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Investimenti: cambiamento climatico è impegno numero uno

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

17 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Sebbene lo scetticismo nei confronti del cambiamento climatico sia diminuito molto, sono ancora in pochi a considerarlo come terra di investimenti

  • Il rischio legato alla transizione potrebbe pesare per il 15% sugli utili dell’azionario globale nel complesso

  • Con rischio di transizione climatica si intende quello che deriva dai cambiamenti politici, legali, tecnologici e di mercato nello spostamento verso un’economia con minori emissioni di carbonio

Al di là della sua popolarità, il tema del cambiamento climatico non è ancora entrato appieno negli investimenti. Qualcosa però sta cambiando in concreto, nonostante il fallimento della Cop25. Lo spiega Jessica Ground, global head of stewardship, Schroders

A dispetto del clamore mediatico, il cambiamento climatico non è ancora protagonista nel mondo degli investimenti.

“È soltanto questione di tempo prima che queste preferenze inizino a far confluire significativi capitali verso gli investimenti legati al clima. Tuttavia, sebbene lo scetticismo nei confronti del cambiamento climatico sia diminuito molto, sono ancora in pochi a considerare questo ambito come un’area di investimento”. È quanto afferma Jessica Ground, global head of stewardship, Schroders.

Nel mondo degli investimenti istituzionali si guarda al cambiamento climatico

La ricerca Schroders Global Investor Study 2019 mostra che gli investitori istituzionali mettono il cambiamento climatico al primo posto tra le questioni su cui fare engagement. Nell’anno precedente invece primeggiavano le strategie corporate.

Il cambiamento di interesse non si deve solo all’opinione pubblica. I soggetti attivi nelle scelte finanziarie hanno gli occhi puntati su questo tema da diverso tempo, discutendo su quale approccio adottare. “Per esempio, la Prudential Regulation Authority Britannica (Pra) ha introdotto lo stress test per gli investimenti sui cambiamenti climatici per le compagnie assicurative e i policymaker europei hanno dichiarato che ne seguiranno l’esempio a breve”. Così, nel 2020 il cambiamento climatico farà il suo ingresso formale nell’arena della regolamentazione degli investimenti.

La finanza sostenibile dell’Ue

Il pacchetto sulla finanza sostenibile dell’Ue mira ad assicurarsi che i rischi e le opportunità dei fattori Esg (ambientali, sociali e di governance) siano inclusi nei processi di decisione sugli investimenti. E’ prevedibile cambiamento regolamentare influirà sulla composizione dei portafogli degli investitori.

Le imprese si trovano ad affrontare richieste crescenti di disclosure su opportunità e rischi legati ai cambiamenti climatici. La task force sulle disclosure finanziarie legate ai cambiamenti climatici (Tcfd) conta 867 partecipanti (dati settembre 2019). Il paese con il maggior numero di società in tal senso è il Giappone.

“Al crescere delle disclosure, ci aspettiamo che gli investitori prendano consapevolezza del fatto che gli effetti di tali cambiamenti sono di gran lunga superiori a quanto inizialmente previsto. Secondo le nostre analisi, il rischio legato alla transizione potrebbe pesare per il 15% sugli utili dell’azionario globale nel complesso”. Prosegue così la Ground, aggiungendo “il differenziale tra vincitori e vinti sarà significativo”.

Con rischio di transizione climatica si intende quello che deriva dai cambiamenti politici, legali, tecnologici e di mercato nello spostamento verso un’economia con minori emissioni di carbonio. Ad essere colpiti non saranno soltanto i settori dei combustibili fossili, ma anche quelli aereo, edilizio e dei materiali e industriale.

Ma il rischio non è solo per i mercati azionari

I rischi legati ai cambiamenti climatici però non sono confinati soltanto ai titoli azionari. Investire nei cambiamenti climatici va ben oltre la semplice esclusione dei titoli dei combustibili fossili. Il che offre ai gestori attivi tutta una serie di opportunità.

“Il cambiamento climatico è noto a molti ma poco compreso, soprattutto per quanto riguarda gli effetti a catena. Tra dieci anni, quando guarderemo indietro, considereremo il rischio legato agli investimenti in cambiamenti climatici come qualcosa con cui avremo imparato a convivere, così come negli ultimi dieci anni abbiamo imparato a convivere con un contesto di bassi tassi di interesse”.

La previsione di Jessica Ground per il 2020 è che “abbiamo raggiunto soltanto la punta dell’iceberg degli investimenti nei cambiamenti climatici, ed è un iceberg in rapido scioglimento”.

Teresa Scarale
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