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Borgo Egnazia, il lusso estremo della sostenibilità

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Uno dei poli dell’eccellenza italiana in fatto di ospitalità e benessere è Borgo Egnazia, fusione armonica di lusso e sostenibilità. Ne sanno qualcosa Madonna e Justin Timberlake

29 candide ville da 250 mq con piscina privata, casette indipendenti, camere, ristoranti di cui uno stellato, bar, campo da golf, acqua blu cristallina. E poi spazio, luce e azzurro a cascata. È Borgo Egnazia, Savelletri di Fasano, quintessenza dello spirito asciutto e gaudente della Puglia e della Valle d’Itria.

Lo sa bene Madonna, che negli ultimi anni ci è tornata più volte. Lo sanno Justin Timberlake e Jessica Biel, che vi hanno celebrato le nozze. È quel fascino scarno, eppure pieno d’infinito della Puglia: ti svuota e ti riempie, e non puoi fare a meno di tornarvi.

Il relais è stato inaugurato nel maggio del 2010 ad opera della famiglia Melpignano. Nessuno poteva immaginare che un decennio dopo sarebbe giunto l’anno nero del turismo globale.

Solo per citare qualche numero: Bankitalia stima che a marzo 2020, per la prima volta dall’inizio della serie storica nel 1995, la bilancia turistica del Paese è risultata in disavanzo (-100 milioni di euro). L’emergenza sanitaria ha fatto addirittura interrompere nel mese di marzo la rilevazione campionaria sul turismo internazionale dell’Italia.

Ma realtà come Borgo Egnazia sono uno dei punti cardinali dell’ospitalità di elevatissimo rango in Italia. Meta del turismo internazionale degli hnwi (high net worth individual).

La visione dei Melpignano è quella di “offrire agli ospiti un’esperienza impossibile da vivere altrove, basata sull’autenticità, lo spirito e le bellezze locali”. Questa filosofia ha permesso alla famiglia Melpignano di contribuire a trasformare la Puglia in una delle destinazioni più̀ ricercate e amate del mondo.

Tutto inizia nel 1996, quando la lungimiranza di Sergio e Marisa Melpignano apre la residenza privata Masseria San Domenico all’ospitalità internazionale. Il nucleo primigenio cresce negli anni, fino a includere anche le vicine Masseria Cimino, Masseria Le Carrube, San Domenico Golf (in Puglia) e San Domenico House a Londra. Nasce così, nel maggio 2010, Borgo Egnazia, di proprietà del gruppo San Domenico Hotels. Ognuna delle strutture del Borgo possiede una propria carismatica identità.

Denominatore comune della struttura sono il tufo grezzo e le pietre locali, lavorate secondo tradizione. La fusione con l’infinito dello spazio circostante dimentica ogni grado di retorica. Complice il tocco del designer Pino Brescia, il Borgo reinterpreta nelle chiavi della contemporaneità la materia millenaria della Puglia e delle sue masserie.

A Borgo Egnazia, sostenibilità vuol dire benessere. Dagli altissimi cibi alle passeggiate fra gli ulivi, ai calici di vino sorbito nelle serate estive. Vi è poi la spa Vair, che promette “esperienze poetiche create su misura”, ispirandosi alla ‘Scienza della Felicità’.  Uno dei motivi di fierezza del Borgo è sicuramente il San Domenico Golf. 18 buche a ridosso del mare, progettato dall’architetto Andy Haggar. Ogni singola buca lascia vedere il mare, fra pendii dolci, ulivi secolari e scorci dell’antichissima e florida città messapica di Egnathia, di cui scrissero anche Plinio, Strabone, Orazio.

Teresa Scarale
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