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Diamanti fancy: i rossi, i viola, i rosa e i brown

Diamanti fancy: i rossi, i viola, i rosa e i brown

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Cristina Grossi
Cristina Grossi

14 Marzo 2020
Tempo di lettura: 7 min
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Continua il viaggio nel caleidoscopio dei diamanti colorati, i “fancy” rossi, viola rosa e brown. Accomunati da…

Nell’ambito dei diamanti colorati (cd. “fancy”), il diamante rosso, il diamante viola, il diamante rosa e il diamante marroni sono accomunati dall’origine della loro colorazione. A differenza degli altri diamanti fancy, queste tonalità sono, in gran parte, riconducibili ad una distorsione plastica nella struttura cristallina del diamante.

Attualmente, la maggiore quantità di diamanti rosa e marroni proviene dalla miniera di Argyle, in Australia (la cui attività estrattiva sarà conclusa alla fine del 2020) ma una restante parte di diamanti rosa e viola proviene anche dai giacimenti in Brasile, in Sudafrica e in Russia. Se tali diamanti sono accomunati dall’origine del colore, non lo sono affatto per quanto riguarda la rarità e, quindi, il valore. I rarissimi diamanti rossi hanno un valore che varia tra centinaia di migliaia e milioni di dollari per carato mentre i diamanti brown variano tra centinaia e poche migliaia di dollari al carato. Il tutto passando per i diamanti rosa e viola i cui valori variano tra decine di migliaia e centinaia di migliaia di dollari al carato.

Tali valori sono poco condizionati dal grado di purezza della gemma (contrariamente a quanto avviene per i diamanti incolori) ma subiscono notevoli oscillazioni in base al giudizio sul colore, ossia alla presenza o meno di un colore secondario (sfumatura) ed alla tonalità e saturazione del colore stesso secondo la scala elaborata dal GIA ((fancy light, fancy, fancy intense, fancy vivid, fancy deep, fancy dark). Trattandosi di processi naturali, il colore raramente è “puro”, privo di sfumature; tra le sfumature, vi sono quelle piu gradevoli (ad es. rosata) e quelle meno (ad es. brunastra). Per quanto riguarda la tonalità e la saturazione, i gradi piu apprezzati sono generalmente “vivid” e “intense” ma molto dipende anche dal colore a cui sono associati: il rosa piu raro e prezioso è di grado “vivid” mentre per il blu piu apprezzato è il “deep”. Il diamante rosso è limitato al solo grado “fancy” in quanto si presenta in un range limitato di tono e saturazione.

Diamanti fancy, i rossi

Il Moussaieff Rosso

Il diamante rosso è talmente raro che si conosce l’esistenza di pochissimi esemplari (circa trenta). Basti pensare che il piu grande diamante rosso conosciuto al mondo, il Moussaieff Rosso,con il suo meraviglioso taglio trillion (triangolare), ha un peso di “soli” 5,11 carati (pari a 1,02 grammi) che è relativamente piccolo rispetto ad altri famosi diamanti fancy che raggiungono, e a volte superano, i 100 carati. Il ritrovamento di questo diamante è attribuito ad un contadino brasiliano verso la metà degli anni novanta. E’ stato acquistato e tagliato dalla società “William Goldberg Diamond“, che gli diede il nome di “Scudo Rosso” e lo vendette alla “Moussaieff Jewelers“, che gli diede l’attuale nome. Trattandosi di una pietra unica ed estremamente preziosa, il suo valore è inestimabile.

Il Kazanjian Red

In ordine di grandezza, seguono, il Kazanjian Red(5.05 carati) e il DeYoung Red (5.03 carati) che hanno entrambi una storia affascinante. Il primo fu scoperto in Sudafrica nel 1920 ed il grezzo, di colore nero e dal peso di 35 carati, era destinato al settore industriale; fu, pertanto, acquistato per soli 8 pound al carato. Il fortunato acquirente, anziché rivenderlo per tale uso, la inviò ad Amsterdam affinchè fosse tagliato. Nell’esecuzione della prima sezione di taglio, gli esperti fratelli Goudvis notarono un insolito colore brunastro. Procedettero, pertanto, con estrema cautela ottenendo, alla fine del procedimento, un meraviglioso diamante rosso con taglio smeraldo quadrato del peso di 5,05 carati. Durante la seconda guerra mondiale, fu confiscato dai nazisti e, successivamente, fu oggetto di vari passaggi di proprietà fino ad arrivare all’attuale proprietaria, la società californiana Kazanjian Bros., che, attraverso l’omonima fondazione, espone questo splendido esemplare in giro per il mondo utilizzando i proventi per finanziare iniziative umanitarie a favore di bambini svantaggiati.

Il DeYoung Red Diamond

Il DeYoung Red Diamond (5.03 carati) è stato inizialmente scambiato per un “granato” (gemma di modestissimo valore) e come tale venduto in un mercatino delle pulci al gioielliere Sydney DeYoung, alla fine degli anni ’30. Nonostante l’ingannevole colorazione rossa brunastra molto simile a quella del granato, Mr. DeYoung fu insospettito dall’anomala brillantezza e ne scoprì l’immenso tesoro. Nel 1986, alla sua morte e per sua volontà, il diamante è stato donato allo Smithsonian Institute di Washington dove si trova tutt’ora custodito.

Tutti i restanti esemplari di diamanti rossi appartengono a privati e quelli con carature notevolmente ridotte sono stati oggetto di aste milionarie.

L’Argyle Everglow

Ogni anno, la Rio Tinto Group, titolare dei diritti di estrazione della miniera di Argyle, organizza l’”Argyle Pink Diamonds Tender”, un evento “by-invitation-only” rivolto ai più importanti commercianti e collezionisti in cui vengono mostrati (e venduti a prezzi sconosciuti) i diamanti fancy più preziosi estratti nel medesimo periodo. Nel 2017, sono stati presentati 58 diamanti del peso complessivo di 49.39 carati e, tra questi, vi erano i 5 meravigliosi “hero diamonds”: 2 rossi (rispettivamente, 2.11 e 1.14 carati), uno rosa (1.50 carati), uno viola/rosa (2.42 carati) e uno viola/grigio (0.91 carati). Tra questi, l’Argyle Everglow, il più grande diamante rosso (2.11 carati) estratto dalla miniera di Argyle dalla sua apertura, nel 1984.

Si tratta di uno splendido esemplare dal taglio rettangolare, con purezza VS2, il cui valore resta sconosciuto in quanto oggetto di trattativa privata. I diamanti rossi, infatti, compaiono molto raramente nelle aste pubbliche e, quando questo accade, i prezzi di aggiudicazione sono incredibilmente alti; nel 2014, un diamante rosso taglio a cuore da 2.09 carati (7.85mm x 8.02 mm), montato su un anello prodotto dalla Moussaieff Jewelers è stato venduto in asta ad Hong Kong per la cifra record di 5.1 milioni di dollari (2.44 milioni di dollari per carato). Non è da tralasciare la considerazione che questo prezzo impressionante è stato pagato per un diamante con un grado di purezza SI2, il più basso della scala, tra le inclusioni rilevabili con la lente 10X; questo ad ulteriore e definitiva conferma che, nella valutazione dei diamanti fancy, il grado di purezza è elemento assolutamente trascurabile rispetto al colore mentre, per i diamanti incolori, purezza e colore hanno la medesima rilevanza.

Il “Purple Orchid”, 3.37 carati, tagliato a cuscino, grado di colore “Fancy intense” e grado di purezza “VS2”. Apparso in pubblico nel 2014, alla Hong Kong Jewellery & Gems Fair. Il prezzo? 4 milioni di dollari

I diamanti fancy viola

Il diamante viola riconducibile a questo gruppo in relazione alla causa di colore, è il viola rossastro (“purple”) quello in cui la componente blu e la componente rossa sono parimenti presenti; escludiamo, pertanto, da tale gruppo il diamante viola bluastro o viola grigiastro (“violet”) che è invece riconducile, in quanto all’origine della colorazione, al gruppo dei diamanti blu e grigi. I rarissimi diamanti viola provengono principalmente dall’Australia e dalla Russia.

Il piu grande diamante viola conosciuto è il Royal Purple Heart (proveniente dalla Russia), un diamante viola taglio a cuore da 7.34 carati, di colore “fancy vivid purple” e purezza I1 (inclusioni visibili ad occhio nudo). Il valore è inestimabile e il proprietario ignoto. Un altro meraviglioso esemplare, la cui storia è avvolta nel mistero, è il diamante viola “Supreme Purple Star”. Nel 2002, JD Boles, direttore generale del British Gemological Institute, ha raccontato alla stampa inglese di avere ricevuto, per mezzo degli avvocati dell’anonimo proprietario, “l’oggetto di maggiore valore esistente sulla terra”, un  meraviglioso diamante viola intenso che diventa cremisi quando viene ruotato nella luce. Si tratta dell’unico diamante al mondo con questa caratteristica ed il suo valore è, pertanto, inestimabile. Lo ha nominato “Supreme Purple Star” e non ha fornito ulteriori informazioni salvo precisare che la caratura risulta nell’intervallo tra due e cinque carati.

Un altro famoso diamante viola di cui, invece, sono state rivelate tutte le caratteristiche è il “Purple Orchid”, uno splendido esemplare da 3.37 carati, tagliato a cuscino, con grado di colore “Fancy intense” e grado di purezza “VS2”. E’ stato mostrato per la prima volta al pubblico nel 2014, alla Hong Kong Jewellery & Gems Fair dall’attuale proprietaria Leibish & Co, con una richiesta di prezzo pari a 4 milioni di dollari.

Il Pink Star, il più grande diamante rosa “fancy vivid” conosciuto al mondo (59.60 carati). Esso è frutto di due anni di lavoro dei gemmologi della Steinmez Diamond Group i quali hanno realizzato il taglio partendo dal grezzo da 132.5 carati estratto in Botswana nel 1999. La pietra detiene il record di incasso di 71,2 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per una gemma ad oggi

I fancy rosa

I diamanti rosa sono numericamente meno rari dei diamanti rossi, arancioni, viola, blu e verdi ma il 90% meno di 1 carato e la metà hanno una saturazione di colore molto bassa (Faint, Very Light, or Light): un diamante rosa di dimensioni importanti e con una buona saturazione resta una gemma estremamente rara.

Il Pink Star, il più grande diamante rosa “fancy vivid” conosciuto al mondo (59.60 carati), è frutto di due anni di lavoro dei gemmologi della Steinmez Diamond Group che hanno realizzato il taglio partendo dal grezzo da 132.5 carati estratto in Botswana nel 1999.

Nel 2013, è stato battuto all’asta da Sotheby’s a Ginevra per la cifra record di 83 milioni di dollari ma il compratore non saldò il prezzo e, quindi, nel 2017 fu rimesso all’asta da Sotheby’s a Hong Kong, con una base di 56 milioni di dollari. In tale occasione, fu aggiudicato, in soli 5 minuti dall’inizio delle offerte, al prezzo di 71,2 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per una gemma.

Il Pink Legacy

Tale record si riferisce, però, al valore assoluto in quanto il prezzo al carato pagato per il Pink Star risulta inferiore rispetto ad altri bellissimi esemplari: il Pink Legacy, un diamante rosa “vivid” da 18,96 carati aggiudicato ad Harry Winston, nel 2018, al prezzo di 2.65 milioni di dollari per carato e il Pink Promise, un altro diamante rosa “vivid” da 14,93 ct venduto, nel 2017, a 2.13 milioni per carato. Nel 2013, questo meraviglioso diamante, che pesava 16.10 carati ed aveva il grado di colore “intense”, era stato acquistato da Stephen Silver, Gemmologo e A.D. della Stephene Silver Fine Jewelry. Mr Silver ebbe l’”ardire” di ritagliarlo, perdendo ben 1.17 carati, ma ottenne un miglioramento nel grado di colore (da “intense” a “vivid”) e un prezzo di vendita di 31.861.000 dollari.

Pink Promise

Una storia analoga riguarda il Graff Pink, un altro splendido diamante rosa “vivid” da 23.88 carati, con taglio a smeraldo. Nel 2010, il noto gioielliere Laurence Graff , dopo esserselo aggiudicato per la cifra record di 46 milioni di dollari, ebbe il coraggio di ritagliarlo (portandolo dagli inziali 24.78 carati agli attuali 23.88 carati) “scommettendo” ed ottenendo un miglioramento nel colore (che passò dal grado “intense” al grado “vivid”) e nella purezza (che passò dal grado “VVS2” al massimo grado, “IF”). Da allora è noto con il nome “Graff Pink”.

I diamanti fancy brown

Fino agli anni ’80, i diamanti marroni (cd. “brown”) venivano utilizzati solo come abrasivi industriali in quanto non raggiungevano gli standard stabiliti dalla De Beers per l’uso gemmologico. Alla fine degli anni ’80, la Rio Tinto Group, titolare dei diritti di estrazione del giacimento di Argyle (che produce la maggior parte dei diamanti brown in commercio), smise di venderli alla DeBeers come diamanti per uso industriale e iniziò ad inviarli in India dove, grazie alla manifattura a basso costo, ottenne un prodotto ad uso gemmologico molto bello e relativamente economico. Contemporaneamente, avviò un’importante campagna di marketing attribuendo ai diamanti brown nomi commerciali molto affascinati come “cognac” (per la colorazione marrone rossastra o marrone aranciata), “champagne” (per la colorazione marrone chiaro dorato) e “chocolate” (per la colorazione marrone priva di sfumature). Ebbe così inizio il loro utilizzo anche in gioielleria, il cui attuale successo è riconducibile alla meravigliosa opportunità di beneficiare della brillantezza di un diamante a prezzi decisamente competitivi.

I diamanti rossi, viola, rosa e brown: conclusioni

Dal diamante rosso e al diamante brown, da milioni di dollari al carato a poche centinaia di dollari al carato. Dal punto di vista chimico, fisico e ottico sono sempre diamanti: quale è la differenza? Senza dubbio la rarità ma vi è anche un altro, indiscutibile, elemento: il marketing. Conosciamo relativamente pochi diamanti fancy di straordinaria bellezza e di valore inestimabile ma ci sono, in commercio, anche diamanti rosa o viola con una bassa saturazione, con sfumature brunastre o grigiastre per i quali sono, in ogni caso, richiesti prezzi esorbitanti. Se ha sicuramente senso investire qualche milione di dollari in diamanti fancy di rara bellezza, occorre chiedersi se ha altrettanto senso spendere decine di migliaia di dollari per diamanti fancy piccoli e di colore poco gradevole. La scelta dovrebbe essere dettata unicamente dal gusto personale e/o dall’emozione che quella particolare gemma ci trasmette, non dal “nome” del colore riportato sul certificato. Non dimentichiamo che il diamante rosso DeYoung (il terzo piu grande del mondo), a causa della sua sfumatura brunastra, per lungo tempo è stato scambiato per un granato…

 

Cristina Grossi
Cristina Grossi
Cristina Grossi, è una gemmologa e un’imprenditrice, titolare dell’omonimo marchio di gioielleria. Dopo 15 anni di attività come Avvocato, sospende la professione e frequenta i corsi di gemmologia presso l’Istituto Gemmologico Italiano dove consegue il relativo diploma e, successivamente, il diploma FEEG (Federation for European Education in Gemmology), unico Diploma Gemmologico riconosciuto in tutto il mondo. Oggi produce una linea di gioielli caratterizzata dalla varietà ed altissima qualità delle gemme utilizzate e dalla manifattura esclusivamente italiana.
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