Banca Generali, al via la campagna svizzera

Laura Magna
Laura Magna
28.11.2023
Tempo di lettura: 3'
L’attività è partita per la clientela ticinese. E da marzo 2024 verrà estesa ai clienti italiani che hanno risparmi sulla piazza elvetica. Personalizzazione dell’offerta, tecnologia e sostenibilità i pilastri del modello di business che ha il suo core nei consulenti finanziari. Ecco l’identikit della nuova realtà

La Svizzera è ancora oggi una piazza fondamentale per la gestione dei patrimoni privati e gli operatori di mercato lo hanno capito. In questa direzione si è mossa per esempio Banca Generali che ha appena ottenuto il via libera della Finma, l’autorità locale di regolamentazione dei mercati finanziari, alla licenza bancaria nel Paese: l’attività è ora pronta a partire. Da questo novembre l’operatività sarà a pieno regime, pronta a servire i clienti in Ticino. Si tratta di una vera e propria innovazione che consentirà anche ai clienti italiani con patrimoni oltreconfine di poter gestire in un’unica soluzione col proprio banker nazionale di fiducia l’intero patrimonio. Tra i fattori distintivi oltre al modello su misura per il cliente studiato insieme al consulente c’è l’innovazione nei processi di investimento e advisory. Infine anche la sostenibilità si caratterizza come elemento differenziante della banca de Leone che verrà replicato anche in BG Suisse Private Bank. 


Un modello su misura per il cliente

Si punta infatti ai risparmi di famiglie che vogliono interagire con una realtà in primo piano nella consulenza professionale, con un forte orientamento all’innovazione e radici nella sostenibilità. La clientela ticinese sarà servita da banker locali che hanno grande esperienza del territorio della sue dinamiche ed esigenze e poi dal 2024 verrà aperta la possibilità anche per la clientela italiana che sottoscrive un contratto di advisory col proprio banker di avere consulenza anche sulle masse detenute in Svizzera. Si tratta di una grande novità che consentirà ai numerosi italiani con risparmi sulla piazza elvetica di avere un rapporto diretto con queste masse. Non va dimenticato che non accadeva dal 2009 che l’authority concedesse la licenza a una banca italiana in loco. Motivo in più per festeggiare: dal 2024 e per cinque anni è attesa una raccolta tra 5 e 7 miliardi di euro dalla nuova entità elvetica. “Si tratta di un passaggio importante, le nostre attività sono basate sul private banking e sul wealth management e con la licenza bancaria elvetica saremo in grado di agire lungo tutta la gamma dei servizi legati a questo settore, sia sul mercato italiano sia su quello svizzero”, ha affermato di recente l'amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa.

 

Crescita organica nel mirino

Per la private bank la crescita organica rimane il focus principale, tuttavia resta anche l'apertura sul versante acquisizioni, sia in Italia sia in Svizzera. “Abbiamo attenzione nei confronti delle piccole banche, delle fiduciarie, dei family office. A Lugano abbiamo rilevato la maggioranza della fiduciaria Valeur, ora BG Valeur, e non escludiamo di poter attuare altre acquisizioni”. L'amministratore delegato di Banca Generali ritiene che la Svizzera “sia tutt'altro che al tramonto, rimane invece una piazza fondamentale, per le banche e la finanza in generale e in particolare per la gestione di patrimoni privati, che è il comparto in cui noi siamo attivi”. Come in Italia, anche in Svizzera l'istituto punta allo sviluppo di sinergie con il suo azionista di maggioranza, Generali. “In Italia abbiamo attuato importanti sinergie - ha proseguito Mossa – e c'è un'ottima collaborazione con l'azionista di controllo. Ci sono diversi punti di contatto tra l'attività dell'assicurazione e quella della banca, ad esempio nei prodotti finanziari e nella distribuzione di fondi di investimento. Esistono dunque tutti i presupposti per avere sinergie tra noi e il nostro azionista di maggioranza anche in Svizzera, mercato in cui Assicurazioni Generali per altro ha da molto tempo una sua presenza diretta”. BG (Suisse) Private Bank SA ha sede nel centro di Lugano, in Piazza Riforma, nel palazzo che ospita anche BGValeur, la boutique di gestione acquistata negli anni scorsi da Banca Generali che fornisce i suoi servizi di wealth management alla clientela permettendogli di mantenere i depositi nella loro attuale banca. 


La nuova casa svizzera di Banca Generali

 Alla guida c’è Renato Santi, manager conosciuto nel mercato elvetico in quanto è stato ceo, tra il 2013 e il 2016, di Bsi per Svizzera ed Europa, prima di approdare dopo la fusione BSI/EFG alla guida degli stessi mercati per Efg Bank fino al 2017, per poi diventare numero uno di Saxo Bank in Svizzera. Il modello della nuova realtà è chiaro e ha il suo cuore nel consulente finanziario, espressione di un solido rapporto di fiducia coi clienti: “I Private Banker sono al centro dei sistemi di consulenza e dispongono dell’autonomia, delle conoscenze e degli strumenti ideali per costruire un rapporto di fiducia stabile con i clienti ispirato a concretezza, responsabilità e professionalità. Sono supportati nel loro lavoro da un’unità investimenti che fa leva sui centri di competenza di gruppo”, illustra Santi. Una banca glocal insomma, globale e locale nello stesso tempo che può fare economie di scala ma anche servire la clientela in modo personalizzato. “Il team della banca, inoltre, grazie alla lunga esperienza sul mercato svizzero, è in grado di soddisfare le specifiche esigenze della clientela locale”. L’offerta – costruita in quest’ottica tailor made - spazia dai prodotti bancari, alle soluzioni di investimento, dall’advisory finanziario, ai servizi esclusivi nell’ambito del wealth management. Bg (Suisse) Private Bank SA opera infatti in partnership con realtà altamente specializzate e leader nei rispettivi settori di riferimento che arricchiscono l’offerta e alzano il livello di performance. E altre due parole chiave sono sostenibilità e tecnologia: “Il nostro ecosistema digitale, aperto e flessibile, dispone di piattaforme e servizi in grado di arricchire la consulenza, con sistemi tecnologici di qualità e valore”, conclude Mossa.

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull'intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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