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Il 2018 è stato un anno da record per il private equity

Il 2018 è stato un anno da record per il private equity

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

11 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 2018 è stato l’anno del private equity per quanto riguarda gli investimenti. Ci sono infatti stati alcuni mega deal effettuati da grandi operatori internazionali

  • Per quanto riguarda la raccolta sul mercato nel private equity e venture capital, questa è stata pari a 3.415 milioni di euro, in calo rispetto ai 6.230 milioni dell’anno precedente

Stando agli ultimi dati pubblicati dall’Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt, nel 2018 si sono investiti 9.788 milioni di euro nel mercato del private equity e del venture capital

Nel 2018, il mercato del private equity e del venture capital in Italia ha segnato un record assoluto con il più alto ammontare di sempre, infatti, l’investito è pari a 9.788 milioni di euro quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Questo quanto è emerso dagli ultimi dati presentati dall’Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt (Aifi). Francesco Giordano, partner di PwC ha infatti sottolineato come “nel 2018 si è registrato un nuovo record per gli investimenti nel mercato italiano del private equity e venture capital. L’anno è stato caratterizzato da alcuni mega deal effettuati da grandi operatori internazionali, in particolare nel settore infrastrutture. Pur escludendo questi large & mega deal, il mercato registra un’ottima crescita sull’anno precedente (+16%), passando da 3.340 milioni a 3.863 milioni di euro”.

Per quanto riguardala raccolta sul mercato nel private equity e venture capital, questa è stata pari a 3.415 milioni di euro, in calo rispetto ai 6.230 milioni dell’anno precedente, valore fortemente influenzato da alcuni closing di significativa importanza realizzati da alcuni soggetti istituzionali. Se prendiamo in considerazione solo la raccolta indipendente di soggetti privati, l’ammontare è in crescita e pari a 2.738 (erano 920 milioni nel 2017). Considerando solo i soggetti privati, per l’anno in esame la distribuzione della provenienza della raccolta privata si suddivide con una predominanza italiana pari al 64% rispetto all’estero che si ferma al 36%. Gli operatori che nel 2018 hanno svolto attività di fundraising sul mercato sono stati 32 (28 privati). A livello di fonti, il 24% della raccolta deriva da fondi pensione e casse di previdenza, il 15% da investitori individuali e family office, il 14% da banche. “La raccolta realizzata nel 2018 ha visto il closing di oltre 25 operatori. La prima fonte sono state casse e fondi pensione,” “Questo è un segnale che aspettavamo da tempo e che può essere un primo passo verso un allineamento europeo con gli investitori internazionali” dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi.

Infine, nel 2018, l’ammontare disinvestito al costo di acquisto delle partecipazioni è stato pari a 2.788 milioni di euro, in diminuzione del 26% rispetto ai 3.752 milioni dell’anno precedente. 135 è il numero delle dismissioni (-33%), in diminuzione rispetto alle 202 del 2017. Lo strumento maggiormente utilizzato per i disinvestimenti, se guardiamo ai volumi, è la vendita a un altro operatore di private equity, 37% del totale disinvestito, 1.042 milioni di euro, se consideriamo il numero di operazioni, la vendita a soggetti industriali (33% pari a 44 exit).

Giorgia Pacione Di Bello
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