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Impatto: il profitto non è incompatibile con lo scopo

28 Gennaio 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • I segreti del profitto ad elevato impatto di realtà di successo come Intesa Sanpaolo, Blackrock, Fai, la Ellen MacArthur Foundation

  • “Lo sviluppo è legato all’educazione delle nuove generazioni, alla coesione, all’economia circolare. Intesa Sanpaolo si fa carico delle sfide economiche e sociali per una nuova prospettiva di crescita”

L’impatto non è incompatibile col profitto, anzi. E’ grazie all’efficienza economica che enti filantropici come Fai  Ellen McArthur sono stati e sono in grado di ottenere sempre maggiori e concreti risultati

E’ con una punta d’orgoglio che Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, dà il via ai lavori della conferenza odierna L’impegno sociale e culturale di Intesa Sanpaolo per l’Italia. “Sono stato nominato dall’Harvard Business Review uno dei 100 migliori ceo al mondo non perché io sia il più bravo. Ma perché la nostra azienda si occupa di tematiche sociali”. Una questione nevralgica, in un Paese il cui tasso di crescita varia fra quello tedesco e quello delle zone più povere del Sud Europa, “con bambini che vivono al di sotto della soglia di povertà”.

Il “profitto a impatto” di Intesa Sanpaolo

“Intesa Sanpaolo da sempre attribuisce un ruolo centrale ai progetti rivolti alla crescita sociale, culturale e civile delle comunità in cui opera”. Il principale gruppo bancario del Paese è fortemente attivo nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano e non solo. Si pensi a questo riguardo ad esempio alla collaborazione con l’Ermitage, alla main partnership di MiArt. Senza contare l’essere punto di riferimento del terzo settore grazie alle attività filantropiche e agli investimenti nelle nuove forme di sviluppo circolare.

Gli investimenti nell’economia circolare

L’incontro odierno giunge a un anno dall’annuncio del “Piano di Impresa 2018-2021”. Un progetto che ha sistematizzato e fornito una visione unitaria e di nuovo impulso alle attività “impattanti” di Intesa Sanpaolo. L’economia circolare, uno dei temi del simposio odierno, è un modello economico che slega lo sviluppo dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili. Ridisegnando così il sistema produttivo. E Intesa Sanpaolo è stata riconosciuta, anche durante il World Economic Forum di Davos, tra le banche più sostenibili al mondo.

I relatori

Variegato il contributo delle personalità presenti: dal moderatore Bruno Vespa a Roberto Bolle, Livia Pomodoro, Vincenzo Boccia, Mariella Enoc (Ospedale Pediatrico Bambin Gesù), Ferruccio De Bortoli, Giuseppe Parma (Banco Alimentare Onlus) e Marco Magnifico (Fai). Oltre che naturalmente al gotha di Intesa Sanpaolo: il Ceo Carlo Messina, il presidete Gian Maria Gros-Pietro, Michele Coppola (direttore Arte, Cultura e Beni Storici), Marco Morganti (direzione Impact) e il presidente Emerito Giovanni Bazoli.

Il tocco internazionale è invece stato dato da Mona Mourshed, presidente e ceo del progetto Generation, Andrew Morlet, ceo della Ellen MacArthur Foundatione e da Rob Kapito, presidente di BlackRock. Presenza quest’ultima di cui si aveva avuto il sentore a Davos.

Rob Kapito di BlackRock

Il presidente di BlackRock ha insistito sul concetto di “innovazione perpetua”, sulla capacità di attrarre e mantenere i migliori talenti. E ha dichiarato che “Siamo fieri dei progressi fatti da intesa Sanpaolo nella leadership globale, non solo in Italia”. Ha poi parlato di sostenibilità e Esg, annoverati fra i motori della crescita e della competitività. E’ il tema caldo dell’ultimo Wef a Davos, che ancora riecheggia. Kapito ha poi fatto riferimento ad una ricerca di Deloitte secondo cui il 73% degli intervistati dice che se l’impresa ha una qualche forma di impatto sociale positivo, i profitti aumentano.

Investire in formazione

Il gruppo ha avviato una collaborazione con Generation, l’iniziativa globale non profit creata da McKinsey & Company nel 2015 con l’obiettivo di contribuire a ridurre il fenomeno della disoccupazione giovanile. Il progetto sarà uno dei primi realizzati da Intesa Sanpaolo per sostenere la formazione giovanile ed è finalizzato a formare circa 5 mila giovani nei prossimi 3 anni e ad accompagnarli nel mondo del lavoro con un approccio pragmatico. Ossia che mette in relazione la domanda di competenze, le professionalità richieste dalle imprese e le aree geografiche che presentano un elevato numero di disoccupati.

L’aumento dell’accesso al credito

Altro tema affrontato nel corso dell’incontro è quello dell’ampliamento dell’accesso al credito, che Intesa Sanpaolo ha sviluppato nel proprio modello di business grazie all’esperienza di Banca Prossima per il mondo non profit. Il Fund for Impact, il fondo di impatto che destina 250 milioni di euro (lo 0,50% del patrimonio netto), nasce per garantire l’erogazione di prestiti per 1,25 miliardi di euro alle categorie con minore accesso al credito. Quindi: studenti universitari, ricercatori, nuova imprenditoria ovvero startup e imprenditrici donne.

“Per Merito”

Proprio gli studenti universitari sono i destinatari della prima iniziativa in Italia del programma Impact di Intesa Sanpaolo. Dal 25 febbraio 2019 si avvia il prestito “per Merito”, un finanziamento accessibile e senza garanzie rivolto a oltre 1,6 milioni di studenti universitari in Italia.

C’è stato un grande scambio di idee, in piazza Belgioioso a Milano. Ogni relatore ha portato la propria esperienza e si è fatto il punto di quanto fatto e di quanto si farà. Perché, come dice Rob Kapito, “il profitto non è incompatibile con lo scopo”.

Siamo convinti che lo sviluppo di un’economia è intimamente legato ai livelli di educazione, in particolare delle generazioni più giovani, alla coesione sociale, alle dinamiche circolari del ciclo produttivo. Un contesto globale più incerto e frammentato spinge le comunità a guardare alle imprese private affinché queste si facciano carico delle sfide sociali oltre che economiche. [...] Creare le condizioni per generare nuova occupazione è la priorità per il rilancio del nostro Paese
BY Carlo Messina
Courtesy Intesa Sanpaolo
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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