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Kellify, la startup fintech che fa vendere gli asset più difficili

25 Giugno 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • La tecnologia di Kellify è un facilitatore che combina la potenza dell’IA per estrarre conoscenza dai dati e una usabilità semplice

  • “Chi cerca Kellify cerca rendimenti in mercati illiquidi e/o non correlati e dunque poco importa che diventi liquido un quadro piuttosto che una Triumph del 1979 o una moneta. La richiesta è ‘riuscire ad approcciare in modalità data-driven’, riuscendo a creare di fatto un nuovo mercato”

Fluidificare l’illiquido grazie all’intelligenza artificiale, almeno negli investimenti. Questo lo scopo dichiarato della startup italiana del fintech Kellify, fresca di sbarco a Shanghai, dove ha suscitato l’interesse dei venture capitalist cinesi. We Wealth ha intervistato in esclusiva il ceo Francesco Magagnini

Un mondo di possibilità

Kellify è una app che “trasforma investitori, banche e assicurazioni in fintech”. Rendendo così liquidi e liquidabili gli investimenti di piacere (arte, gioielli, monete, auto d’epoca, orologi, vini, ecc…). E’ l’intelligenza artificiale a guidare l’utente a scoprire la liquidità futura di un investimento immobiliare, di un’opera d’arte o di un vino pregiato.

La startup italiana è stata recentemente selezionata da iStarter tra le 5 scale-up che hanno potuto incontrare il 14 giugno a Shanghai i migliori investitori e vc cinesi. Ed è stato in quet’occasione che Kellify ha presentato Quant-as-a-Service. Si tratta di una “experience” mirata a “selezionare il proprio target di investimento” investendo con un approccio sistematico e quantitativo in opere d’arte”. Oppure stimando “la futura liquidità della propria collezione di auto d’epoca e vini o chiudere un’operazione di art lending minimizzando il rischio”. Lo scopo dunque è quello di ricercare gli elementi liquidi all’interno di mercati prevalentemente illiquidi (pleasure asset) o far emergere opportunità all’interno di mercati molto competitivi (real estate o equity),

La tecnologia di Kellify è un facilitatore che combina la potenza dell’IA per estrarre conoscenza dai dati e una usabilità semplice.

We Wealth si è incuriosita, e ha intervistato il ceo Francesco Magagnini.

L’intervista al ceo della fintech Kellify

Quale può essere un esempio concreto di come funziona Quant-as-a-Service?

Quant-as-a-Service vuol dire che ciascun utente potrà trasformare una sua funzione in fintech ritagliandosi il target di cui ha bisogno. Attraverso le nostre app (ciascun mercato ha un’app dedicata), sarà possibile avere sotto mano le opere d’arte più liquide e rivendibili, oppure un target price (borsa) più accurato, o avere accesso agli immobili (Uk e Us) più rivendibili… Creando dunque un portafoglio di mercati storicamente illiquidi, oggi smobilizzati grazie all’AI

Quanti sono gli investitori che si sono già rivolti a Kellify per rendere liquidi i propri asset?

“Siamo sul mercato da aprile e sono già più di una 30ina, 75% dei quali esteri”

Quali sono i pleasure asset più rappresentati in Kellify? Detta in altro modo, quali sono i beni da collezione che i vostri clienti vogliono rendere più liquidi, è possibile avere una top de primi tre?

“Premesso che il prodotto sul target price (equity), non è sulla liquidità, ma su una maggiore accuratezza sui titoli in borsa, ed è in questo momento il prodotto più cercato, non esiste una richiesta in tal senso. Chi cerca Kellify cerca rendimenti in mercati illiquidi e/o non correlati e dunque poco importa che diventi liquido un quadro piuttosto che una Triumph del 1979 o una moneta. La richiesta è “riuscire ad approcciare in modalità data-driven”, riuscendo a creare di fatto un nuovo mercato (chi investe oggi in arte lo fa a lungo termine e con processi decisionali esclusivamente qualitativi/emozionali)”.

“Sta capitando anche l’inverso di quanto proposto dal nostro business model: alcune banche ci hanno contattato per avere una valutazione della liquidità del proprio patrimonio immobiliare”.

L’art lending

“Un’altra applicazione interessante è l’art lending: la banca sarà in grado di erogare un finanziamento utilizzando come sottostante un’opera d’arte prendendo come riferimento non “il valore” (perché se una cosa “vale”, pensiamo agli immobili di famiglia, non è detto che riesca a trovare un acquirente con la stessa passione o interesse), ma la reale capacità di essere reso liquido al momento dell’eventuale futuro “sinistro” (il cliente non restituisce il prestito e dunque la banca trattiene il quadro per rivenderlo e rientrare). Questo permette una gestione del rischio decisamente ottimale per l’istituto finanziario e accesso a tassi decisamente migliori per il richiedente”.

“Dal lancio delle app le soluzioni più richieste dai nostri utenti sono quelle che incoraggiano la trasformazione dal basso verso il fintech e l’insurtech.”

Kellify in pillole

E’ un team di 20 persone che cresce a un ritmo di 3-4 al mese. Fisici, matematici, product architect ed economisti. Il 72% ha tra 25 e  39 anni, il 54% sono donne, il 36% women in tech. Ha sede a Genova e uffici a Malmö e New York. Kellify è nata nel 2017 e nel luglio 2018 ha raccolto un equity round da 1,74 milioni di dollari.

In copertina Dior empty space scenography ©ALESSANDRO GAROFALO
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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