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Ecco perché non puntare sui private market adesso

Ecco perché non puntare sui private market adesso

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Francesca Conti
Francesca Conti

24 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 52% degli investitori si aspetta che il rendimento dei fondi di private market sia destinato a diminuire in futuro

  • Solo il 12% degli intervistati stima un aumento dei rendimenti del private equity, mentre il 36% prevede che restino pressoché invariati

  • L’indagine ha coinvolto asset manager e investitori che gestiscono complessivamente oltre 765 miliardi di dollari di attività

Secondo l’ultima survey realizzata da eVestment e Nasdaq, gli investitori si aspettano un calo dei rendimenti dei private market. Un motivo che potrebbe spingere molti investitori a guardare ad altre asset class nel prossimo futuro

Per gli investitori i rendimenti dei private market hanno le ore contate. Anche se i fondi di questo settore – che comprende gli investimenti in private equity e private debt, venture capital, real estate, real asset e infrastrutture – continuano ad attrarre investimenti da parte soprattutto dei clienti istituzionali, gli investitori stanno abbassando le loro aspettative di rendimento. È quanto emerge dall’ultima survey realizzata dalla società di consulenza eVestment in collaborazione con il Nasdaq. L’indagine ha raccolto le opinioni di investitori istituzionali, consulenti e gestori che rappresentano complessivamente oltre 765 miliardi di dollari di attività.

Il 52% degli investitori si aspetta che i rendimenti dei fondi di private market siano destinati a diminuire in futuro. Solo il 12%stima un aumento dei rendimenti del private equity, mentre il 36% prevede che restino pressoché invariati. Non va meglio al venture capital. Il 47% degli intervistati prevede infatti di ottenere rendimenti inferiori, contro il solo 16% di chi si aspetta una crescita. E nel settore immobiliare, il 41% degli investitori si aspetta rendimenti più bassi, contro il 14% che stima una crescita.

Gli altri risultati della survey

Un altro elemento interessante del rapporto Private market due diligence survey è l’apparente discrepanza tra il desiderio dei gestori di trovare nuovi investitori e la volontà di questi ultimi di ridurre o mantenere stabile il numero di gestori di fondi con cui lavorano. Nel sondaggio, tre gestori di fondi su quattro hanno indicato di voler aumentare la propria base di investitori, mentre tre investitori su quattro hanno detto di voler effettivamente mantenere o ridurre il numero di gestori di fondi con cui lavorano. Stupisce, al contrario, che il 41% degli investitori abbia dichiarato di essere molto o estremamente preoccupato per il livello di concorrenza, mentre solo il 25% dei gestori di fondi si sia detto molto o estremamente preoccupato.

Il 38% degli investitori ha detto di essere molto o estremamente preoccupato per le valutazioni delle società dei private markets, contro il 23% dei gestori. L’ipotesi di una correzione del mercato è stata una delle prime tre principali preoccupazioni sia per i gestori di fondi sia per gli investitori, con quasi i due terzi di entrambi che ha detto che è probabile che si verifichino entro i prossimi due anni. Rispetto ai temi Esg investitori e consulenti sono allineati, ma non in senso positivo. Solo per il 16% degli intervistati, infatti, è importante la considerazione dei fattori Esg nella valutazione dei private market.

Il commento

“La due diligence rimane la base per gli investitori che cercano di costruire un portafoglio di qualità e generare rendimenti superiori al mercato”, ha affermato Graeme Faulds, director of product – Private Markets di eVestment. “Considerando che la maggior parte delle stime degli intervistati sui rendimenti è alquanto piatta e il desiderio degli investitori di consolidare le relazioni con i dirigenti, i processi di due diligence diverranno sempre più critici”, ha continuato Faulds. “La necessità che gestori di fondi e investitori utilizzino dati e tecnologie migliori per aiutarli a navigare in questa realtà non è mai stata così importante”, ha concluso il manager.

Francesca Conti
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