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Parametri Esg, gli asset manager italiani li sottovalutano

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Redazione We Wealth
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06 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 56% dei gestori tiene conto dei parametri Esg nel processo di valutazione delle imprese solo marginalmente

  • Una soluzione potrebbe essere la predisposizione di un set informativo sui temi Esg

  • “I risultati della ricerca evidenziano che c’è ancora molto da fare e che solo alcuni asset manager si sono strutturati con team dedicati”, dichiara Andrea Vismara di Equita

Secondo uno studio di Equita sulle strategie di investimento dei principali asset manager attivi in Italia, un’inclusione universale della sostenibilità nei processi di valutazione della aziende è ancora una chimera. I parametri Esg sono sottovalutati dal 24% dei gestori intervistati

Sebbene la sostenibilità ondeggi nell’occhio del ciclone, gli investitori italiani fanno ancora fatica a includerla nei processi di valutazione delle aziende. A presentare un’analisi sulle strategie dei principali asset manager attivi nel Belpaese è Equita, investment bank indipendente, che ha sottoposto un questionario a circa 30 gestori con l’obiettivo di analizzare le difficoltà operative riscontrate dalle case d’investimento e di identificare le possibili soluzioni per una più elevata diffusione dei fattori Esg.

Secondo lo studio, il 24% dei rispondenti non considera i fattori Esg e il 56% lo fa solo in maniera marginale. Inoltre, solo il 20% dei gestori dichiara che la propria casa d’investimento disponga di un team interno per l’analisi dei parametri Esg, usufruendo piuttosto dei dati forniti dalle agenzie di rating (36%) o non utilizzando affatto una determinata metodologia di analisi (44%).

“I risultati della ricerca evidenziano che c’è ancora molto da fare e che solo alcuni asset manager si sono strutturati con team dedicati alla valutazione della sostenibilità delle aziende – commenta infatti Andrea Vismara, amministratore delegato di Equita – La predisposizione di set informativi sintetici, standardizzati e di facile consultazione da parte delle società investibili aiuterebbe sensibilmente gli asset manager nel processo di selezione degli investimenti, velocizzando l’incorporazione della sostenibilità e dei fattori Esg nel processo di valutazione”.

A tal proposito, la necessità di un set informativo sulle tematiche Esg sarebbe percepita sia dalle large cap che dalle small cap, ma soprattutto dalle società già dotate di rating Esg: di queste, l’84% lo ritiene abbastanza o molto utile.

Inoltre, la ricerca rivela che i tre fattori Esg (environment, social, governance) godono di un grado di considerazione elevato indistintamente, compresi gli aspetti sociali che emergono come i più difficili da valorizzare (secondo uno studio condotto da Equita e l’Alta scuola impresa e società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore lo scorso settembre). Infine, la maggior parte dei gestori intervistati vedrebbe con favore la costruzione di linee guida sulla rendicontazione Esg disegnate ad-hoc per le piccole e medie imprese. Un fattore che risponderebbe all’esigenza di standardizzazione dei dati e delle documentazioni da parte del mercato.

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