida degli automobilisti

L'allargamento degli spread sui titoli di stato italiano comporterebbe un “forte rischio” sui bilanci delle compagnie d'assicurazione e, se persistente nel tempo, “inevitabilmente è destinato a riflettersi sui rendimenti corrisposti ai nostri 20 milioni di clienti”. È l'allarme lanciato dal presidente dell'Ania Bianca Maria Farina, nel corso dell'assemblea annuale svoltasi oggi a Roma.

Le polizze vita sono salite in 20 anni dal 4 al 15,4% nel portafoglio finanziario degli italiani e, tra gli asset in gestione, le compagnie possiedono 310 miliardi di titoli di stato emessi dalla repubblica (pari al 14% del debito pubblico in circolazione). In queste settimane gli assicuratori hanno seguito con preoccupazione l'aumento dello spread ad oltre 240 punti base, spinto all'insù dalle incertezze sulla situazione politica. Se aumentano gli spread, cioè gli interessi, i prezzi di quei titoli scendono in proporzione ed è proprio questo ad alimentare i timori delle compagnie che potrebbero vedere erosi i propri margini di solvibilità ed i propri utili.

Normativa


Le regole prudenziali di Solvency II sono europee e dunque con difficolta può essere cambiato il set normativo, se non per quel “correttore di volatilità” introdotto nella normativa proprio per affrontare senza drammi questi picchi di volatilità dei mercati ma che tuttavia non funziona quando è un singolo paese ad essere preso di mira. Piuttosto gli assicuratori sollecitano un intervento sulle regole contabili dei bilanci individuali, quelli sui quali sono calcolati gli utili societari. Le attuali regole costringono le imprese “anche in situazioni straordinarie e transitorie, a recepire perdite quando i titoli non sono effettivamente negoziati”. È un vincolo che, a giudizio dell'Ania, andrebbe alleggerito. Certamente, sul fronte opposto, una distribuzione di utili resa possibile da modifiche normative, si ripercuoterebbe in negativo sul solvency ratio delle compagnie e andrebbe quindi valutata con attenzione.
ania-rischio-spread-20-milioni-clienti_1
Bianca Maria Farina - presidente Ania

I numeri del 2017


Spread a parte le compagnie italiane, con il 2017, hanno chiuso un altro anno con forti profitti (6 miliardi) frutto di significativi utili tecnici ed di un andamento positivo dei mercati finanziari . Gestiscono un portafoglio di investimento pari a 850 miliardi di euro. Sono risorse che potrebbero contribuire allo sviluppo del paese ma che sono ancora scarsamente utilizzate per questa finalità. In opere strutturali sono destinati investimenti per soli 57 miliardi pari all'8% degli investimenti assicurativi complessivi. Se la quota salisse di appena due punti – ha sottolineato il presidente di Ania , “si libererebbero 15 miliardi di ulteriori investimenti alternativi nell'economia reale del paese”.

L'assemblea dell'Ania, infine , è stata l'occasione per fare il punto sull'andamento della Rc auto. Dopo sei anni di continui ribassi tariffari nell'attuale esercizio i premi dovrebbero rimanere stabili, secondo le stime dell'associazione. Questo settore tuttavia, anche per effetto della grande diffusione delle scatole nere, è ormai maturo per un cambiamento radicale nei criteri di tariffazione. Il bonus-malus - ha osservato la Farina - “è ormai del tutto superato” ed occorre passare a criteri “che premino i comportamenti di guida di ciascun guidatore”. È una rivoluzione non limitata alle vetture di proprietà. L'Ania, ad esempio sta sperimentando criteri di tariffazione ad hoc per le vetture in car sharing. In un futuro che già si intravvede all'automobilista potrebbe essere chiesto di pagare non soltanto la tariffa vera e propria ma anche il premio assicurativo pro quota in relazione alle sue caratteristiche di guida ma anche in rapporto al numeri di incidenti di cui è stato responsabile.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti