Azioni, bond e infrastrutture: cosa resta saldo nei portafogli

Ritratto in bianco e nero di una donna sorridente con capelli ricci, camicia bianca e giacca gessata.

Tra inflazione e geopolitica, la diversificazione cambia rotta. In un mercato meno prevedibile, la sfida è capire come costruire portafogli più resilienti e quali asset class guardare con maggiore attenzione

L’incertezza legata agli shock geopolitici degli ultimi anni ha rimesso in discussione molti dei punti fermi degli investitori. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran, il rischio di nuove pressioni sul fronte energetico e le possibili divergenze nelle scelte delle banche centrali sono alcune delle variabili da monitorare con attenzione nella costruzione dei portafogli.

In questo scenario, protezione e diversificazione restano indiscutibilmente centrali. Non si tratta però di cercare una singola asset class capace di rispondere a ogni esigenza, ma di costruire portafogli più ampi, flessibili e dinamici, in grado di adattarsi a contesti di mercato diversi. In che modo? Lo abbiamo chiesto a Stefania Paolo, Country Head per l’Italia di BNY Investments, intervistata in occasione del Salone del Risparmio 2026.

Quali sono i fattori da considerare per costruire portafogli più resilienti in questo momento storico così particolare?

Prima di tutto bisogna riconoscere che il mondo è cambiato. Siamo in un mondo nuovo in cui le ipotesi tradizionali sui tassi di interesse, sull’inflazione, sulle correlazioni e sulla stessa diversificazione non funzionano più come una volta. Pertanto i portafogli vanno adattati a questo nuovo mondo. In che modo? Ampliando la diversificazione, volgendo lo sguardo ad altre asset class e allargando il panorama delle asset class nell’ambito del nostro portafoglio. Non a tutte, ovviamente, solo a quelle che funzionano meglio in questo contesto di shock inflazionistici e variazioni dei tassi di interesse. Mi riferisco, nello specifico, ad asset reali, materie prime, azioni value più che growth, meno sensibili ai tassi di interesse. Ma anche azioni a dividendo, con valutazioni molto interessanti. Inoltre, bisogna prestare attenzione anche alla gestione del rischio, adattando il portafoglio ai vari orizzonti temporali, a breve, medio e lungo periodo, per renderlo flessibile e dinamico.

Parliamo di reddito fisso: quale spazio dovrebbe avere in portafoglio oggi e quali sono i segmenti che meritano più attenzione?

Il reddito fisso resta per noi un’asset class molto interessante perché offre diverse opportunità. Al momento lo guardiamo in maniera più prudente, concentrandoci su una duration breve. Il credito resta interessante, anche perché i tassi di default sono ancora bassi e i fondamentali solidi. In questa fase, tuttavia, lo preferiamo sulle scadenze brevi, che consentono di affrontare con maggiore prudenza eventuali shock di mercato, variazioni dei tassi o nuove pressioni inflazionistiche. In questo momento è bene essere prudenti e avere portafogli con una volatilità più contenuta e il credito, sia high yield sia investment grade, con scadenze brevi, oggi ce lo consente.

Guardando l’equity, dove si trovano le opportunità più interessanti? E quali settori stanno registrando le performance migliori?

L’azionario può contribuire a diversificare i portafogli che, in tutti questi anni, si sono molto concentrati sull’azionario growth e sui titoli tecnologici, molto volatili e soprattutto sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. In questo momento è bene guardare altrove. In BNY Investments ci concentriamo sull’azionario value e sull’azionario a dividendo, anche perché è un momento storico in cui bisogna guardare alla copertura, quindi essere un po’ più esposti all’equity per cogliere eventuali rally di mercato.

Guardiamo principalmente a questi due segmenti perché le valutazioni sono interessanti, ma anche perché possono diversificare e decorrelare il nostro portafoglio. Preferiamo anche l’azionario infrastrutture perché per noi funziona molto bene in questo contesto di mercato. Analizzando i settori nel dettaglio, tra i più interessanti ci sono quelli che ricevono flussi di cassa costanti, come telecomunicazioni e utilities. A livello regionale dipende dagli ambiti, ma bisognerà anche vedere gli effetti della guerra sul fronte energetico. Noi vediamo che l’economia americana è ancora molto forte e resiliente e che le small cap europee offrono ancora opportunità molto interessanti.

Infine, per quanto riguarda gli asset reali – real estate e infrastrutture – quali caratteristiche possono fare la differenza nella selezione delle opportunità?

Guardiamo da vicino le infrastrutture moderne, quelle legate all’intelligenza artificiale in particolare, ma anche a trend strutturali come la longevità. Guardiamo quindi tutto ciò che riguarda investimenti in social housing, residenze per anziani e per giovani, e che si lega a un contesto sociale con prospettive future molto solide. Il segmento che oggi sostiene maggiormente l’interesse verso l’asset class è quello delle infrastrutture per l’AI, perché è molto resiliente e resiste meglio alle dinamiche di mercato che stiamo vivendo, soprattutto le tensioni geopolitiche. Del resto, oggi tutto è infrastruttura, persino la guerra a cui stiamo assistendo è una guerra di infrastrutture, perché sono alla base di tutto. Per questo, oltre a quelle più tradizionali, come ospedali, abitazioni, infrastrutture stradali, guardiamo con interesse asset più moderni e con prospettive di lungo periodo.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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