Bce, occhi puntati sulle imprese di investimento

Livia Caivano
Livia Caivano
17.1.2019
Tempo di lettura: 3'
Secondo Sabine Lautenschlager, vicepresidente del Supervisory board e membro del Comitato direttivo della Bce, dopo le banche è arrivato il momento di estendere il controllo dell'Istituto centrale anche alle imprese di investimento

Emerge l'esigenza di standard unici se si tratta di gruppi che operano a livello globale

Il tema si fa più scottante anche a causa delle possibili conseguenze finanziarie di Brexit

E' necessario che il controllo della Banca centrale europea si estenda anche alle attività delle imprese di investimento. Secondo Sabine Lautenschlager, vicepresidente del Supervisory board e membro del Comitato direttivo della Bce,"la supervisione delle Sim è un'altra area in cui la legislazione ha bisogno di adattarsi con urgenza". I lavori sono già incorso e "una proposta è attualmente in discussione a Bruxelles, per garantire che le maggiori imprese di investimento nell'area dell'euro siano controllate dalla Bce”. Dopo Mifid 1 e 2, si tratta dell'ennesima misura volta a rendere il settore finanziario un posto più sicuro e ridurre le possibilità di arbitraggio regolamentare. "Qualcuno deve effettuare i controlli: se si tratta di gruppi che operano a livello globale, forse è il caso di stabilire standard unici in materia". Lautenschlager, nel corso di un convegno tenutosi in Irlanda, ha poi ricordato il lavoro fatto con le banche europee in vista di Brexit e il pungolo continuo a prepararsi al meglio anche per lo scenario peggiore. Non è mancato un riferimento alla questione Brexit: la vice-presidente ha ricordato la chiara indicazione data alle banche con sede in Gran Bretagna che vogliono spostare le succursali nell'Eurozona che non saranno consentite le aperture di "gusci vuoti".
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Il tema Brexit


La Vigilanza della Bce avrà un problema in più dopo la Brexit: perderà visibilità sui rischi derivanti dall'attività che le banche globali faranno da paesi terzi e non più attraverso la Gran Bretagna. Per questo Sabine Lautenschlager sollecita la politica a tenerne conto e rivedere le regole. "Il tema è per i legislatori: spero riconosceranno che le regole riviste potrebbero fare molto per attenuare il rischio post-Brexit e altri rischi". Di cosa è preoccupata la Bce? "La vigilanza non copre le succursali in paesi terzi o i servizi forniti direttamente da quei paesi" e sebbene su queste ultime vigilino le autorità nazionali, si ritrova senza una rappresentazione completa di quello che le banche stanno facendo e quali rischi rappresentano". Lautenschlager spiega che potrebbero esserci situazioni nelle quali "nessuna autorità di vigilanza locale avrebbe una visione completa delle attività svolte (dalle banche globali, ndr) nell'area dell'euro, nè la capacità o le competenze per reagire adeguatamente al rischio aggregato generato nell'Eurozona.

 

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