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Orologi, le performance del mercato vintage

Orologi, le performance del mercato vintage

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Claudia Tani
Claudia Tani

08 Maggio 2020
Tempo di lettura: 5 min
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La performance del mercato degli orologi vintage è esplosa negli ultimi anni anche in virtù del crescente interesse dei paesi asiatici ai beni di lusso. Ma non è tutto

Fornire delle cifre per il mercato del collezionismo è complesso, in quanto non esistono organi regolatori del mercato, e di conseguenza reperire le informazioni non è così semplice. Il consiglio è dunque di affidarsi agli esperti, come direbbe Aurel Bacs, l’uomo che ha venduto, per Phillips in Association with Bacs & Russo, l’orologio più costoso di sempre: il Paul Newman’s Paul Newman Rolex per quasi 18mln di dollari.

Il mercato dei “segnatempo” vintage, è esploso negli ultimi anni, anche in virtù del crescente interesse dei paesi asiatici ai beni di lusso.

Le principali case d’asta, realizzano intorno ai 10mln di euro all’anno in vendite di orologi. Rolex, Patek Philippe ed Omega, in quest’ordine, rappresentano due terzi delle vendite totali.

Peculiarità interessante del mercato asiatico è la grandissima percentuale di millenials che s’interessano agli orologi da collezione, a conferma della capacità degli orologi di passare di generazione in generazione.

L’Europa, sia dal punto di vista collezionisti che retail, si conferma un mercato stabile. Il consumo di beni di lusso non ha mai avuto cali o aumenti troppo marcati, al di là di periodi di gravi crisi economiche o incertezze globali.

Il picco di aumenti nelle valutazioni e nei realizzi si è avuto tra il 2012 e il 2014 quando il continente, in ripresa dalla crisi del 2008, ha iniziato ad interessarsi al settore con maggiore intensità.

Dati utili si possono reperire sul sito “collectorsquare.com”, un database ben strutturato che propone un lux-price index, una fonte che aggrega però solo i risultati delle 5 principali case d’asta: Christie’s, Sotheby’s, Phillips, Antiquorum e Bonhams.

Questa fonte permette una sommaria idea dei volumi di crescita del prezzo di un modello o anche di una referenza.

Mercato vintage degli orologi: è febbre da Rolex

Comprare negli anni ’70 un Rolex Oyster Cosmograph per 345 dollari, che all’epoca corrispondeva al valore di un mese di stipendio e scoprire poi, quarant’anni dopo che ne vale 700mila è proprio una bella sorpresa. È successo a un uomo nel Nord Dakota che ha partecipato alla serie PBS “Antiques Roadshow”, un popolare programma che attraversa l’America “alla ricerca dei tesori nascosti” a cui rivolgersi per far valutare agli esperti di PBS. L’orologio non era mai stato usato ed era rimasto chiuso per tutti questi anni in un cassetto.

Del resto un Rolex Daytona nel 1968 aveva un prezzo che corrispondeva mediamente a 4 volte lo stipendio mensile di un impiegato statale. Oggi invece per comprarne uno di nuova produzione, il rapporto è di 8 mensilità.

Da qualche anno, comprare un orologio sportivo nuovo di Rolex, è diventato per molti una caccia al tesoro. Dinamica che prima valeva solo per alcuni modelli e che da poco tempo vale anche per un best seller come il Submariner, che è sempre stato uno degli orologi della prestigiosa Maison più disponibili presso i concessionari. Presentato nel 1954, dopo aver superato un test negli abissi del mare da Auguste Piccard, è diventato ben presto una leggenda. Indossato da James Bond in Licenza di Uccidere, ha presto goduto di ampia visibilità. Nei decenni poche modifiche sono state apportate al design. Probabilmente questo, più che i miglioramenti tecnici, ne ha fatto un’icona di successo rendendolo l’oggetto desiderato di molti.

“La storia sino ad ora ci ha insegnato che anche in periodi di magra questo orologio Rolex, ha sempre mantenuto il proprio valore o comunque non è mai andato al di sotto del prezzo di acquisto. Sempre per questi motivi, non è detto che la politica di Rolex sulla distribuzione degli orologi attualmente in produzione possa mutare a fronte di particolari eventi che comportino una diminuzione della domanda”, secondo Umberto Verga, titolare di Verga Orologi e di Verga Vintage.

Valutazione di un orologio maschile da collezione

Uno degli aspetti fondamentali dell’orologeria maschile sono le complicazioni: si definiscono così tutte quelle funzioni presenti aggiuntive rispetto alla misurazione del tempo e che definiscono la complessità costruttiva dell’orologio. Ci sono tanti tipi di complicazioni, ben protette da brevetti.

L’orologeria maschile è un mondo fatto di precisione e dettagli. Ogni orologio è definito da una referenza e da un numero seriale.

Anche due modelli simili possono cambiare radicalmente valore e importanza in base alla referenza, cioè il numero che lo contraddistingue definendo modello e anno di produzione. Ciò permette di identificare la cassa e controllarne la corrispondenza con il relativo quadrante al fine di scoprire falsi o rimaneggiamenti. Va detto che non sempre è un riferimento affidabile. Dipende dal brand.

Per fare degli esempi, Rolex ed Omega incidono sempre chiaramente la referenza su ogni loro modello.

Patek Philippe, Audemars Piguet o Cartier invece non sempre la incidono. Quasi a non voler dare la sensazione di “produzione seriale”, ma piuttosto di unicità ed esclusività, collocandosi nel segmento “lusso di alta gamma”.

Quindi nella definizione del prezzo incidono: valore del marchio, rarità della referenza  appartenenza a una serie limitata, reperibilità dell’oggetto, tipologia del quadrante, particolarità meccaniche.

Il numero seriale identifica la data di produzione, Di nuovo, con precisione più o meno esatta in base alle scelte dei vari brand e alle epoche in cui gli orologi sono stati prodotti.

Di fondamentale importanza nella valutazione degli orologi da collezione è il riconoscimento dei falsi. Il miglior strumento è l’esperienza.

La valutazione non può essere puramente oggettiva o dipendere dal materiale impiegato. Un orologio in acciaio può valere di più del corrispettivo in oro.

Le componenti che entrano in gioco sono tante, fino ad arrivare alla presenza stessa della scatola e documentazione originale che arriva ad aumentarne il valore fino al 20 o 30%.

Tutto ciò senza dimenticare che il valore di un “segnatempo” è indissolubilmente legato alla storia che racconta. Tutto ciò richiede dunque conoscenza ma soprattutto passione.

Photo Courtesy Alfredo Paramico. Coppia di Rolex Daytona ref. 6270
Claudia Tani
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