Millennials e la Generazione X: le prime generazioni che consumeranno il patrimonio

Malizia Sergio
Sergio Malizia
9.7.2020
Tempo di lettura: 3'
Chi avrebbe mai pensato che le obbligazioni emesse dai più importanti Paesi industrializzati avrebbero avuto un rendimento negativo?

Molte famiglie hanno avuto la possibilità di costituirsi un patrimonio più o meno ingente

Finita la guerra, il Paese era da ricostruire e sino agli anni 2000 vi è stata una costante crescita economica

I Millennials sono i nati dal 1981 al 1996, invece alla Generazione X appartengono i nati dal 1965 al 1980.
Finita la guerra, il Paese era da ricostruire e sino agli anni 2000 vi è stata una costante crescita economica che ha coinvolto tutte le classi sociali in base al grado di istruzione. 

Molte famiglie hanno avuto la possibilità di costituirsi un patrimonio più o meno ingente. In quegli anni, soprattutto prima dell'introduzione dell'euro, la capacità di accumulare ricchezza finanziaria ed effettuare investimenti immobiliari era molto comune. 

Oggi a causa della “stagnazione” economica è molto probabile che le generazioni Millennials e X siano le prime generazioni che consumeranno il Patrimonio costituito dalle generazioni precedenti, piuttosto che accrescerlo. 

Con questa consapevolezza e con le perplessità che vi sono per il futuro del sistema pensionistico, preservare per quanto possibile il Patrimonio diventa un obiettivo primario.  

Oggi viviamo in una Società diversa, dove il cambiamento può essere inteso come una minaccia o un'opportunità.

Il rapporto costante del Consulente con il Cliente alimenta il rapporto di fiducia, contribuendo a generare un cambiamento nell'approccio agli investimenti. 

Chi avrebbe mai pensato che le obbligazioni emesse dai più importanti Paesi industrializzati avrebbero avuto un rendimento negativo?

Oggi abbiamo rendimenti obbligazionari negativi ed una inflazione ben al di sotto dell'obiettivo dichiarato del 2%.

I portafogli finanziari soprattutto della clientela “private” sono orientati prima alla protezione e poi al rendimento, per questo la componente obbligazionaria è stata sempre predominante su quella azionaria.

Oggi, considerando l'andamento dei titoli obbligazionari, è opportuno aumentare la componente di rischio, condividendo con il cliente l'allungamento dell'orizzonte temporale rispetto al passato, per centrare l'obiettivo di scopo, ragionando non in termini di prodotto, ma di progetti: ciò comporterà una maggiore volatilità del portafoglio a breve termine, ma essa nel tempo si attenua. 

Stiamo vivendo una fase di mutazione di stato del nostro mondo, basti pensare ai nuovi fenomeni sociali, economici, demografici e tecnologici. 

La consapevolezza del cambiamento interessa anche gli investimenti ed impatterà nella vita di ogni giorno con l'obiettivo che il denaro non è un fine, ma è il mezzo attraverso il quale raggiungere i propri obiettivi di vita, accettando che è necessario tempo perchè ciò avvenga.
Opinione personale dell’autore
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