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Europa: la via da percorrere è la spesa pubblica

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

18 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • S&P global ha pubblicato il report “The Case For Bold Fiscal Stimulus In The Eurozone” con il quale stima quale potrebbe essere l’impatto degli stimoli fiscali sul pil europeo

  • L’Europa si prepara a mettere in campo 1300 miliardi euro, pari al 5,4% del pil europeo, in particolare tramite il Recovery Fund e il Sure

  • S&P global stima che il moltiplicatore fiscale a quattro anni potrebbe essere compreso tra l’1,6% e il 2%

Tra le macerie della recessione la via da percorrere per non dovere affrontare perdite strutturali all’economia è la spesa pubblica. I governi si sono già mossi, consci degli errori passati, delle mani legate delle banche centrali e sperando nel moltiplicatore fiscale

A poco più di dieci anni dalla crisi finanziaria globale  si è abbattuta sul mondo una crisi economica che ha portato il pil di molti paesi in territori mai esplorati. In Europa la ripresa è stata avviata ma ancora molto deve essere fatto. La ricetta per uscire dalla recessione tuttavia sembra opposta a quella del 2008. Dall’ortodossia di bilancio si è passati ad un approccio più eterodosso, con politiche monetarie e fiscali molto accomodanti. Si sta proseguendo per la giusta via? Il report“The Case For Bold Fiscal Stimulus In The Eurozone” di S&P Global prova a dare una risposta.

La risposta dell’Europa alla crisi

L’economia dell’Europa, messa a dura prova dall’epidemia e dalla peggiore crisi dalla seconda guerra mondiale, quest’anno si contrarrà di circa il 7,5%. Per stimolare la ripresa i governi stanno optando per una politica fiscale espansiva. In media lo scostamento fiscale sarà del 3,4% nell’eurozona, con Germania e Francia il cui pacchetto fiscale arriverà fino al 4% del pil. L’Ue ha stanziato tramite diversi programmi 1300 miliardi di euro a sostegno dei paesi membri. L’EU Next Generation Fund avrà il compito di finanziare la ripresa (750 milioni euro), mentre il SURE di attenuare i rischi di disoccupazione (100 milioni euro). In campo anche l’Esm e Bei il cui sostegno arriverà ad un massimo di 340 milioni. In totale gli aiuti stanziati dell’Ue arriveranno ad essere il 5,4% del pil. Secondo le stime di S&P global questo aumento della spesa pubblica comporterà nei prossimi due anni una crescita del 7,6% e del 8,6% in quattro anni.

 

Come saranno ripartiti gli aiuti tra i paesi membri. Fonte: S&P Global

Questione di moltiplicatore fiscale

Questo ampio sostegno è stato dettato, secondo l’analisi di S&P global, da due motivi. Il primo è l’aver capito che il consolidamento fiscale a seguito di una crisi finanziaria può portare a una ripresa economica più lenta e una perdita permanente di pil potenziale. In secondo luogo, il fatto che i tassi non possano essere tagliati molto di più di quanto sia stato già fatto. La stessa Lagarde ha riconosciuto che in questo scenario la politica fiscale ha un ruolo più decisivo di quella monetaria. Dunque si sta proseguendo per la giusta via? La risposta è sì ed anzi, date le condizioni attuali dell’economia, lo studio suggerisce che quanto più si spende oggi tanto più si avrà in cambio domani. Secondo S&P infatti, in una situazione in cui da una parte la domanda è depressa, con un’alta disoccupazione, e dall’altra i tassi sono negativi, come quella attuale europea, il moltiplicatore fiscale a quattro anni potrebbe essere compreso tra 1,6 e 2. In altri termini 100 euro spesi oggi potrebbero generare fino a 200 euro tra due bienni.

Lorenzo Magnani
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