Aperture Investors, commissioni variabili per la nuova società di asset management di Generali e Peter Kraus

Livia Caivano
Livia Caivano
21.9.2018
Tempo di lettura: 3'
Aperture Investors è stata lanciata da Assicurazioni Generali e Peter Kraus, che ne è anche alla guida. La nuova società ha sede a New York e vanta un innovativo modello di commissioni variabili, legate alla performance  

Capitale di investimento di Generali: 4 miliardi di dollari circa

Il nuovo modello delle commissioni ricalca parzialmente quello degli Etf

Nasce un'innovativa società di gestione del risparmio basata su un modello di ricavi legati alla performance e non alla portata delle masse gestite.  Si chiama Aperture Investors ed è stata lanciata da Assicurazioni Generali con Peter Kraus, già presidente e ceo di Alliance Bernstein e global co-head della divisione investment management di Goldman Sachs.

In particolare, alla guida ci sarà Kraus e Generali contribuirà con un capitale di investimento per 4 miliardi di dollari.Le strategie  saranno sottoposte all'approvazione dei consigli di amministrazione sia di Assicurazioni Generali sia di Aperture Investors.

Il nuovo sistema a commissioni variabili


In un momento in cui la legislazione europea tiene i fari puntati sulla trasparenza del risparmio gestito e la raccolta delle reti dell'asset management rallenta si fa impellente il bisogno di sistemi che ripensino il modello classico di commissioni rapportati alle masse gestite. Il modello di ricavi di Aperture Investors si distingue per la previsione che la società addebiti commissioni di base simili a quelle degli Etf, e che queste possano aumentare solo nel caso in cui i manager superino i benchmark di riferimento.

“Peter Kraus ha una storia ventennale di successo nella gestione di organizzazioni finanziarie globali e la capacità di ispirare e attrarre talenti desiderosi di trasformare il business dell'asset management – ha commentato Carlo Trabattoni, head of Generali Investment Partners -  Il totale delle masse gestite in tutto il mondo supera di molto 84 mila miliardi di dollari, molti gestori attivi stanno sottoperformando e la gestione passiva è in crescita. Con Aperture, vogliamo combinare l'interesse per la gestione passiva con i vantaggi della gestione attiva”.

Parallelamente, i manager ricevono un compenso di base limitato e possono guadagnare di più solo quando generano una sovraperformance. Il sistema è impostato sul lungo termine, quindi i compensi non maturati vengano restituiti ai clienti di Aperture Investors, di modo che la redditività della società dipenda (anche) dal fatto che i clienti ricevano o meno ritorni superiori rispetto al benchmark sul lungo periodo.

Verso l'asset management del futuro


Si tratta di due importanti innovazioni in un'industria in cui le commissioni sono quasi sempre fisse e le retribuzioni dei manager correlate ai volumi degli attivi gestiti.

“L'asset management è un settore che da tempo attende un cambiamento. Al momento ci sono troppi gestori attivi che gestiscono troppo denaro - precisa il presidente e ceo di Aperture Investors Peter Kraus - Le commissioni fisse ed una mancanza di reali vincoli alla capacity dei fondi hanno per molto tempo incentivato i gestori a far crescere gli attivi in gestione piuttosto che cercare di ottenere una sovraperformance”. Ma il sistema non può reggere ancora a lungo: "Questa struttura ha condotto ad anni di performance insufficienti che hanno eroso la fiducia del cliente nella gestione attiva. Questo è ciò che intendiamo cambiare, allineando gli incentivi di manager e clienti intorno alla sovra-performance. Lo facciamo addebitando commissioni simili agli Etf passivi quando la performance è in linea o al di sotto di un benchmark definito – che aumentano solo quando generiamo sovraperformance. È nostra convinzione che gli investitori sarebbero più propensi a pagare per ottenere un rendimento, piuttosto che pagare indipendentemente dal fatto che lo ottengano o meno, e l'unico modo per farlo è modificare radicalmente il modello tradizionale di commissioni fisse basate sulle masse in gestione”.

Sarà questo il sistema vincente per l'asset management del domani? Restiamo a vedere.

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