Il ‘Vanguard effect' contagia anche l'Italia

Livia Caivano
Livia Caivano
18.10.2018
Tempo di lettura: 5'
Simone Rosti, head of Italy di Vanguard, dal palco del Fee Only Summit 2018 spiega perchè nella sua avanzata sul mercato europeo, il mercato italiano potrebbe essere l'asso nella manica della società di investimento americana

Vanguard vanta 5 miliardi di patrimonio in gestione e oltre 20 mila investitori

Simone Rosti è head of Italy – con base a Londra – dallo scorso giugno

Nell'industria del risparmio gestito è sfida tra chi offre l'investimento al prezzo più basso. L'arrivo di Vanguard in Europa, e da qualche mese anche in Italia, sta rendendo spietata la concorrenza tra gli emittenti. Il mercato degli Exchange traded fund è molto cresciuto negli ultimi anni, potendo offrire soluzioni di investimento a prezzi molto più contenuti rispetto a quelli proposti dai fondi “attivi”.

Ma lo sbarco in Europa del colosso americano che per primo ha teorizzato la strategia low-cost, giunto a Londra nel maggio del 2012, ha segnato una nuova tappa di questa battaglia costringendo molti dei competitor ad abbassare sempre più le tariffe degli Etf quotati. Un gioco rischioso per le loro performance ma tutto a vantaggio degli investitori. “In molti in Europa e in Italia pagano troppo per investire", spiega l'head of Italy Simone Rosti, intervistato a margine del suo intervento sul palco del Fee Only Summit 2018 organizzato da Consultique a Verona. “Vogliamo cambiare questo meccanismo fornendo prodotti e servizi di investimento di alta qualità ma a basso costo, anche in Italia. Prevediamo di iniziare a quotare i primi Etf direttamente in Borsa Italiana entro il primo trimestre del 2019”. I fondi indicizzati sono già disponibili per le piattaforme rivolte agli investitori istituzionali, “stiamo cercato di capire come renderli disponibili anche ai clienti privati”, ma si esclude che questo sarà possibile nella prima parte del 2019.
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Simone Rosti, head of Italy di Vanguard

Ph. Renzo Udali

Commissioni di negoziazione e gestione


Sul tema dei costi di trading per gli Etf c'è però ancora confusione, secondo il nuovo head of Italy. “Vogliamo assicurarci che tutti comprendano correttamente che abbiamo rimosso solo le commissioni di negoziazione e non quelle di gestione. Certamente in Vanguard siamo alla ricerca di modi per ridurre gli oneri di investimento lungo l'intera catena del valore, comprese le fee sui fondi e i costi di transazione. Ogni euro che gli investitori pagano in commissioni è un euro tolto ai potenziali rendimenti futuri”. 
Qui emergono le differenze tra i due continenti. “Non abbiamo una piattaforma aperta del genere in Europa. Tuttavia, la nostra pratica è la stessa: non paghiamo retrocessioni o commissioni ai distributori in Europa”.
 Abbassare i costi quindi, non solo non è un problema per Vanguard ma, al contrario, è un punto di forza, una leva del suo marketing. Nel solo mese di agosto la società ha registrato una raccolta netta di 800 milioni di euro, di cui oltre la metà, 600 milioni, grazie al suo Etf più venduto, Vanguard S&P 500 Ucits. Stando alle analisi di Thomson Reuters Lipper si tratta del 25,33% della raccolta totale dell'intera industria nel mese.

Prosegue Rosti: “Per Vanguard la crescita è un risultato, mai un obiettivo. Abbiamo una struttura unica. Gli investitori dei nostri US funds sono i nostri azionisti - in proporzione alla quota che possiedono dei fondi Vanguard, ndr- e pertanto non dobbiamo preoccuparci di un conflitto d'interesse tra azionisti e clienti. I profitti vengono utilizzati per investire nella società e per pagare gli azionisti, cioè gli investitori, quindi i prezzi si abbassano. Abbiamo successo quando i nostri investitori hanno successo. Non inseguiamo l'ultima moda nell'investimento solo per attirare risorse".

"Possiamo concentrarci su ciò che riteniamo possa avvantaggiare gli investitori. Siamo molto grati che molti di loro abbiano scelto di affidare i loro soldi a Vanguard. Il beneficio di scala, grazie alla nostra struttura è che, man mano che cresciamo, siamo in grado di restituire valore agli investitori puntando sul business e abbassando le commissioni. Questo è qualcosa che stiamo facendo con successo da oltre 40 anni e continueremo a farlo”.

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