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Il mandato all’incasso nella compravendita di opere d’arte

Il mandato all’incasso nella compravendita di opere d’arte

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Elio Macchia
Elio Macchia

13 Agosto 2019
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Opere d’arte e fiduciaria: il caso di un cliente che intendeva effettuare con il massimo di riservatezza la cessione all’estero di un’opera d’arte. La fiduciaria ha gestito anche il rapporto con la casa d’aste

La mia personale esperienza nel mondo fiduciario mi induce a ritenere che i clienti si rivolgono a una società fiduciaria al fine di diversificare il proprio patrimonio finanziario. Cosicché accade che, in presenza di determinati investimenti mobiliari effettuati presso banche nazionali, le persone decidono di dirottare una parte della propria liquidità e/o valori mobiliari presso istituti bancari esteri. A causa della complessità della normativa fiscale italiana e anche per non incorrere in delle responsabilità personali fiscali, ci si rivolge a una società fiduciaria affinché svolga la propria attività di sostituto d’imposta.

In tal modo eventuali errori di calcolo e/o di versamento delle imposte saranno attribuibili alla società fiduciaria (il ricorso a una società estera per produrre documentazione inerente agli adempimenti fiscali italiani è una opzione a volte esercitata, ma dalle conseguenze incerte per il cliente). Il ricorso alla fiduciaria, inoltre, trova giustificazione anche nella possibilità di effettuare il consolidato fiscale sulla posizione del cliente (argomento già trattato su questa rivista).

La fiduciaria non svolge solo un ruolo di sostituto d’imposta, ma può fornire ulteriori servizi volti a soddisfare le diverse esigenze del cliente. Può assisterlo, ad esempio, in una fase di pianificazione successoria, nell’adempimento di un patto di famiglia, nell’ambito della vendita delle partecipazioni della propria società, nell’amministrazione dei beni esistenti all’estero ancorché intestati direttamente al cliente.

La società fiduciaria si sta evolvendo sempre più verso una concezione di family office. Nell’ambito di questo nuovo scenario abbiamo assistito un nostro cliente nell’incasso e nella gestione della liquidità derivante da una vendita all’estero di un’opera d’arte. Il nostro cliente era proprietario di un quadro di un certo valore detenuto in Italia e ha maturato l’idea di venderlo prendendo contatto con una casa d’aste. Il cliente, quindi, ha direttamente valutato, accettato e programmato tutte le fasi relative alla messa in vendita del bene.

Il fiduciante si è rivolto alla fiduciaria domandando una soluzione per poter incassare la somma derivante dalla vendita in modo riservato. La soluzione che abbiamo prospettato al cliente è stata quella di sottoscrivere un mandato all’incasso. Con la sottoscrizione del mandato, il fiduciante invitava la fiduciaria a prendere contatto con la casa d’aste al fine di concordare le modalità di trasferimento del corrispettivo derivante dalla vendita. Tali somme dovevano essere versate sul conto corrente già in essere presso una banca estera il cui rapporto era intestato alla fiduciaria per conto dello stesso fiduciante.

La particolarità del bene ha comportato un’attività di controllo preliminare da parte della fiduciaria. Ai fini antiriciclaggio non abbiamo avuto alcun problema in quanto il cliente era già nostro fiduciante. Par quanto riguarda, invece, il bene oggetto della vendita sono state effettuate tutte quelle operazioni necessarie per comprendere se ci potesse essere una violazione alla normativa del Codice dei Beni culturali.

La fiduciaria, quindi, ha provveduto ad accreditarsi presso la casa d’aste presentando la documentazione societaria, una dichiarazione in cui abbiamo dichiarato il titolare effettivo dell’operazione e ponendo in evidenza il fatto che eravamo un intermediario finanziario iscritto all’albo 106Tub della sezione separata delle società fiduciarie. Con il riconoscimento presso la casa d’aste, quest’ultima ha provveduto a inoltrare il ricavato della vendita sul rapporto bancario indicato. L’intera operazione si è svolta nel massimo della riservatezza e secondo le volontà del fiduciante.

Elio Macchia
Elio Macchia
Dopo aver prestato la propria attività professionale in uno studio tributario internazionale ha collaborato con Unione Fiduciaria S.p.A. nell’ambito della pianificazione successoria e degli strumenti di protezione del patrimonio. Dal 2016 è legal counsel nella società fiduciaria Crossfid S.p.A. e amministratore delegato di una Trust Company Italiana.
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