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Venture capital: vincono nel lungo periodo

Venture capital: vincono nel lungo periodo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

05 Giugno 2018
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  • Quali sono le ragioni per cui il vc vince nel lungo

  • I risultati dello studio del Fondo europeo per gli investimenti

L’analisi dell’ufficio studi di P101 SGR getta luce sul fenomento vincente del venture capital. Almeno nel lungo periodo

Perchè il venture capital vince

Cosa influisce sulla performance degli investimenti in venture capital? L’analisi empirica del team di P101 Sgr ha individuato quattro elementi.

  • La geografia. I gestori delle regioni nordiche mostrano una elevata propensione al write off delle proprie posizioni.
  • Il settore industriale. Rispetto all’Ict, gli investimenti in imprese che si occupano di scienze della vita hanno maggiori chance di quotarsi in Borsa. D’altro canto, le imprese che si occupano di servizi mostrano una quota maggiore di vendite profittevoli.
  • Start-up. La possibilità di diventare unicorni è legata alla probabilità di essere acquisiti, ma non significativamente a quella di diventare Ipo. Questa dinamica suggerisce cautela all’investitore rispetto alle exit che si risolvono con un Ipo quando la valutazione delle aziende è molto elevata.
  • Gli investitori. Negli anni recenti i write off e le Ipo sono diminuiti. Ma l’ammontare del first round, ovvero della somma iniziale con cui un investitore investe su una start-up, è associato negativamente con la probabilità di una vendita non profittevole, e positivamente con quella di una Ipo. Il che indica la capacità dell’investitore di riconoscere di primo acchito una buona startup. Più soldi scommette, più è alta la probabilità che l’investimento abbia esisto positivo. Invece, l’esperienza dei team di venture capital è correlata con la probabilità di buone vendite solo quando è elevata. Più sono gli investimenti fatti da un team di vc più è alta la probabilità di una vendita profittevole e meno quella di una svalutazione. Non vale la relazione inversa.

I rendimenti

Quanto rende il vc? In media, un portafoglio diversificato oggi rende circa il doppio del finanziamento erogato per far crescere il business. E, sorprendentemente, i first time funds hanno performance vicine a quelle dei fondi storici. Ciò sgombra il campo da quella paura irrazionale che fa propendere verso panieri per cui esista un track record. Si tratta di dati estrapolati da un recente paper del Fondo europeo per gli investimenti. Nel periodo tra il 2007 e il 2014 esso infatti ha fornito circa il 10% di tutto il capitale arrivato alle imprese europee di vc. 1 euro ogni 18 investito in startup. L’analisi è stata condotta su un campione di circa 3600 investimenti che lo stesso Fei ha sostenuto tra il 1996 e il 2015.

Le conclusioni

Cosa si evince? Innanzitutto, che il vc europeo è un’asset class competitiva. Questa analisi è svolta su un portafoglio Fei di investimenti successivi al 2004 (per avere una certa numerosità che dia valore statistico). Se su un anno L’Irr dei fondi vc in cui investe il Fei è dell’11,43% contro il 14,87% archiviato dall’Msci e il 17,7% dell’S&P 500, nel lungo periodo, che è poi l’orizzonte peculiare dell’investimento in startup, il Fei batte tutti. L’Irr è dell’8,52%, contro il 5,97% dell’Msci e il 7,51% dell’S&P 500.

In conclusione, pur nella consapevolezza che si tratti di un investimento a elevato contenuto di rischio e da maneggiare con cura, il vc può convenire. Inoltre, a livello di fondi o fondi di fondi di vc, la diversità e la granularità delle opportunità di investimento in startup lascia ampio spazio a strategie di diversificazione che possono effettivamente abbassare la correlazione del portafoglio.

 

 

Teresa Scarale
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