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Ricavi e crescita del private equity battono il mercato

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Livia Caivano
Livia Caivano

23 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Secondo l’annuale analisi di Pwc sull’impatto economico del private equity in Italia, i ricavi delle società di private equity crescono in media del 5,5% all’anno mentre il benchmark di riferimento è fermo all’1,3%. Tutti i numeri nell’articolo

Le società in cui i fondi di private equity investono sul lungo termine performano meglio del mercato di appartenenza. E’ il fondamento sul quale si fonda l’industria degli investimenti di private equity e venture captal ma anche l’evidenza di un report Pwc.

Secondo un’analisi di 500 operazione di private equity condotta da Pwc in collaborazione con Aifi – e dal confronto con il report di Mediobanca “Dati cumulativi di 2.095 società italiane”, emerge che tra il 2008 e il 2018 le società di private equity sono cresciute a un ritmo più elevato rispetto al mercato italiano, sia per quanto riguarda i ricavi sia per il tasso di crescita dell’occupazione. La crescita media delle società prese in esame è infatti pari al 5,5% all’anno nel caso delle società che hanno ricevuto i finanziamenti, mentre quella delle società analoghe non investite si ferma a 1,3%. Sul fronte del tasso di crescita medio annuo dell’occupazione, è stato superiore al 5% contro un -0,1% registrato dal benchmark di riferimento. Una conferma alle strategie dei fondi di private equity, che entrano nel management al momento dell’investimento: nelle società prese in esame la componente manageriale cresce infatti del 6,4%.

Operazioni

I dati Pwc dicono che le imprese target dei fondi di venture capital sono quelle che hanno conseguito un tasso di crescita medio dei ricavi più elevato nel periodo 2008-2018, pari all’8,2%, contro l’1,4% ottenuto dal benchmark. Il campione analizzato mostra che la maggior parte delle transazioni di private equity in Italia è avvenuta al Nord (circa l’80%) – tra le regioni, la Lombardia continua ad essere l’area di maggiore interesse.

I prodotti industriali e al dettaglio e al consumo rappresentano le industrie chiave; le società Information and Communications Technology hanno attratto circa l’8% degli investimenti degli ultimi 5 anni, seguiti da energia e ambiente (6%), sanità (6%) e prodotti chimici (5%). Il sottosettore alimentare, all’interno dei prodotti industriali e delle industrie al dettaglio e al consumo, ha mostrato il tasso di crescita crescente più elevato, passando dal 2% delle transazioni nel 2014 al 15% nel 2018.

Livia Caivano
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