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Intelligenza artificiale: Italia numero uno con Leonardo

24 Giugno 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • Roberto Cingolani (IIT): “L’intelligenza artificiale non costituisce una rivoluzione, quanto una prosecuzione incrementale in atto da almeno 30 anni”

  • Oggi più che mai è diventato necessario ripensare l’Homo sapiens sapiens nell’alveo di una connessione profonda fra il naturale e l’artificiale, smettendo di ritenere in conflitto i due ambiti. L’umanità era già giunta a questa sintesi nel Rinascimento con le “wunderkammern”

  • “L’IA non toglie il lavoro, ma lo migliora. Si tratta in definitiva di tante macchine collegate ad un repositorio. Che poi è il loro unico cervello”

  • Il Drone Contest ha lo scopo ultimo di favorire la nascita nel nostro Paese di un ecosistema che coinvolga, in un intreccio virtuoso, grande impresa, atenei, pmi, spin-off e startup

Naturalia Artificialia è l’evocativo nome dato all’evento con cui Leonardo, con logica da venture capitalist, ha lanciato il “Drone Contest”, progetto che proietta l’Italia fra i numeri uno nell’intelligenza artificiale. Con la benedizione di Roberto Cingolani (presidente IIT) e dell’ex presidente della Camera Luciano Violante

Italia: un hotspot dell’intelligenza artificiale

“L’intelligenza artificiale non costituisce una rivoluzione, quanto una prosecuzione incrementale in atto da almeno 30 anni”. Con questa affermazione rivoluzionaria Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Genova) inizia il suo intervento al convegno dellInnovation Day, Crescendo. Naturalia – Artificialia di Leonardo, occasione in cui il gruppo ha lanciato il suo Drone Contest per attivare una sinergia fra le eccellenze accademiche italiane e il mondo dell’impresa. L’evento si è svolto alle Ogr di Torino nello stesso giorno di opening della Biennale delle immagini in movimento, curata da Andrea Bellini e Andrea Lissoni in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain Genève. “Cos’è l’intelligenza artificiale, come funziona, come possiamo regolarla? Ma soprattutto, sappiamo cos’è l’intelligenza naturale?”, prosegue Cingolani.

E’ solo una questione di elettricità

Una volta quantificati i valori neuro elettrici che fanno funzionare l’essere umano, “posso provare a simularlo” con la robotica. Lo scopo? Quello di sollevarci dalle operazioni più gravose e usuranti per il fisico, ad esempio. “L’IA non toglie il lavoro, ma lo migliora [chirurgia, costruzioni in condizioni estreme, anche extraplanetarie]. Si tratta in definitiva di tante macchine collegate ad un repositorio. Che poi è il loro unico cervello, quello di Avicenna”. L’unico cervello cui fa riferimento Cingolani è quello che, citando i Pink Floyd, segna Us and Them. “Noi siamo creativi, belli buoni un po’ matti, capaci di fare le cose più terribili. Loro, hanno un unico cervello in cloud e non hanno emozioni. Non si tratta di una specie biologica. Noi però in quanto esseri umani abbiamo una biochimica delle decisioni”.

“Abbiamo istinti chimici che regolano la nostra sopravvivenza. La macchina no: una macchina spenta non ha esigenze, una macchina in prigione non ha il senso della libertà. Noi siamo contraddittori nella nostra creatività, loro no: hanno infatti un’intelligenza probabilistica e computazionale. E’ persino improprio paragonare l’intelligenza artificiale all’intelligenza naturale: sono due cose diverse. L’IA è in grado di compiere operazioni con grandissime moli di dati al di là del costo computazionale, a differenza di quella naturale”. E qui Cingolani rammenta il recentissimo (giugno 2019) esperimento condotto a Genova, con un “cane robot” del peso di 80 chili a trascinare un velivolo di 4 tonnellate e mezzo. Operazione dall’elevatissimo costo computazionale.

Un umanesimo per i robot

Oggi più che mai è diventato necessario ripensare l’Homo sapiens sapiens nell’alveo di una connessione profonda fra il naturale e l’artificiale, smettendo di ritenere in conflitto i due ambiti. L’umanità era già giunta a questa sintesi nel Rinascimento con le “camere delle meraviglie” (le cosiddette wunderkammern), luoghi in cui i due mondi, la natura (naturalia) e la tecnica (artificialia), convivevano in armonia. Ed è con questo spirito dichiarato che Leonardo lancia ufficialmente il Drone Contest Leonardo, progetto di collaborazione tra industria e mondo accademico per lo sviluppo di attività di ricerca e nuove competenze nell’ambito dell’intelligenza artificiale in Italia applicata ai droni.

E' persino improprio paragonare l'intelligenza artificiale all'intelligenza naturale: sono due cose diverse. L'IA è in grado di compiere operazioni con grandissime moli di dati al di là del costo computazionale
BY Roberto Cingolani, presidente IIT

Investire nell’intelligenza artificiale in Italia: il Drone Contest Leonardo

Da una parte, il Drone Contest ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle tecnologie relative all’intelligenza artificiale applicata ai droni. Dall’altra, la nascita di un ecosistema che coinvolga, in un intreccio virtuoso, grande impresa, atenei, Pmi, spin-off e startup. L’’iniziativa è rivolta a sei atenei. Il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università di Napoli Federico II. Leonardo promuoverà quindi le attività di ricerca e di innovazione di dottorandi e dei relativi team per lo studio e lo sviluppo di tecnologie relative ai droni.

Ogr Torino Meriem Bennani Biennale Immagini in movimento. Nella stessa occasione, l'intelligenza artificiale in Italia di Leonardo
Meriem Bennani, Party on the CAPS, The Sound of Screens imploding, 2018. Biennale dell'Immagine in Movimento, 2019, Ogr Torino. "La pratica multimediale di Meriem Bennani (1988, Rabat, Marocco. Vive e lavora a New York) mette in discussione la società contemporanea e le sue identità frammentate, le questioni di genere e il predominio ubiquitario delle tecnologie digitali". Ph. Giorgio Perottino, Getty Images for OGR. Courtesy OGR - Torino

Gli altri partecipanti

All’evento torinese hanno preso parte, tra gli altri, la sindaca di Torino, Chiara Appendino e l’assessore al Bilancio, Finanze e Sviluppo delle Attività produttive della Regione Piemonte, Andrea Tronzano. Poi naturalmente il presidente di Leonardo, Gianni De Gennaro, con l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo. Molto apprezzato l’intervento del presidente della Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, Luciano Violante, ex presidente della Camera. Quest’ultimo, nel suo vibrante intervento, ricorda Iaac Asimov (di cui ricorrerà il centenario della nascita nel 2020), affermando che “Dobbiamo cambiare noi stessi dall’interno, prima che dall’esterno. La fantascienza di oggi sarà il futuro di domani. Consideriamo il futuro un luogo ospitale”.

Dobbiamo cambiare noi stessi dall’interno, prima che dall’esterno. La fantascienza di oggi sarà il futuro di domani. Consideriamo il futuro un luogo ospitale
BY Luciano Violante
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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