PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Venture capital, in Europa 61 unicorni in 15 anni

Venture capital, in Europa 61 unicorni in 15 anni

Salva
Salva
Condividi
Thomas Schneider
Thomas Schneider

01 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva

Inghilterra, Germania e Francia sono i paesi in cui i fondi di venture capital investono maggiormente. L’Italia si colloca al 9° posto

Il mercato europeo del venture capital sta crescendo a un ritmo mai visto prima. Il numero di startup europee che raggiungono il club degli unicorni (società valorizzate oltre 1 miliardo di dollari) sta seguendo una crescita esponenziale e compete ora con gli altri grandi poli mondiali. Negli ultimi 15 anni, sono apparsi sul mercato europeo 61 unicorni, di cui 17 soltanto sul 2018. Tra questi, si possono citare per esempio la società tedesca Auto1, che rivende automobili sul mercato secondario dopo averle rinnovate e che ha raggiunto una valorizzazione di 3 miliardi di dollari dopo l’ultimo round condotto da Softbank, Deliveroo, società di consegna di ristoranti a domicilio, e la società inglese di cybersecurity Darktrace.

Se si guarda più nel dettaglio, tra i vari paesi Europei, l’Inghilterra, la Germania e la Francia sono i paesi dove investono principalmente i fondi di venture capital. In questo contesto, l’Italia arriva al 9° posto con investimenti che rappresentano circa il 5% degli investimenti fatti nel Regno Unito e circa 10% di quelli fatti in Francia o in Germania.

A livello settoriale, gli investimenti si dirigono principalmente sui comparti della salute, del fintech e del software. I temi principali rimangono l’intelligenza artificiale e i big data. Le società finanziare N26, Revolut e Monzo hanno raggiunto il club degli unicorni europei come Improbable o Graphcore sull’intelligenza artificiale.

Se si passa poi ad analizzare le uscite (operazione di M&A o Ipo) su società europee finanziate da fondi di venture capital, si può notare anche un’accelerazione negli ultimi 5 anni, con le Ipo di Spotify, Adyen, Avast e Farfetch o le acquisizioni di Yook Net-a-Porter da Richemont e di iZettle da PayPal. Queste operazioni molto mediatizzate hanno aumentato l’interesse degli investitori statunitensi. È aumentato fortemente anche il numero di round che hanno incluso investitori asiatici (il numero è infatti moltiplicato per 23 negli ultimi 5 anni). Questo si sta verificando anche in Italia dove, da una parte, sta avvenendo una delle più forti crescite in percentuale degli investimenti fatti nella penisola in confronto agli altri stati europei e, dall’altra parte, si sta assistendo a importanti investimenti fatti in startup italiane da parte di investitori internazionali come l’ultimo round di BrumBrum condotto da Accel e di Prima.it condotto da Blackstone e Goldman Sachs.

Nonostante questi segni positivi, anche se l’Europa è paragonabile al mercato statunitense in termine di taglia, competenze tecnologiche e umane, per ragioni storiche, l’industria del venture capital nel Vecchio continente rappresenta soltanto 1/5 dell’industria Usa in termini di capitale investito. Però, dal punto di vista degli investitori, l’Europa rappresenta oggi un’opportunità d’investimento maggiore con valorizzazioni ancora attrattive, un numero di realtà importanti e forti tassi di crescita registrati da queste società. Nei prossimi anni, riteniamo che una parte importante di questa differenza tra Usa ed Europa sarà colmata.

Fonti: Dealroom.co, 2018 report; Atomico, The state of European Tech, Pitchbook, European Venture report 2018

 

 

Thomas Schneider
Thomas Schneider
Partner di Isomer Capital, Thomas ha accumulato un’esperienza di oltre 15 anni nell’industria dell’asset management e più recentemente nello sviluppo imprenditoriale di società. Prima di raggiungere Isomer Capital, società specializzata in investimenti in venture capital, Thomas era responsabile Sud Europa di Russell Investments, uno dei più importanti gestori multi-asset al mondo. È diplomato alle università Paris Dauphine e Paris Descartes e parla italiano, francese e inglese.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Venture & Private Equity