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Il guerriero di Basquiat alla conquista dell'Asia

Il guerriero di Basquiat alla conquista dell'Asia

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Wanda Rotelli
Wanda Rotelli

25 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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Opera assai potente di Basquiat, Warrior, sarà in vendita il 23 marzo da Christie’s a HK, nell’ambito di We Are All Warriors – The Basquiat Auction – asta di un unico lotto. Il quadro fa parte della produzione più ricercata dai collezionisti dell’artista e potrebbe diventare l’opera d’arte occidentale più costosa mai offerta in Asia

Opera assai potente di Basquiat, Warrior, sarà in vendita il 23 marzo da Christie’s a HK, nell’ambito di We Are All Warriors – The Basquiat Auction – asta di un unico lotto. Stimato HK $ 240.000.000-320.000.000 / US $ 31.000.000-41.000.000, il quadro fa parte della produzione più ricercata dai collezionisti dell’artista e potrebbe diventare l’opera d’arte occidentale più costosa mai offerta in Asia.

Il venditore, un collezionista americano, ha acquistato il dipinto nel 2012 da Sotheby’s a Londra per 5,5 milioni di sterline (con commissioni), aggiudicazione che appare un ottimo investimento. Warrior è datato 1982, al vertice della creatività di Jean-Michel e appartiene alla serie di grandi lavori su tavola realizzati nel 1981-82, tra i quali, alcuni ricorderanno, La Hara e Irony of Negro Policeman. Ma sono le parole dello stesso Basquiat le più efficaci quando riassume ciò che con i Warrior si proponeva di dipingere: “la regalità, l’eroismo e la strada”.

È un’opera che urla contro la disuguaglianza e l’’emarginazione. Il soggetto è forte e Basquiat lo rappresenta con grande efficacia. Dipinto con acrilico, olio e vernice spray su un pannello di legno, Warrior raffigura l’immagine di un potente guerriero a figura intera, che brandisce una spada d’argento. Gli occhi penetranti del personaggio, uno di colore rosso, l’altro color arancio-sangue, sfidano lo sguardo dello spettatore. È un’opera che celebra una nuova generazione di artisti, atleti, musicisti e protagonisti del mondo dei diritti civili contemporanei, tutti insieme guerrieri al fianco di Basquiat. Cristian Albu, co-responsabile Europa di arte contemporanea di Christie’s, riassume così la sua impressione sul quadro: “vedi qui la rabbia, vedi la vita di strada quotidiana”.

Il lavoro è stato esposto per la prima volta alla Akira Ikeda Gallery, Tokyo, nel 1983, il che rende quasi automatico il suo essere proposto in asta in Asia, quasi una sorta di ritorno a casa. Warrior tuttavia in questi anni ha girato il mondo ed è stato esposto in mostre a Parigi, Vienna e Milano. Il guerriero che si sta avvicinando alla data dell’asta compare in tutte le principali pubblicazioni dedicate a Basquiat e campeggiava tra i pezzi forti anche nella mostra del 2019 dedicata a Jean-Michel Basquiat dalla Brant Foundation Art Study Center di New York.

Spettacolare l’ascesa dell’artista al successo internazionale, il suo segno e i suoi graffiti sono ormai un marchio, e Warrior risale all’anno di esordio di Basquiat, anno clou perché ottiene la sua prima personale da Nosei a New York e l’invito a partecipare a Documenta 7 – Kassel, tra i giovani artisti. Nel “lontano” 2017 fecero scalpore gli oltre 110 milioni di dollari pagati per il grande, magnifico teschio Untitled – quasi quadrato – del 1982, già proveniente da Annina Nosei, sua prima gallerista. L’acquirente, come è noto, era Mr. Yusaku Maezawa, dal Giappone. Continua il flusso artistico Occidente-Oriente e viceversa.

Wanda Rotelli
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