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Imprese verso il “net zero”: faccia a faccia tra i listini globali

Imprese verso il “net zero”: faccia a faccia tra i listini globali

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

01 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nella Top10 internazionale che raccoglie le società con le migliori prestazioni in termini di sostenibilità si posiziona al primo posto il Cac40, con un punteggio medio del 62%

  • Il Ftse100 resta indietro con il 50%, sebbene vanti la seconda azienda con il punteggio più elevato (Unilever con il 92,4%)

  • Le imprese impegnate a raggiungere l’obiettivo zero emissioni sono passate dal 20% nel 2019 al 45% nel 2020

Sempre più aziende quotate sui principali listini mondiali puntano sull’azzeramento delle emissioni. E il 56% offre perfino incentivi finanziari ai senior manager legati alle performance di sostenibilità. Una ricerca mette a confronto Ftse100, Cac40, Ibex35 e Dow30

Temperature record, inondazioni, ondate di calore e incendi, ma non solo: gli impatti del cambiamento climatico continuano a intensificarsi, sottolineando l’urgenza della crisi che il nostro Pianeta sta affrontando. Lo scorso anno solo il Regno Unito ha raggiunto le temperature più elevate di sempre e i timori dell’opinione pubblica sono al massimo “con il tripudio di attivismo scoppiato nel 2019 e che continua a bruciare in tutto il 2020”. Ma gli investitori stanno “iniziando a mantenere le loro promesse” e alcune “delle più grandi imprese del mondo stanno agendo e rendendo conto delle loro azioni per il clima”. Sono le parole di Stuart Lemmon, ceo di EcoAct Northern Europe, che presenta la decima edizione del report The sustainability reporting performance of the Ftse100, un’analisi che traccia i trend delle principali aziende globali descrivendo in che modo stanno affrontando la problematica della sostenibilità in un contesto, quello della crisi pandemica, che pone di fronte ad esse “sfide senza precedenti”.

“Sebbene il nostro scopo sia rimasto lo stesso, il mondo è cambiato notevolmente in questi ultimi dieci anni – spiega Lemmon – Durante questo periodo abbiamo evidenziato un aumento significativo della qualità e della quantità delle azioni sul clima e delle divulgazioni sulla sostenibilità, perché sempre più aziende stanno iniziando a vedere il cambiamento climatico come una questione prioritaria”. Eppure, stando al rapporto dell’Intergovernmental panel on climate change, aggiunge Lemmon, “ora ci resta solo un decennio, una finestra che si chiude rapidamente, per intraprendere azioni sufficienti per raggiungere il net zero ed evitare impatti ancor più catastrofici del cambiamento climatico”. In questo contesto, sebbene la crisi epidemiologica abbia contribuito a dimostrare “l’incredibile capacità di adattamento” della comunità internazionale, ancora molta strada resta da fare e le azioni dei prossimi anni “definiranno il futuro sia per il business che per il Pianeta”, conclude Lemmon.

Azioni che le principali aziende globali, quotate sugli indici Ftse100, Cac40, Ibex35 e Dow30, hanno già iniziato a intraprendere. Secondo l’analisi di EcoAct, che ha assegnato un punteggio alle imprese sulla base di 64 criteri personalizzati che coprono quattro aree tematiche (misurazione e reporting, strategia e governance, obiettivi e riduzione, impegno e innovazione), le società impegnate a raggiungere l’obiettivo zero emissioni sono passate dal 20% nel 2019 al 45% nel 2020. Inoltre, il 44% delle aziende dichiara di offrire o utilizzare finanziamenti sostenibili ma anche di prendere decisioni di investimento green, e la percentuale di società che offrono incentivi ai senior manager legati alle performance di sostenibilità è salita dal 40 al 56%.

Nella Top10 internazionale che raccoglie le aziende con le migliori prestazioni in termini di sostenibilità si posiziona al primo posto il Cac40, con un punteggio medio del 62%, seguito dall’Ibex35 con il 60%. Il Ftse100 resta indietro con il 50%, sebbene vanti la seconda società con il punteggio più elevato. Infatti, al primo posto si posiziona Microsoft (Dow30) con un punteggio del 93,8%, seguito da Unilever (Ftse100) con il 92,4% e Acciona (Ibex 35) con il 91,0%. Alla quarta e alla quinta posizione si attestano Bt e Landsec, rispettivamente con l’88,2% e l’86,1%, entrambe appartenenti al Ftse100. In particolare, spiegano i ricercatori, le società con i punteggi più elevati non solo stanno completamente divulgando informazioni relative alla loro impronta di carbonio e riducendo attivamente le loro emissioni, ma stanno anche coinvolgendo i loro consumatori e fornitori, nonché gli stakeholder chiave, al fine di incoraggiare comportamenti sostenibili lungo l’intera catena del valore. L’unica nota dolente riguarda il Ftse100, dove resta un divario di prestazioni preoccupante tra le aziende, con punteggi che vanno dallo 0 al 92%, indice del fatto che la performance complessiva dell’indice continui a essere sostenuta dalle imprese con punteggi migliori, mentre quelle con punteggi inferiori non riuscirebbero ancora a intensificare le proprie azioni e ad affrontare i crescenti rischi legati al cambiamento climatico.

Rita Annunziata
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